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White, febbraio chiude con 25.256 visitatori

Edizione incentrata sulla sostenibilità: 550 aziende della moda contemporary hanno incontrato top buyer da Francia, Usa, Uk, Canada, Spagna e Giappone

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Sono stati 25.256 i buyer e gli operatori del settore in visita all’edizione di White che si è chiusa ieri. Il Salone milanese ha puntato sulla sostenibilità con le proposte di 550 aziende e nuove aree espositive – Knit Lab e Lounge | Sphere – raggiungendo, secondo gli organizzatori, un incremento di buyer del 2,3% (estero a +6,8%, Italia +1,4%) rispetto all’edizione di febbraio 2018.

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Presenti top buyer internazionali del calibro di Printemps e Spree, dalla Francia; H.Lorenzo, Elisa B. e The Voyager, dagli USA; The Outnet.com e Studio 120 (UK); Andrews (Canada); Doshaburi (Spagna); Tsum (ex Unione Sovietica); Onward dal Giappone. Uno degli asset più innovativi di WHITE è stato GIVE A FOK-us, hub sostenibile realizzato in partnership con Confartigianato Imprese che si colloca nella cornice del più ampio progetto di valorizzazione del Salone supportato da MISE e ICE Agenzia, con il sostegno della Camera Italiana Buyer Moda – The Best Shops, e con la direzione artistica di Matteo Ward, co founder della green label WRÅD: progetto culminato nella installazione artistica in scena fino a ieri a Tortona 27.

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“La vivacità dimostrata da questo salone è il risultato di uno scouting attento di marchi, di nuovi hub espositivi e anche di un progetto dall’alto profilo culturale come GIVE A FOk-us – commenta Massimiliano Bizzi, founder di WHITE -. Questo lavoro si è visto e si è apprezzato e i feedback dei buyer sono stati molto positivi, tanto da averlo definito come un trade show concreto e che si interpreta bene. Anche il riscontro ottenuto dagli esponenti della politica, intervenuti all’inaugurazione, testimonia il ruolo di WHITE come piattaforma ormai fondamentale della fashion week milanese. A ogni edizione, rappresentiamo circa 550 aziende che credono nella validità dei nostri progetti”.

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Un cenno merita l’Inside White Award attribuito da Cesare Tadolini, proprietario della boutique L’Incontro di Modena, al marchio Sveta, per la sua “capacità di reinventare il guardaroba femminile con capi eclettici e fortemente rappresentativi”.

www.whiteshow.com


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