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#VOICE: L’E-commerce è la nuova via della Seta

La nuova via della Seta passa ancora per la Cina. È l'e-commerce il nuovo business, che oggi conta 600milioni di utenti con un fatturato di 600 miliardi annui, una volta e mezza quello degli Usa.


La nuova via della Seta? L’e-commerce. In Cina
, infatti, le vendite online già forti prima del Covid hanno vissuto un’impennata durante il lockdown e la prospettiva è che continueranno a crescere, visto che il 48% dei consumatori ha affermato che aumenterà la propria spesa in rete, mercato che oggi conta 600milioni di utenti con un fatturato di 600 miliardi annui, una volta e mezza quello degli Usa.

Per questo Ice sta mettendo in campo diversi progetti per promuovere la presenza delle aziende italiane nelle piattaforme di e-commerce cinesi, tra cui i due presentati a Voice dal presidente Carlo Maria Ferro; Gianpaolo Bruno, direttore dell’ufficio Ice di Pechino e coordinatore della rete di uffici in Cina; Nicola Canzian, direttore generale di Digital Retex Trusted, partner di di Tencent  sul progetto di Ice e Chiara Petrò, del team e-commerce di Ice.

«Il commercio digitale oggi rappresenta il 30% del pil mondiale e ogni anno gli utenti crescono dell’8% – sottolinea FerroIn questo l’Italia era già in ritardo, per questo stiamo facendo accordi con i più importanti marketplace. A fine 2019 lavoravamo con due piattaforme, ora sono 13 ed entro fine anno contiamo di arrivare a 24».

«Italy National Pavillion sarà un content store digitale per le aziende che vogliono vendere in Cina»

Uno di questi progetti riguarda un padiglione italiano su Jd.com (Jingdong), che come racconta Bruno «che ha una quota di mercato del 24% ed è il principale retailer. Oggi ha 370 milioni di clienti, una forte attenzione al prodotto autentico e di qualità come quello italiano e un sistema logistico senza eguali. Italy National Pavillion sarà un content store digitale per le aziende che vogliono vendere in Cina. Permette una riduzione dei costi di transazione, eliminando le barriere di tipo tariffario e non. Dà la possibilità di ottimizzare la catena del valore e offre la possibilità di campagne di brand awareness e di miglioramento della conoscenza del mercato. Questo in modalità “general market” per chi è già presente là o “cross border” per consentire di vendere i propri prodotti senza una presenza diretta in Cina. L’unico requisito è essere già strutturati per l’e-commerce».

«L’interesse per il made in Italy è molto forte e per il mondo del gioiello ci sono grandi opportunità in Cina»

Progetto molto simile a quello portato avanti da Canzian su Wechat, piattaforma in cui 1,1 miliardi di persone comunicano, si informano, orientano le loro preferenze, acquistano e pagano. «L’interesse per il made in Italy è molto forte e per il mondo del gioiello ci sono grandi opportunità in Cina – afferma – Pavillion Italia consentirà alle aziende di venire a contatto diretto con il consumatore cinese, che al suo interno troverà le pagine delle aziende, il profilo, il catalogo e potrà acquistare direttamente. Finora abbiamo aperto a massimo 300 aziende e anche in questo caso bisogna già essere strutturati».

 


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