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Vicenzaoro January 2020: Diamanti e orologi d’epoca brillano nella seconda giornata

Diamanti e orologi d’epoca brillano nella seconda giornata di VicenzaOro January. Ad aprire il sabato di fiera sono stati infatti l’inaugurazione di VO Vintage e il dibattito sul futuro del diamante organizzato da Paola Di Luca, direttore creativo e co-founder dell’osservatorio sulle tendenze del gioiello Trendvision Jewellery + Forecasting.

VO Vintage

Grande novità di questa edizione  di VicenzaOro lo spazio dedicato ai collezionisti ed appassionati di orologi e gioielli d’epoca, che fino a lunedì saranno presenti nel foyer del padiglione 7.1. L’evento, cui partecipano anche Assorologi e il più importante forum di appassionati in Italia, Orologi & Passioni, prevede non solo affari, ma anche incontri con esperti, trav i quali spicca Sandro Fratini, il più grande collezionista al mondo con la sua collezione di 2mila orologi, che sarà protagonista lunedì.

Tra gli espositori, tanti quelli di rilievo, da Stefano Mazzariol, uno dei più grandi esperti di Rolex Daytona al mondo, a Verga Vintage, società dedicata ai pezzi d’epoca dello storico negozio milanese, con rarità e pezzi di grande valore.

SandroFratini_piugrandeCollezionistaOrologi

Sandro Fratini

STEFANO MAZZARIOL

Stefano Mazziarol

UMBERTO VERGA

Umberto Verga

Michele Mengoli

Michele Mengoli

Giulio_Papi

Giulio Papi

Tra i gioielli, poi, monili storici, risalenti al 1800, ma anche più recenti collezioni di marchi come Buccellati, Bulgari, Cartier e Pomellato, degli ultimi decenni del Novecento.

Il tutto a 28 anni esatti dall’ultima asta di orologi di Antiquorum in Italia, che il 18 gennaio 1992, proprio a VicenzaOro batté un Rolex per 50 milioni di lire.

Rolex GMT Master 6542 in oro con cinturino in pelle ©Stefano Mazzariol VintageWatches

«Abbiamo 38 espositori, 35 dei quali di orologeria – spiega Michele Mengoli, giornalista del settore e consulente del progetto – e questo fa di VO Vintage la prima realtà italiana di orologi d’epoca, anche per la qualità altissima del prodotto esposto dai più importanti commercianti di un mercato, come quello del collezionismo, nato in Italia. Ai quali si aggiunge l’ Ahci, l’Académie Horlogère des Créateurs Indépendants, che ha in comune con gli orologi d’epoca produzione in quantità limitata. Molti espositori ci hanno già chiesto spazi più ampi e penso raggiungeremo l’obiettivo di renderlo un evento a se stante, ma sempre in contemporanea con VicenzaOro».

Diamanti

Il futuro del diamante è stato l’oggetto del dibattito che ha visto confrontarsi un panel di relatori quantomai vario, moderato da David Brough, editor e cofondatore di Jewellery Outlook: Stephen Lussier, vicepresidente esecutivo Consumer & Brands di De Beers Group; Esther Ligthart, fondatrice di Bizzita.com; Thierry Silber, amministratore delegato e fondatore di Madestones; il designer Tomasz Donocik; Pramod Agrawal, Gjepc Chairman e Ash Allibhai, fashion director di Asbo Magazine, inttrodotti da Gaetano Cavalieri, presidente del Cibjo, la confederazione mondiale del gioiello.

E se per tutti il futuro del settore è roseo, le parole d’ordine emerse, necessarie per far avverare questa prospettiva, sono tante: sostenibilità, design, comunicazione, digitale e inclusività tra le altre. Partendo dal rivolgersi non solo ai fidanzati, tradizionale consumatore del diamante, ma a tutte le coppie, guardando al mondo lgbt e non solo.

Stephen Lussier

«Un simbolo d’amore lo è a prescindere dal tipo di coppia – afferma Lussier – Certamente il lusso oggi non deve più essere esclusivo, ma inclusivo. È del resto una realtà che le donne acquistino molto di più per se stesse, magari in occasione di un successo, o che gli uomini comprino gioielli e indossino non solo orologi e gemelli, ma anche collane e bracciali tennis».

Paola De Luca

A patto, però, che abbiano qualcosa di unico e personale. «Per decenni si sono fatti prodotti senza anima – sottolinea De Luca – la pietra è speciale, ma il design lo è di più. Senza questo il diamante è solo un componente che non trasmette emozione. Come settore, poi, dobbiamo tenere conto del fatto che ormai i consumatori sono sempre online, anche per i loro acquisti. E noi non ci siamo».

Formazione

La giornata di fiera è stata poi anche l’occasione per presentare la roadmap 2020 della Fondazione Mani Intelligenti di Valenza. Ad illustrarla la presidente Alessia Crivelli, il direttore generale Gianluca Cravera, Pier Francesco Corcione, presidente della Fondazione Its Tam di Biella e Licia Mattioli vicepresidente di Confindustria.

www.vicenzaoro.com


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