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Zimbabwe Diamond Conference, Cavalieri: “L’industria è un’opportunità economica”

Il presidente della Cibjo sottolinea il ruolo del settore dei diamanti nei paesi in via di sviluppo. E intanto il WDC offre sostegno all’associazione produttori africani

Gaetano Cavalieri alla Zimbabwe Diamond Conference
Gaetano Cavalieri alla Zimbabwe Diamond Conference

È grande la responsabilità del settore orafo nei confronti della società. Ne è convinto Gaetano Cavalieri, presidente di Cibjo, intervenuto ieri ad Harare alla Zimbabwe Diamond Conference che chiude i battenti oggi. Il numero uno della Confederazione mondiale della gioielleria ha riconosciuto la necessità dei paesi africani produttori di diamanti  di sfruttare le proprie risorse naturali nell’ottica di uno sviluppo economico sostenibile per i propri cittadini.

“Sono giorni storici per il settore dei diamanti – ha detto durante l’inaugurazione -. Mentre un tempo la bussola puntava sempre a nord di Londra, oggi punta a sud. Molto probabilmente avrebbe sempre dovuto farlo, ma ora non c’è più alcun dubbio”. L’attività legata al settore dei diamanti è in grado di tradurre la domanda di prodotti di lusso in un’opportunità economica per i paesi in via di sviluppo: e secondo Cavalieri lo Zimbabwe, e gli altri paesi africani, lo sanno bene.

“Mentre il gioiello in sé è un bene non essenziale, in alcune parti del mondo l‘industria della gioielleria è invece un settore essenziale per le aziende, fornendo sostentamento e  benessere a milioni di persone comuni. Il nostro impegno è quello di garantire che le nostre attività li forniscano con opportunità economiche sostenibili che contribuiranno a garantire il futuro delle generazioni a venire”, ha dichiarato Cavalieri.

Un momento dell'inaugurazione della Zimbabwe Diamond Conference
Un momento dell’inaugurazione della Zimbabwe Diamond Conference

Rendendo omaggio a Eli Izhakoff, il fondatore e presidente onorario del World Diamond Council, che ha affrontato la sessione di apertura della conferenza, Cavalieri ha detto: “Ci sono quelli a cui piace descrivere i membri della comunità imprenditoriale come indifferenti a tutto ciò che non sia profitto e perdita. Eli ha dimostrato che non si tratta di una percezione corretta. Sì, siamo sempre interessati a quello, ma ci rendiamo conto che per raggiungere il successo sostenibile è necessario fornire benefici a tutte le parti interessate”.

E proprio il World Diamond Council ha preso in questi giorni contatto con la African Diamond Producers Association (ADPA),  offrendo sostegno nell’affrontare l’impatto della crisi Ebola in Africa occidentale sul settore minerario. L’ADPA mira a interessi comuni dei produttori di diamanti del continente e conta su 18 paesi membri, di cui 11 permanenti e 8 osservatori.

AsscherIn una lettera a Edgar Diogo de Carvalho, il Segretario Esecutivo della ADPA, il presidente del WDC Edward Asscher (in foto a sinistra) ha scritto: “Il World Diamond Council vorrebbe entrare in contatto con voi e le vostre organizzazioni aderenti, per la preoccupazione relativa alla crisi Ebola in alcune parti dell’Africa, con il desiderio di fornire un supporto pratico. Siamo lieti di offrirvi la nostra assistenza tecnica, competenze e risorse per assicurare che questa crisi di salute pubblica abbia un impatto minimo sulla catena di fornitura di diamanti”. Entrambi i soggetti parteciperanno, tra l’altro, all’assemblea plenaria del Kimberley process, dal 10 al 14 novembre a Guangzhou, in Cina.


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