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Voglia di nuovo

In primavera sbocciano i fiori e in alcuni casi la febbre, come a me. Tutti al sole ed io infreddolita sotto le coperte. Ma va bene anche così perché se per ovvi motivi (ieri finalmente abbiamo mandato in stampa il giornale) ho tralasciato il mio blog, adesso posso  dedicargli qualche oretta in tranquillità.

Innanzitutto ben trovati a tutti quelli che hanno scelto di leggermi.

E’ innegabile quanto le nostre città si stiano trasformando lentamente in giganteschi centri commerciali, no, non quelli che intere famiglie hanno eletto a nuovo diversivo per trascorrervi i fine settimana (che grigiume!), ma le intere aree urbane, senza andare per il sottile tra paesi e metropoli. Indistintamente tutti sembrano non servire ad altro che per fare shopping,  per acquistare quello che utilizzeremo o indosseremo domani per tornare a fare shopping. Noi le città le attraversiamo con i paraocchi, da casa in ufficio, dall’ufficio al supermarket, dal supermarket a casa dove finalmente… possiamo organizzarci il lavoro del giorno dopo. Ben vengano allora eventi free come il Fuorisalone di Milano che sanno regalare idee, suggerimenti, incontri, foto (tante foto) e un oceano di design, nell’arredamento e nel gioiello. Forse Milano è tra quelle che meno hanno bisogno di tali iniziative perché è cosmopolita di suo e mostrarsi sempre nuova le riesce molto bene, ma di certo può suscitare una sana competizione tra tutte le altre, grandi o piccole che siano, centri o periferie. Siamo in una fase di stallo in cui ci scopiazziamo gli uni con gli altri ed abbiamo anche la faccia tosta di lamentarci. Una full immersion nella creatività può essere la giusta via di fuga a questa carenza di fantasia, perché da idea nasce idea, da incontro nasce incontro, da voglia di fare nasce nuova voglia di fare. Di cose belle se ne son viste, e a iosa, ma quelle  che verranno saranno ancora più interessanti.

Diamoci da fare, il nuovo è dietro l’angolo… se lo vogliamo.


11 commenti

  1. Sonia Sbolzani says:

    Bentornata, gentile Maria Rosaria.
    E’ vero, i luoghi (reali e metaforici) si stanno trasformando sempre più in centri commerciali e le persone in venditori (anche di sentimenti). Tutto è on sale e sarà ancor più tale: basta dare un’occhiata agli annunci di lavoro di un qualsiasi giornale, che sono per due terzi dedicati a figure commerciali.
    Milano con la moda e ancor più col design vince e convince perché sa andare oltre il mero concetto del vendere attuando, piuttosto, più complesse e lungimiranti strategie di marketing, ovvero sa “fare sistema”. Quello che noi del business orafo non abbiamo ancora imparato a realizzare.


    • Maria Rosaria Petito says:

      Gentile Sonia, e se provassimo a dare il buon esempio? io vivo a Napoli, una città molto difficile che in molti, me compresa, giudicano irrecuperabile, ma siccome penso che le cose buone non sono mai inuitili, (in pochi) continuiamo ad andare avanti con buon senso, senza desistere mai, facendo da apripista con idee e progetti.
      Prima o poi lo capiranno anche i più ostinati. Mi auguro! E’ la paura di condividere che dobbiamo annientare, perché come lei ben dice, si va avanti solo facendo sistema.


  2. pasqualina says:

    Milano è storicamente la piazza degli affari,la capitale delle sfilate di moda,la sede del salone del mobile, ed altro …….e non ultimo l’EXPO.Tutto ciò oltre a fare sistema fa cultura! E’ questo che manca!Oltre a fare autocritica dobbiamo imparare a fare la nostra parte nel nostro ambito,piccolo o grande che sia!Riscopriamo e riaffermiamo i valori della nostra esistenza.


    • Maria Rosaria Petito says:

      carissima Pasqualina, condivido pienamente il suo pensiero ma il grande problema è che i valori, purtroppo, sono stati soppiantati da idee che non ci appartengono ma che non facciamo alcuna fatica a riconoscere come proprie. Diamoci da fare,tutii insieme possiamo ancora molto


  3. Gustavo Renna says:

    Giustissimo!!! la vs rivista per noi del settore è uno strumento indispensabile, con gli aggiornamenti anche sulle tecnologie ed i clamorosi casi … come quello dei Rubini trattati…oppure sulla legislazione dei metalli.
    Esempio di come non fare solo pubblicità, ma sopratutto informazione e sensibilizzazione di fermenti creativi.
    Complimenti ancora a lei ed al sig. Micera!!!


    • Maria Rosaria Petito says:

      Caro Gustavo, il suo stile l’ho sempre apprezzato per la ricerca che lo muove. ed è un buon esempio da seguire. Rispolveriamo le vetrine, facciamo spazio a ciò che non c’era prima, ma, (e questo è fondamentale) dialogando. Senza confronti non si può andare avanti e i passi più lunghi si fanno solo se si è uniti. Tanti temono di confondersi nel gruppo e non fanno altro che restare vittime del loro egoismo.


  4. Gustavo Renna says:

    Grazie!
    Ho una riflessione in merito a quanto lei ha sapientemente evidenziato, sulla scelta di alcune persone di passare il week end nei centri commerciali, outlet etc… A me personalmente fanno tristezza ed
    aggiungo… Se Fosse in vita il grande Fellini, sono certo che troverebbe nuovo materiale per poter girare ello stile della “giostra” con griffatissimi Gelsomina e Zampanò aggirarsi in luccicanti vetrine globalizzate.


  5. Maria Rosaria Petito says:

    Lo credo anch’io Gustavo, avrebbe di che scegliere per un suo film! Il titolo quale potrebbe essere?


  6. Gustavo Renna says:

    Sono certo che Fellini, prenderebbe in considerazione “OUTULET” le nuove giostre di periferie…
    una sorte di paese dei balocchi alla COLLODI.
    Luci che ingannano la realtà.
    Miraggi di una realtà che non esiste… nuance di colori superati, o peggio abusati, contribuiscono a dare la sensazione di degrado, serbatoi per smaltire sovraproduzioni di manodopera a bassi costi.
    Che senso ha, pagare scontato qualcosa che è in abbondanza…INVECCHIA subito, quale investimento è?
    meglio un mercatino di cose usate, almeno si esercita la fantasia…già la fantasia…


  7. Maria Rosaria Petito says:

    Fare le scelte giuste potrà essere l’unico modo per contrastare il consumismo, la mancanza di qualità e di professionalità. Buon lavoro a lei e a tutti quelli che danno sfogo alla creatività.


  8. Gustavo Renna says:

    Otulet… Pardon… 🙁


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