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Vincenzo Giannotti confermato alla guida del Tarì: “Ci aspetta un triennio impegnativo”

Il Consiglio di Amministrazione del centro ha confermato il presidente, che racconta su quali direttrici si muoverà nel prossimo triennio insieme alla sua squadra


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“Ci aspetta un triennio impegnativo, per rispondere alle sfide poste al comparto dai cambiamenti socio-economici, ma siamo pronti a metterci in gioco”.


Così Vincenzo Giannotti, appena confermato presidente del Tarì dal Consiglio di Amministrazione, guarda al futuro con ottimismo. Con lui, mantenuta l’intera squadra – Pino di Gennaro, Salvio Pace, Flavio Dinacci, Giuseppe Casillo, Vincenzo Rajola, Marco Simeone, Maurizio Vitagliano – alla quale si aggiungono tre nuovi membri, Tiziana Di Gennaro, Amedeo Giannotti e Davide Mazza.

Napoletano, quarta generazione di orafi e presidente del Gruppo Giannotti, Vincenzo Giannotti ha partecipato alla nascita del Centro Orafo del Tarì agli inizi degli anni ’90. Da sempre consigliere di amministrazione e vicepresidente, tra i ruoli ricoperti figura anche la presidenza del TADS, la Scuola del Tarì, dal 2011 al 2015. Alla guida del Centro è stato scelto nel 2015 e oggi è al suo secondo mandato.


giannotti Tre anni sono trascorsi dalla sua prima nomina, ora l’attende un nuovo triennio. Quali sono i suoi progetti?

“Lavoreremo molto sulla nostra organizzazione interna per continuare a dare il massimo. Ci aspetta un triennio non facile, non solo per le condizioni economiche in cui versa il settore, ma anche per i cambiamenti epocali che lo attraversano, come i nuovi strumenti di comunicazione e le vendite online. Con il Cda abbiamo intenzione di fare un’analisi condivisa per rispondere imprenditorialmente a queste sfide. Anche perché, in Italia, si fa generalmente riferimento ai tre distretti orafi di Arezzo, Vicenza e Valenza. Ma esiste anche il polo campano, che viene menzionato meno perché nel numero – pure elevato – di imprese che vi opera prevalgono quelle del commercio e della distribuzione orafa. La dimensione produttiva, nella nostra regione, si basa per lo più su una dimensione artigianale, che come il resto del comparto sta vivendo una lieve ripresa: dobbiamo capire come incentivare questo rilancio e fare del nostro meglio”.


Quali sono i rapporti del Tarì con il territorio in cui opera?

“Siamo estremamente ramificati sul territorio. Oltre alla nostra appartenenza a Confindustria Caserta, abbiamo costruito rapporti proficui anche con le istituzioni. In primis, con il Comune di Marcianise, che riconosce la nostra importanza per l’intera area, visto che quando siamo arrivati qui, oltre 20 anni, abbiamo fatto da apripista a una nuova imprenditoria esterna alla città, ma sempre incidente sul territorio comunale. Lavoriamo fianco a fianco anche con la Regione, che è anche socio al 40% della nostra Fondazione e con cui condividiamo progetti di tipo formativo. Lo stesso vale per il Consorzio Asi, nato per favorire lo sviluppo di attività imprenditoriali nei settori dell’industria e dei servizi alle imprese, che talvolta soffre per gli errori del passato: probabilmente in questo caso andrebbe studiato un nuovo sistema. Noi siamo soltanto una voce, ma siamo pronti a collaborare se fosse necessario”.


Il Centro orafo in questi anni ha tessuto relazioni anche con le organizzazioni fieristiche del settore. C’è qualche novità in vista?

“Abbiamo buoni rapporti con tutto il comparto. Tra i legami attualmente più attivi, c’è quello con Italian Exhibition Group, che proprio in questa settimana ci farà visita per presentare i programmi internazionali con cui accompagna le aziende all’estero, in particolare le novità legate alla fiera di Las Vegas: mi riferisco alla recente partnership da loro siglata con Emerald Expositions LLC che comporta la loro adesione al nuovo show PREMIER. Con loro abbiamo condiviso quest’anno anche un’altra esperienza: abbiamo infatti ospitato l’evento Hunting Show Sud, costola della loro manifestazione Hit Show dedicata all’arte venatoria, che per la prima volta si è svolta nel Mezzogiorno: abbiamo accolto 15mila persone in due giorni. Questa e altre iniziative, come la Coppa Europa di spada femminile che abbiamo ospitato, ci hanno permesso di testare la nostra capacità organizzativa su eventi diversi da quelli di settore, confermando che il Tarì è in grado di rimodellarsi in base alle esigenze. Continueremo certamente su questa strada”.


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Uno degli appuntamenti delle “pillole di formazione” al Tarì

Il 2018 ha visto anche il lancio del format “Pillole di formazione”. Qual è il bilancio?

“Abbiamo voluto integrare la formazione che è già di casa al TADS – dove si rivolge a chi vuole specializzarsi in discipline tecniche del settore, dall’orologeria all’incastonatura – con un tipo di aggiornamento rivolto alle imprese produttive e al mondo del dettaglio. Proprio oggi abbiamo l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva (gli appuntamenti riprenderanno a settembre), durante il quale il consulente Raffaele Ciardulli esplorerà i temi della emotional customer experience”.


Con tre eventi l’anno, rafforziamo la nostra offerta: il progetto Tarì 365, con il centro aperto tutto l’anno


Il format dell’evento firmato Tarì, Mondo Prezioso, è ormai più che consolidato. Tutto confermato anche per il prossimo anno?

“Ad oggi, parliamo di tre eventi l’anno, che sono semplicemente un ulteriore offerta per rafforzare e arricchire le nostre proposte. Un modo per aprire le porte del Centro anche in giorni in cui i dettaglianti sono più liberi. Non dimentichiamo però che il Tarì è aperto tutto l’anno e che molto abbiamo puntato su questo concetto nel primo triennio della mia presidenza: il progetto Tarì 365, nel quale ho creduto fin dall’inizio, si è rivelato vincente, perciò non lo abbandoneremo”.


In questi anni è stato più volte puntato il dito sul fenomeno delle vendite ai privati all’interno del Tarì, che è invece un centro destinato agli operatori. Sono state portate avanti iniziative specifiche?

“Credo che il concetto sia stato un po’ esasperato. Mi spiego meglio: il Tarì non consente assolutamente le vendite ai privati. Siamo molto fiscali negli ingressi ed è capitato più volte di aver bloccato l’accesso a persone con licenze scadute o non più in attività. Poi è evidente che le aziende possono ammettere al loro interno anche consulenti, avvocati, professionisti, ma restano loro ospiti. A volte ho la sensazione che il centro sia un capro espiatorio. Il problema, secondo me, è molto più ampio: la crisi del dettaglio è da ricercare in altri fattori, dobbiamo guardarci intorno e affrontare le motivazioni che hanno per esempio fatto crescere l’e-commerce a discapito del negozio tradizionale. Dobbiamo chiederci: cosa è cambiato? Perché la gioielleria non riesce più ad attrarre come un tempo? Proprio per iniziare una riflessione strutturata su queste difficoltà ho già richiesto un incontro con il presidente nazionale di Federpreziosi Giuseppe Aquilino”.    


Al suo fianco ha una squadra consolidata alla quale si sono aggiunti anche nuovi nomi. Qual è il clima?

“Sono lusingato dalla attestazione di fiducia che i soci hanno manifestato nel corso dell’assemblea a me e al consiglio di amministrazione uscente. Sono molto orgoglioso della squadra che mi affianca, che in gran parte ha condiviso con me questi tre anni entusiasmanti. Sia i membri “storici” sia quelli nuovi sapranno apportare, ognuno in base alle proprie competenze, un valore aggiunto al nostro lavoro collettivo”.

 

 


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