Confindustria Federorafi: l’export continua a crescere (+29,7%) su tutti i mercati ad eccezione di Hong Kong

Se il 2021 è stato un anno importante per la crescita del settore orafo, il cui export si é chiuso con un +59% sul 2020 e +15,6% sui livelli pre-Covid del 2019, i primi sette mesi del 2022 non hanno ripetuto la brillante perfomance e luglio ha registrato un modesto +5,7% in valore sull’analogo mese 2021.

Export e Import del settore orafo-argentiero-gioielliero in valore: andamento nei primi 7 mesi 2022 per periodo (var.% tendenziale sul 2021) – Fonte: Confindustria Moda su dati ISTAT

La lettura di questi dati mensili però non può prescindere dalla comparazione con quelli che sono stati i fortissimi incrementi dello scorso anno nello stesso mese (+78% rispettivamente sul 2020). In quest’ottica pertanto i rallentamenti registrati nel luglio 2022 appaiono “fisiologici” e naturali e occorrerà attendere i risultati dei mesi successivi per comprendere se si sia trattato di un episodio isolato o se è in corso un ridimensionamento reale dei ritmi di crescita.

Nei primi 7 mesi 2022, infatti, sulla base delle elaborazioni effettuate dal Centro Studi di Confindustria Moda per FEDEORAFI su dati ISTAT, l’export settoriale ha registrato un aumento del +29,7% sull’analogo periodo dello scorso anno: sono stati venduti fuori dai confini nazionali beni per 5,8 miliardi di euro (vale a dire +1,3 miliardi). Il raffronto con la situazione pre-pandemia mostra come i livelli attuali risultino superiori di ben il 42% rispetto a quelli del gennaio-luglio 2019. Andamenti altrettanto vivaci rispetto allo scorso anno si sono registrati per le quantità esportate (espresse in KG), cresciute nel complesso del +38,5%.

Il saldo commerciale del settore ha superato, nei primi 7 mesi 2022, i 4,5 miliardi di euro: una cifra record, superiore del +32,8% rispetto all’attivo realizzato nello stesso periodo 2021. Tra i settori che compongono il Tessile, Moda e Accessorio italiano è il secondo più elevato, dopo quello del Tessile-Abbigliamento (pari a 5,1 miliardi nei primi 7 mesi).

Il commercio con l’estero del settore orafo-argentiero-gioielliero nel gennaio-luglio 2022: export per Paese di destinazione (Top20) – Fonte: Confindustria Moda su dati ISTAT

L’analisi dell’export per paese di destinazione mostra aumenti non trascurabili per tutti i principali mercati, sia rispetto ai primi 7 mesi 2021 che nel confronto con la situazione pre-Covid. L’unica eccezione, nella top20 dei principali sbocchi, è rappresentata da Hong Kong che, pur sfiorando i livelli di un anno addietro (-0,3%), presenta un gap notevole col 2019 (-29,9%).

Trend marcatamente favorevoli hanno interessato sia i flussi verso i partner della UE27 (+37,2% su gennaio-luglio 2021) che i mercati fuori dai confini dell’Unione (+27,3%), che coprono quasi 3/4 delle vendite estere del settore.

Primi 10 Paesi di destinazione dell’export del settore orafo-argentiero-gioielliero gennaio-luglio 2022: raffronto con analogo periodo 2019, 2020 e 2021 (Milioni di euro) – Fonte: Confindustria Moda su dati ISTAT

Gli Stati Uniti (+18,2% sui primi 7 mesi 2021, pari a quasi 125 milioni di euro in più in termini assoluti) si sono confermati in vetta alle destinazioni, con una quota del 14% sul totale export settoriale.

Al secondo posto tra i mercati di sbocco troviamo la Svizzera, cresciuta del +29% circa, e al terzo gli Emirati Arabi (+25,3%). La Francia è al quarto posto.

La Cina – dopo aver sperimentato una variazione del +130% a consuntivo 2021, che le aveva permesso di raggiungere il 15° posto tra i principali paesi clienti del settore – nei primi 7 mesi di quest’anno ha registrato una contrazione del -3,4%, scendendo al 24° posto.

Il mercato russo ed ucraino coinvolto dal conflitto anche prima della guerra, non occupava posizioni di primissimo piano per il settore. Insieme, i due Paesi coprivano nel 2021 lo 0,9% dell’export (1% nel 2020 e 1,1% nel 2019). I dati cumulati dei primi 7 mesi mostrano un -74% circa per la Russia e un -50% per l’Ucraina sul medesimo periodo dello scorso anno: nell’insieme hanno acquistato beni italiani per 12,1 milioni di euro (erano 39,7 milioni, -69,5%). La quota dei due mercati (crollati rispettivamente al 47° e al 64° posto tra le destinazioni) sul totale export settoriale è scesa allo 0,2% complessivo.

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