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#VOICE il successo di un evento: La gioielleria italiana c’è ed è ripartita

370 aziende, 100 relatori per incontri in presenza e in contemporanea live streaming con 3 milioni e mezzo di visualizzazioni sui canali social, 200 scambi commerciali nelle “virtual buyer room”, 600 business matching: sono solo alcuni dei numeri di #VOICE, la prima fiera fisica dopo il lockdown.


Sabato la vittoria di Italian Exhibition Group era già stata inaugurare la fiera orafa della ripartenza anche fisica, avendoci creduto pur di fronte a tante incertezze. Dopo tre giorni, la chiusura di Voice – VicenzaOro Italian Communuty Event – ha certificato il successo di un evento che ha portato alle 370 aziende che hanno voluto scommetterci anche qualche nuovo cliente, oltre a lanciare al mondo il messaggio che la gioielleria italiana c’è ed è ripartita.

L’edizione appena conclusasi è stata caratterizzata dalle misure di sicurezza – tra mascherine, gel igienizzanti e distanziamenti – ma anche da un format nuovo, creato per rispondere alle misure di sicurezza, che ha incassato l’apprezzamento di visitatori e aziende, molte delle quali non hanno nascosto che non disdegnerebbero ritrovarlo a gennaio.


Negli eleganti e accoglienti open space color rosa antico le aziende hanno proposto le nuove collezioni studiate anche durante i mesi di clausura, ma hanno anche avuto modo di confrontarsi, così come è accaduto sui due palchi della manifestazione, dove cento relatori hanno affrontato le tematiche più calde del settore in una serie di incontri che hanno registrato 3 milioni e mezzo di visualizzazioni sui canali social.

E a proposito di digitale, 200 scambi commerciali si sono svolti nelle “virtual buyer room” realizzate con il sostegno di Ice Agenzia, dove gli imprenditori potevano dialogare con i buyer lontani, mostrando i gioielli in alta definizione tramite un macchinario apposito. In tutto sono stati 600 i business matching organizzati da Ieg, un terzo dei quali, appunto, online.


IL MINISTRO.

Tra gli appuntamenti dell’ultima giornata il collegamento con il ministro Luigi Di Maio, criticato per l’assenza alla cerimonia d’inaugurazione, il cui intervento non ha però previsto la possibilità per i rappresentanti delle categorie di porre alcuna domanda al termine dei 10 minuti del suo messaggio.

Oltre a ricordare i due miliardi e mezzo del Piano per l’export e il Piano straordinario per la promozione del made in Italy, all’interno del quale ha affermato di aver stanziato fondi per l’Italian Jewellery China e-commerce project proposto da Confindustria Alessandria e Federorafi, Di Maio si è soffermato sul settore fieristico «che come dimostra l’esperienza di VicenzaOro, mantiene un ruolo di primo piano e il cui rilancio rappresenta una priorità strategica. «Ci siamo impegnati al massimo per consentire alle fiere italiane di ripartire dal primo settembre, mantenendo il carattere internazionale e lavorando con gli operatori del settore per garantire la presenza in sicurezza di realtà straniere qualificate. E proprio per dare un segnale di ripartenza effettiva, abbiamo previsto nel Dpcm dello scorso 7 settembre una disposizione specifica per favorire la partecipazione degli operatori fieristici stranieri agli eventi di rilievo internazionale (con i cosiddetti corridoi verdi), nel rispetto dei protocolli sanitari».

Un punto, quest’ultimo, che le categorie sperano si realizzi al più presto, insieme alla sottoscrizione della Convenzione di Vienna, entrambi inseriti tra le 14 richieste che Cna Orafi Nazionale, Confartigianato Orafi, Confimi Industria categoria orafa ed argentiera, Confindustria Federorafi, Federpreziosi Confcommercio e Assocoral gli hanno presentato e che Di Maio ha definito «più che condivisibili». «Ho dato mandato alla struttura del ministero di prendere contatto con voi – ha affermato – per avviare rapidamente un nuovo confronto».


FOPE.

Un momento di grande emozione è stata, in mattinata, la presentazione del libro “Four tales of beauty”, che racconta le quattro generazioni della famiglia Cazzola, che hanno fatto grande Fope: il fondatore Umberto, il figlio Odino, i nipoti Umberto e Ines, fino a Giulia, figlia di Umberto, mancata a gennaio 2019. Sul palco, con il giornalista David Brough e Marilisa Teatini Cazzola, madre di Giulia, che ha fortemente voluto la pubblicazione del volume per far conoscere queste storie ai nipoti Ginevra e Marcello. Tra le pagine ci sono la fondazione, nel 1929 e la sfida di Umberto, che guardando i gioielli prodotti con gli stampi usciti dalla sua azienda, si disse: «Quasi quasi ci provo anch’io!». La crisi seguita alla Grande Depressione e le “Fedi alla Patria” che la fecero ripartire. L’intuizione del cinturino estensibile, che Umberto e Odino portarono alla prima fiera di Vicenza. L’idea di Umberto, figlio di quest’ultimo, di produrre anche altri componenti per orologi, la crisi del quarzo e la nuova svolta, arrivata da Ines e Marilisa: fare solo gioielli. E ancora la maglia Novecento, diventata poi Flex’it, e lo sbarco oltreoceano, grazie a Giulia, che una volta tornata a Vicenza ha rivoluzionato il marketing. Ma soprattutto tanto amore, che emerge da ogni riga riguardante Giulia.

/www.vicenzaoro.com/it/

 


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