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#VOICE uno sguardo sul futuro

Confronti e riflessioni sullo stato dell'arte dopo il post Covid. Incontri e dibattiti con i protagonisti del settore per comprendere e costruire il futuro che verrà.


Guarda al futuro Voice
, che nelle prime due giornate ha visto protagonisti tanti imprenditori, che si sono confrontati sul palco dell’evento organizzato da Italian Exhibition Group.

Scopo di VicenzaOro International Community Event, infatti, è anche permettere di confrontarsi dopo un periodo di lontananza e riflettere su come affrontare il post Covid.

Roberto Coin

ETICA.

Tra le parole d’ordine emerse ci sono senz’altro etica e sostenibilità, come sottolinea un orafo che di questi temi si occupa da decenni, Roberto Coin, intervistato dal giornalista Marino Smiderle. «Un grande uomo – afferma – dovrebbe prima di tutto possedere una grande memoria, per ricordarsi di avere un cuore ed è da questo concetto che dovremmo ripartire per orientare sempre più i nostri sforzi verso la sfera sociale ed etica. Il lusso è responsabile. Il futuro è diversity & innovation e l’Italia resterà sempre il bacino delle idee del mondo».

L’incontro organizzato dal Club degli Orafi

POST COVID.

Ma non si può, ovviamente, prescindere da innovazione, riorganizzazione, formazione e digitale, che sono i concetti emersi durante l’incontro organizzato dal Club degli Orafi, che ha visto confrontarsi molti importanti voci.

«Il Covid ha enfatizzato alcune tendenze che si stavano già intravedendo   -commenta Alexandra Trosin, direttore del Club – Ha accentuato l’importanza della forza del marchio, delle nuove tecnologie e del digital e ha messo a fuoco la capacità delle aziende di adattarsi e di adottare una mentalità quasi da start-up. Assistiamo ora alla polarizzazione del mercato tra grandi e piccoli brand. I primi, da sempre molto attenti allo storytelling e al branding e già con un’importante vetrina online, sono stati maggiormente facilitati, mentre ha sofferto il comparto dell’unbranded e i marchi che non avevano una vetrina online».

«La situazione che stiamo vivendo è un’occasione di colmare il gap digitale che ci separa dal resto d’Europa – afferma Duccio Vitali, ad di Alkemy. Le previsioni per il 2020 relative all’e-commerce anticipano una crescita compresa tra 35% e il 40% rispetto al 2019. Questa crisi ha messo in luce, quindi, come il digitale possa essere una leva essenziale di creazione di valore anche per il lusso, filiera chiave dell’economia italiana». Elemento importantissimo anche per Paolo Bettinardi, ad di Better Silver: «Questo – afferma – è un periodo di grandi opportunità di ripensamento e riorganizzazione. Il futuro è molto legato alle dinamiche di innovazione e digitalizzazione».

Per le quali, però, secondo Augusto Ungarelli, presidente di Vendorafa Lombardi, servono anche interventi sulla formazione. «Il distretto valenzano – sottolinea – potrà avere un ulteriore boost nel momento in cui riuscirà a usare le premesse per una formazione specifica ma anche di base delle risorse umane. Il settore ha bisogno di tecnici e professionisti “completi” capaci di affiancare l’organizzazione manageriale».

E se secondo Stefen Lussier, ad di Forevermark at De Beers i consumatori oggi sono orientati verso «Meno cose ma migliori», per Diego Nardin, ad di Fope, per far fronte al cambiamento non  è tanto necessario stravolgere tutto, ma saper riorganizzare: «Non ci siamo mai fermati – racconta – durante il lockdown abbiamo abbassato i giri del motore continuando a coltivare i rapporti con i nostri interlocutori che per noi sono la chiave del successo. Nessun modello da stravolgere, nessuna strategia da cambiare, rimodulare è il lavoro del prossimo futuro».

Il futuro della gioielleria, l’incontro di Assogemme

IL FUTURO È DONNA

Altro asset vincente per guardare avanti sono le giovani imprenditrici, protagoniste di un dibattito a loro dedicato.

«Abbiamo una grande responsabilità nel mantenere la produzione nel nostro Paese – afferma Isabella Traglio, vice direttore generale di Vhernier – Significa dare un progetto alle maestranze del territorio e portare avanti un mestiere e un know how tutti italiani che altrimenti andrebbero perduti».

E per farlo, secondo Alessia Crivelli, marketing manager dell’azienda di famiglia, è necessario investire sulla formazione, come fatto a Valenza. «È necessario trasmettere non soltanto competenze, ma identità  e ci siamo resi conto che se non avessimo messo la formazione tra le priorità del nostro settore, nei prossimi cinque anni avremmo perso il 40% delle nostre maestranze. Per questo abbiamo creato la Fondazione Mani Intelligenti per promuovere un modello formativo che potesse essere attrattivo per le giovani generazioni e garantisse il futuro del nostro settore. Oggi siamo in contatto con tutti i distretti che condividono il nostro impegno».

Sulla collaborazione e la bellezza di «un mestiere difficilissimo, che si può fare solo se ci sono un profondo amore e una grandissima dedizione» si sofferma infine Azzurra Cesari, special project manager Cesari& Rinaldi Gemmai: «La collaborazione che nasce da una pulizia di intenti che si respira fortissima qui a Voice tra tutte le aziende e gli operatori presenti. Ho personalmente una grande gratitudine per gli organizzatori che ci hanno permesso di sentirci uniti e concordi nel portare avanti le nostre sfide e quelle del settore intero».

www.vicenzaoro.com/it/


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