“Fragile bellezza, arte e oreficeria contemporanea”, è nelle librerie il catalogo dell’omonima mostra sull’arte orafa artigiana di Valenza

Nell’esaustivo volume, pubblicato da Silvana Editoriale, si narra anche della collaborazione fra artisti e aziende orafe valenzane a partire dagli anni Cinquanta

Crediamo che l’arte – e stiamo parlando di arte orafa – sia sempre, anche in momenti di crisi sociale ed economica, necessaria”, lo sostiene e ne è giustamente convinto Maurizio Oddone, Sindaco di un polo di insuperata arte orafa artigiana, Valenza. Il suo pensiero ha coronato un particolare progetto espositivo, Fragile bellezza, arte e oreficeria contemporanea, accolto in un omonimo volume curato da Lia Lenti, storica dell’arte e specializzata in storia del gioiello, e Domenico Maria Papa, curatore d’arte contemporanea, organizzatore di mostre che esplorano la creatività attuale, pubblicato da Silvana Editoriale.

Purtroppo, a causa dell’emergenza sanitaria, per il momento la mostra è accessibile fino al 21 febbraio 2021 solo attraverso un tour virtuale (ambientato nell’Oratorio San Bartolomeo di Valenza) collegandosi alla pagina facebook  del Centro Comunale di Cultura di Valenza o al portale www.archiviorafivalenza.it.

Diventa, dunque, preziosa fonte di informazione l’edizione cartacea del progetto stesso. Nel volume (già nelle librerie), dove si narra anche della collaborazione fra artisti e aziende orafe di Valenza a partire dagli anni ’50, vengono presentate dieci nuove opere realizzate specificamente per il progetto Fragile bellezza, arte e oreficeria contemporanea, che documentano l’indissolubile connubio tra arte ed artigianalità, sostanziato attraverso l’interazione di dieci artisti coinvolti nel progetto (Elizabeth Aro, autrice di opere di forte impatto fisico ed emotivo; Güler Ates, al centro della sua ricerca vi è l’esperienza dello spostamento culturale attraverso performance che uniscono le sensibilità di Oriente e di Occidente; Enrica Borghi, lavora sul riciclo e il riutilizzo dei materiali di scarto; Antonio De Luca, progetta utilizzando principalmente carta da spolvero, colori a olio e ceramica; Paolo Delle Monache è autore di sculture che pongono a confronto l’uomo e il suo habitat urbano (tra le sue modelle anche un’ultracentenaria, espressione di una rivoluzionaria idea di Bellezza); Mario Fallini, che fonde molteplici riferimenti culturali e disciplinari; Fukushi Ito coniuga armonicamente materiali antichi e contemporanei; Carlo Galfione, il suo immaginario visivo è intriso di cultura alta e bassa, realismo e ironia; Project-To, duo artistico composto da Riccardo Mazza, compositore e artista multimediale specializzato nella ricerca sonora sperimentale, e Laura Pol, fotografa e videomaker autrice di progetti in ambito artistico, culturale e multimediale; Alice Zanin, dopo aver sperimentato differenti tecniche artistiche, dal 2012 predilige la scultura in cartapesta) e le aziende orafe valenzane che vi hanno preso parte attiva (Ceva Gioielli Srl, Crivelli Srl, Il Diamante Snc, Gioj Srl, Leo Pizzo Spa, Margherita Burgener, Ofir Srl, Scuola Orafa For.Al Vincenzo Melchiorre, Vendorafa Lombardi Srl e Villa Pedemonte Atelier (VPA) Srl).

Gianni Dova, disegni di gioielli per l’XI Triennale di Milano (1957)

Valenza è ormai universalmente riconosciuta come centro d’eccellenza di creazione orafa, arte che si è andata affinando nei decenni, coinvolgendo  “ …artisti, maestri orafi e designer che a partire dagli anni ’50 –spiega Lia Lenti, curatrice del volume– hanno condotto ricerche e sperimentazioni connettendo ambiti come le arti visive, quelle plastiche e il gioiello”.

La pubblicazione,  realizzata grazie al contributo della Regione Piemonte e delle Fondazioni CRAL e CRT, è anche catalogo delle mostre allestite nell’ambito della rassegna “Fragile bellezza”, realizzate tra dicembre ’19 e febbraio ’20 nelle città di Valenza e di Casale Monferrato: Memoria e Territorio con le opere di Ezio Campese, Saverio Cavalli, Laura Rivalta e Paolo Spalla, Ritratto di Signora con gioiello con le fotografie di Walter Zollino, Acqua…un mormorar di fiume con i progetti grafici elaborati dagli allievi del corso di design dell’IIS Benvenuto Cellini di Valenza e i gioielli  realizzati dai ragazzi della scuola orafa For.Al Vincenzo Melchiorre di Valenza.

L’incontro di Vendorafa Lombardi con Elizabeth Aro

Per Domenico Maria Papa, curatore del volume insieme a Lia Lenti, la crisi pandemica, oltre che lasciarci indifesi, offre però anche importanti spunti di riflessione e come ogni crisi può essere anticipatrice di rigenerazioni profonde: “Il tema della fragilità apre a una nuova prospettiva estetica, grazie alla quale è possibile istituire una più autentica relazione con il mondo. Fragile bellezza vuole dunque essere qualcosa di più del titolo di un progetto e nasce come un programma di sperimentazione per un rinnovato rapporto tra arte contemporanea e produzione orafa”.

Entrambi i curatori ci confermano che, a pandemia risolta, ci possono essere volontà e presupposti per rendere itinerante l’esposizione, inizialmente pensata per essere ospitata presso l’Archivio di Stato di Torino.

Concetto di Bellezza, sia pur fragile, che meriterebbe la più ampia divulgazione. Può forse rappresentare un baluardo contro l’imbarbarimento estetico? Lo chiediamo a Lia Lenti.
Condivido. Il concetto di Bellezza ha molteplici aspetti di relativismo, etico, estetico e storico, e può energicamente contrastare un punto di non ritorno.

L’età dei dieci artisti partecipanti al progetto è molto giovane. L’arte orafa potrebbe anche costituire uno sbocco lavorativo?
Senz’altro, il gioiello di ricerca interessa i giovani e può diventare per loro uno sbocco lavorativo, nel contempo rivitalizzando il mondo della produzione.

L’artigianalità dell’arte valenziana può rischiare di essere compressa dalla tecnologia?
Può essere un rischio –chiarisce Domenico Maria Papa– se manca un bagaglio di tradizioni. Cosa che certo non si riscontra nelle aziende valenzane che hanno partecipato al progetto, in sinergia con i giovani artisti.

Cosa determina la bellezza di un gioiello?
Senz’altro non il materiale di cui è costituito –spiega ancora Papa-. La bellezza scaturisce dal dialogo tra diverse professionalità, concentrate sull’espressività dell’oggetto, sulla sua anima. Il progetto finale sottolinea anche la fragilità stessa della Bellezza.

www.archiviorafivalenza.it

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