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White sempre più internazionale, buyer esteri a +15%

La rassegna milanese, terminata ieri, chiude a quota 21.150 visitatori: la moda contemporary tra designer di ricerca e sperimentazione

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(La sfilata della Special Guest di White, il coreano Yohanix. foto ManuelScrima)

Cresce White Milano e amplia il proprio bagaglio di business globale: il numero più significativo dell’edizione appena terminata (un’edizione da 21.150 visitatori) è infatti l’incremento di buyer esteri, a +15%. Massiccia dunque la presenza di compratori internazionali provenienti da Far East (Cina, Giappone, Corea), dall’Europa (Germania, Francia e Spagna) e dagli Stati Uniti“Un risultato così importante sul fronte dell’internazionalizzazione può arrivare solo da un grande lavoro programmato per tempo. Ma è anche frutto di un sistema-Milano che ha espresso una settimana viva, emozionante e un potenziale per il quale dobbiamo lavorare tutti”: questo il commento a caldo di Massimiliano Bizzi, fondatore di White.

L’incontro tra domanda e offerta della moda contemporary è avvenuto in uno spazio espositivo di 18.000 metri quadrati complessivi, articolati nelle tre location di White: Tortona 27 Superstudio Più, Tortona 54 Ex Ansaldo, Tortona 35 Hotel Nhow, che hanno ospitato 500 espositori dei quali 176 nuovi brand. Tra le scelte a conferma della vocazione internazionale dell’evento, la Special Guest di via Tortona 27, il coreano YOHANIX, protagonista domenica 28 di un suggestivo urban catwalk tra la Galleria Vittorio Emanuele e piazza Duomo, nel cuore della capitale della moda.

Ma l’edizione appena conclusa ha segnato il debuto di altri due importanti progetti siglati White: l’ area dedicata ai designer cinesi di ricerca, nell’ambito del progetto “China Calling“, nata in collaborazione con la talent scouter Sonja Long Xiao, fondatrice di ALTER, e quella con i nuovi brand contemporary supportati da Ice – Agenzia per la Promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Nato nel segno del supporto alle nuove generazioni della moda, il progetto “It’s Time to South” realizzato con Ice ha aperto le porte a 15 selezionati designer con un forte appeal internazionale come Cangiari (Calabria), Domenico Cioffi, Giorgia Fiore, Giuliano Galiano e Les Bohèmiens per la Campania, 20.52, Anna Siciliano Collection, Ground Ground e Reiv per la Puglia, Bakarà, Daricello, Giuliana Di Franco, LR Loredana Roccasalva, Price Eco Desgn e Vitussi per la Sicilia.

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Anche White sposa l’omogeneizzazione degli spazi espositivi: dodici le Special Area. E ancora: nata per incentivare giovani brand agli esordi la sezione Inside White ha riproposto l’Inside White Award conferito nell’edizione appena conslusa a 1828 BY ZOEPRIZ, il brand che fa capo al designer bavarese Jan Alt, creatore di capi spalla unisex che uniscono lo stile contemporary alla tradizione sartoriale nel segno della continuità. Giudice unico del premio è stato il coreano YOHANIX.

Novità del 2016 anche il Premio Ramponi, iniziativa nata per volere di Alfredo Ramponi, titolare dell’omonima azienda che si è imposta nel mondo del fashion per aver inventato il primo cristallo sintetico. Il premio, rivolto a designer di moda e accessori vuole sostenere e incoraggiare la ricerca e la progettualità nell’ambito della moda femminile, dando forza a uno stilista in uno dei passaggi essenziali e al contempo più delicati: l’esposizione fieristica e la campagna vendita. Vincitore della prima edizione del Premio Ramponi è Alberto Zambelli, brand in forte espansione sul territorio asiatico che ha presentato in anteprima la sua collezione al White per poi sfilare nel calendariodi Milano Moda Donna.

www.whiteshow.it


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