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World Gold Council, domanda di gioielli in oro giù del 9%

Nel primo trimestre, tra i mercati chiave gli unici in crescita sono Stati Uniti e India: in Cina calo del 10%, ma resta il primo paese per consumi

Goldschmuck

Primo trimestre 2015 in calo per la domanda di gioielli in oro: il periodico report di World Gold Council registra una diminuzione del 9% annuo (23,53 miliardi di dollari) e un -3% nei volumi (600,8 tonnellate). Segno negativo bissato sul fronte metallo, che include anche i movimenti delle banche centrali e gli acquisti del settore tecnologico: in generale, la domanda di metallo prezioso è calata del 7% ( 42,28 miliardi di dollari) e in volume dell’1% (1,079.3 tonnellate).

Secondo l’analisi del WGC, la debolezza in Cina è stata compensata dalla crescita della domanda di gioielli in oro da India, dove è salita del 22% a 150,8 tonnellate, ma questo forte aumento è anche riflesso della debolezza registrata in quel mercato nel corso dell’anno precedente, quando restrizioni alle importazioni, le elezioni e i vincoli ai movimenti di denaro e oro avevano frenato in modo consistente l’acquisto di metallo. A livello di consumo, comunque, la domanda si è stabilizzata.

In Cina, invece, la domanda di gioielli d’oro è scesa in volume del 10% (213,2 tonnellate), classificandola comunque come il più grande mercato per il trimestre. Persino durante il capodanno cinese, momento particolarmente propizio nel paese per acquistare gioielli, si è registrato un atteggiamento frenato nei consumi. Guadagna quote di mercato, secondo il rapporto, l’oro 18 carati, che offre a distributori e dettaglianti margini migliori.

Altri mercati importanti sono Hong Kong, dove la domanda è scesa del 26 per cento a 13,6 tonnellate, mentre in Turchia la domanda di gioielli in oro è crollata del 28 per cento a 10,4 tonnellate, in gran parte a causa di un forte deprezzamento della moneta nei confronti del dollaro. Le richieste dagli Stati Uniti sono aumentate del 4 per cento a 22,4 tonnellate grazie della continua ricostituzione delle scorte e al fatto che i consumatori hanno continuato a esprimere una preferenza per oro a carature maggiori.

Malgrado l’aumento della ricchezza delle famiglie e la crescita economica, comunque, a soffiare in senso contrario  l’atteggiamento dei consumatori volto al risparmio e una generale mancanza di innovazione nel design, spiega il rapporto.


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