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Ztl, a Napoli scontri con la polizia durante la serrata dei commercianti. In piazza anche gli orefici

La serrata coordinata da Confcommercio per protestare contro le politiche comunali sulla mobilità: chieste le dimissioni del sindaco De Magistris

Pietro Russo, presidente di Confcommercio Napoli, restituisce simbolicamente le chiavi dell'associazione al sindaco chiedendo la restituzione di quelle della città

Napoli paralizzata dalla manifestazione organizzata dalla Confcommercio cittadina per protestare contro le misure dell’amministrazione comunale relative alle diverse Zone a Traffico Limitato istituite negli ultimi due anni. La serrata indetta dall’associazione che riunisce i commercianti partenopei è iniziata questa mattina alle 9: le prime stime parlando di 10mila persone che hanno sfilato da piazza Carità (dove si trova la sede di Confcommercio Napoli), da piazza dei Martiri e da piazza Sannazaro (a due passi dal Lungomare partenopeo) per arrivare, a metà mattinata, a piazza Municipio, davanti al Palazzo del Comune. Nei momenti finali della manifestaizone si sono verificati anche scontri con la polizia, probabilmente a causa di alcune persone esterne al corteo ed infiltratesi tra i commercianti: esplose alcune bombe carta, molti i momenti di tensione; due manifestanti sono stati soccorsi da ambulanze del 118.

Slogan, fischi, striscioni e persino petardi per denunciare la drammatica situazione del commercio napoletano aggravata dalla difficoltà di raggiungere molte zone centrali a causa dei dispositivi di limitazione della circolazione automobilistica. Saracinesce abbassate dunque per la quasi totalità dei negozi di via Toledo, di Corso Umberto e via Chiaia, tra le principali strade dello shopping partenopeo, con l’eccezione dei bar e di qualche negozio direttamente dipendente dalle grandi catene (oggetto, peraltro, di fischi e attacchi da parte dei manifestanti): nella zona a ridosso di piazza Carità questa mattina persino gli ambulanti erano assenti.

Tra i manifestanti, anche i commercianti del Consorzio Antico Borgo Orefici, poco meno di cento attività di vendita al dettaglio di gioielli, orologi e bijoux collocate tra il Corso Umberto e via Marina nell’area dove già nel 1300 operavano artigiani orafi con le loro botteghe. “Abbiamo aderito in massa perché i dispositivi di mobilità del Comune di Napoli hanno esasperato la popolazione – dichiara Roberto de Laurentiis, presidente del Consorzio (nella foto a destra)e le decisioni sono state prese senza essere state concordate preventivamente con le associazioni che lavorano sul territorio. Con questa serrata intendiamo portare la nostra voce al Comune per essere interpellati su decisioni che ci riguardano da vicino”.

Arrivato in piazza Municipio il Corteo ha prodotto cori di protesta contro il sindaco Luigi de Magistris, del quale sono state chieste le dimissioni. Come segno di protesta Pietro Russo, presidente dell’Ascom di Napoli, insieme ad altri rappresentanti del commercio, ha consegnato al primo cittadino le chiavi dell’associazione e delle attività commerciali, chiedendo contestualmente di ricevere le chiavi della città.

“L’economia è in ginocchio, la città dissestata – ha affermato il presidente Russo al momento della proclamazione della serrata -. Le iniziative messe in atto finora dalla nostra associazione sono state ignorate dall’amministrazione comunale, che sta facendo scelte che giudichiamo non produttive. I danni ai commercianti partenopei sono incalcolabili, dopo l’appello inviato al Prefetto, scriveremo al Presidente della Repubblica per illustrare quanto sia delicata l’attuale situazione: tra pochi giorni scatta la Coppa America. Rischia di essere un boomerang, se non cambiasse niente nei prossimi giorni daremo un pessimo esempio, che potrebbe arrecare gravi danni all’immagine della città”.


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