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Vicenzaoro, Marzotto: “Puntiamo a una piattaforma del Made in Italy”

Intervista al presidente di Fiera di Vicenza a un mese dall’edizione di settembre: i futuri accordi con Arezzo e Rimini, le novità e le conferme

MatteoMarzotto_foto AlfonsoCatalano
Matteo Marzotto, presidente di Fiera di Vicenza. Ph Alfonso Catalano

Torna dal 3 al 7 settembre Vicenzaoro, il Salone internazionale dell’oreficeria e della gioielleria di Fiera di Vicenza. Un’edizione particolarmente attesa per i rifornimenti in vista del Natale che per la prima volta presenterà anche NOW, un’area inedita rivolta al mondo dell’orologio. Il tema centrale della Manifestazione sarà “The Golden Touch”, un fil rouge che si estenderà su sei tematiche differenti: dall’eccellenza delle produzioni nazionali e internazionali, ai temi di Corporate Social Responsibility, alla distribuzione, ai nuovi trend del settore e del mercato, al respiro internazionale, alla comunicazione e agli aspetti culturali e di sviluppo che ruotano attorno al mondo del gioiello.

Un’edizione che arriva in un momento delicato per l’intero comparto, con scenari geografici che cambiano anche a causa degli equilibri internazionali in continuo riassestamento e a fronte di eventi che modificano le destinazioni del gioiello italiano. In Italia, Fiera di Vicenza è tra i primi player per il comparto orafo e da sei anni in crescita, in controtendenza rispetto all’andamento del mercato fieristico italiano: il bilancio della società al 31 dicembre 2015 è stato chiuso con un utile netto di 1.024.459 euro. I ricavi netti complessivi sono aumentati del 14,5% rispetto al 2014, raggiungendo i 36,8 milioni di euro.

In particolare, il fatturato delle manifestazioni del comparto gioielleria è risultato, nel 2015, di circa 23,8 milioni di euro, cresciuto dell’11,5% – nel 2015 basato sulla edizioni January e September, e sulla presenza del brand Vicenzaoro agli Show di Las Vegas e Mumbai. La Spa è anche organizzatrice di Vicenzaoro Dubai (di cui sono state svolte due edizioni) insieme al Dubai World Trade Centre, tramite la joint venture DV Global Link. Fiera di Vicenza è tra i soggetti coinvolti nel progetto di coordinamento del calendario fieristico italiano del settore orafo-gioielliero, supportato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

 Fiera di Vicenza_Corrado Facco e Matteo Marzotto
Matteo Marzotto, presidente di Fiera di Vicenza (a destra) con il direttore generale Corrado Facco
Foto Piero Cruciatti / LaPresse

A spiegare a Preziosa Magazine come Fiera di Vicenza affronta questa transizione verso il futuro  è il presidente e  amministratore delegato della Spa, Matteo Marzotto.

Presidente, come vede il sistema fieristico orafo del prossimo futuro?
“Non c’è dubbio che vi siano difficoltà e turbolenze che esulano dalle competenze e dal controllo del mercato. Dagli attacchi terroristici all’instabilità della situazione politica internazionale, che hanno contribuito a far innalzare i prezzi dell’oro, sono molti i fattori che impattano sul comparto. Basti pensare alla delicata questione dell’area del Golfo: tutti insieme, questi elementi hanno effetti sui volumi e sulla serenità dell’acquisto. Detto questo, pero, Fiera di Vicenza è sempre luogo di business in un comparto italiano molto vitale, che continua a investire per restare punto di riferimento innovativo e di qualità”.

È da tempo che si parla di una piattaforma rappresentativa del Made in Italy che metta insieme più enti fieristici. A che punto sono le trattative con Arezzo Fiere e Fiera di Rimini?
“Abbiamo preso un impegno pubblico davanti al mercato e Fiera di Vicenza continua a lavorare per renderlo operativo, per rappresentare, insieme ad altre realtà, l’Italia nelle manifestazioni come quelle di Las Vegas e Hong Kong. Con Arezzo Fiere sono in corso nuovi incontri: dopo i due accordi propedeutici del 2014 e del 2015, ora stiamo cercando di integrare caratteristiche storiche da preservare, sono molto ottimista sul buon esito dell’operazione. Per quanto riguarda Rimini, dopo il primo step firmato a maggio, ora i rispettivi Cda hanno approvato il documento che formalmente dà il via all’integrazione e entro la fine dell’anno dovremmo arrivare a un risultato concreto. È un’operazione complessa: è difficile, ma è sempre un grande risultato quando due soggetti pubblici lavorano insieme con spirito imprenditoriale. È  il segno di una nuova dimensione del sistema fieristico, un’aggregazione storica che è un’occasione prima di tutto per le filiere che sosteniamo con i nostri eventi. Ecco, a questo tengo in particolar modo: occorre ricordare che ogni opportunità verso la quale tendiamo è un’opportunità per il comparto, non per la fiera in sé”.

Tra le novità di Vicenzaoro September 2016, un’area dedicata agli orologi.  Qual è l’obiettivo?
“Le aziende italiane si distinguono anche nel segmento orologi. Volevamo dar loro l’opportunità di una vetrina esclusiva in cui dare vita a nuove opportunità di business. Nell’area NOW – “Not Ordinary Watches” gli operatori troveranno una dozzina di imprese italiane indipendenti, in alcuni casi operanti nell’ambito dello Swiss made, che hanno colto l’occasione di questa nuova formula. Tra i nomi presenti, Paul Picot, Gagà Milano e il gruppo Morellato-Sector che segna il suo ritorno a Vicenzaoro”.

A settembre il format The Boutique Show “vive” la sua quarta edizione dal lancio. Si conferma una formula vincente?
“Senza dubbio. È una scelta che ormai identifica la manifestazione con un format innovativo e unico che connota la città dell’oro che è Vicenza, ma anche Vicenzaoro. Un modello che semplifica l’individuazione e la conoscenza dei propri fornitori, ma che rende più facile anche trovare le novità di cui gli operatori vanno sempre alla ricerca. Il potenziale di The Boutique Show sta esattamente nella sua versatilità, nella sua capacità di evolversi: le sei community coerenti per prodotti e servizi e i relativi colori identificativi restano quelli, ma intorno a loro c’è un fermento che si muove seguendo il mercato e una tensione verso il miglioramento continuo, soprattutto nei servizi di contorno”.

È confermata la terza edizione di Vicenzaoro Dubai ad aprile?
“Dubai è confermata, ne stiamo riorganizzando alcuni aspetti. È un cantiere aperto che ha intenzione di crescere e di diventare grande e solida. È una strategia che completa il lavoro di internazionalizzazione che è alla base di molte delle operazioni di Fiera di Vicenza, già molto attiva nei principali appuntamenti del settore in mercati strategici, come la recente partecipazione con 120 brand italiani all’evento leader americano JCK Show di Las Vegas (3-6 giugno) e la partecipazione all’India International Jewellery Show nel mese di agosto (4-8 agosto)”.

 


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