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Verifiche fiscali in azienda: tutte le novità

Le varie manovre e decreti susseguitisi di continuo a partire da maggio dello scorso anno per aggiustare i conti pubblici hanno introdotto numerose modifiche in campo fiscale, a volte intervenendo su norme da poco modificate, come quelle riguardanti le verifiche fiscali, la cui disciplina è stata riformata due volte nel giro di pochi mesi.

Questo valzer di modifiche ed aggiustamenti ha creato non poca confusione tra gli operatori economici e professionali.

Ciò vale soprattutto per il campo estremamente delicato delle verifiche fiscali : dato che esse prevedono l’accesso e la permanenza in azienda del personale di controllo, l’imprenditore deve sapere con precisione come comportarsi e soprattutto conoscere i propri diritti ed i limiti cui gli accertatori devono attenersi. Per aiutare i lettori ad orientarsi in questo ginepraio abbiamo preparato una sintesi delle novità più importanti.

Veniamo al primo, possibile, equivoco. Il Decreto “Sviluppo” (D.L. 13 maggio 2011, n. 70) aveva stabilito che i controlli amministrativi in forma di accesso da parte di qualsiasi autorità dovevano essere unificati (cioè non dovevano sovrapporsi controlli simili da parte di autorità diverse), durare al massimo 15 giorni e non potevano essere ripetuti entro i sei mesi successivi.

Il “Decreto Salva-Italia” del Governo Monti ha lasciato in vita solo il principio di unicità dei controlli, nel senso che le varie autorità di controllo hanno l’obbligo di programmare la loro attività e coordinarsi per evitare sovrapposizioni. E’ invece stato abolito sia il limite di 15 giorni per gli accessi che il divieto di ripetizione nei sei mesi successivi. Vediamo in sintesi la disciplina delle verifiche fiscali ed amministrative come in ultimo definita dal Decreto “Salva-Italia”.

Durata degli accessi: 30 giorni prorogabili di ulteriori 30 in caso di particolare complessità dell’indagine (come già previsto dallo Statuto del Contribuente, Legge 27 luglio 2000, n. 212). Il limite scende a 15 giorni prorogabili di altri 15 contenuti nell’arco di non più di un trimestre per le sole imprese in contabilità semplificata ed i lavoratori autonomi.

Computo dei giorni di permanenza: i giorni di permanenza vanno calcolati con riferimento ai giorni di effettiva presenza presso la sede del contribuente, quindi possono essere anche non consecutivi. Va rimarcato che solo per i contribuenti in contabilità semplificata e gli autonomi è previsto un limite di durata delle ispezioni, che non può superare il trimestre.

Effettuazione degli accessi in borghese: la Guardia di finanza deve operare durante i controlli, per quanto possibile, in borghese.

Unicità dei controlli: Si ribadisce che tutte le autorità di controllo fiscale ed amministrativo, comprendendo non solo GdF e Agenzia delle Entrate, ma anche INPS, INAIL, Forze dell’Ordine, Polizia Municipale, etc.) devono coordinarsi per evitare di sovrapporre controlli sulle medesime materie. Ciò vale non solo per i controlli fiscali, ma anche per quelli di tipo amministrativo, escluse le verifiche relative alla sicurezza sul lavoro, all’igiene ed alla tutela dell’ordine pubblico.

Documenti già in possesso degli uffici finanziari: “i contribuenti non devono fornire informazioni che siano gia’ in possesso del Fisco e degli enti previdenziali ovvero che da questi possono essere direttamente acquisite da altre Amministrazioni”(’art. 7, comma 1, lettera f) del D.L. n. 70/2011). Quindi gli organi di controllo non possono chiedere al contribuente documenti che sia già in possesso del Fisco o di altre Amministrazioni, e il contribuente è pienamente legittimato a rifiutarsi di fornirli.


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