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Vendite di Natale? Mercato stabile

Si conferma l’oro nelle gioiellerie tradizionali anche se il bijou forte, dei prezzi concorrenziali, continua ad essere premiato

 

Natale, gioiellerie italiane contente a metà. Il quadro tracciato dal sondaggio lanciato dalla nostra testata, al quale hanno risposto circa 160 aziende (il 71,2% dei quali posizionati nel centro o nelle vie dello shopping e il 13,5% nelle periferie), ha infatti detto che le vendite del periodo natalizio, rispetto alle aspettative, sono andate bene per il 47,5% degli intervistati, male per il 42,3%, mentre benissimo e malissimo si equivalgono: 5,1% ognuno.

Per quanto riguarda il periodo, per quasi la metà dei negozi (49%) le vendite si sono concentrate nella settimana prima di Natale, per il 39% sono iniziate dai primi giorni di dicembre e per il 12% già a metà novembre.

La categoria di prodotti più venduta è il bijou (61%), seguita dai gioielli (34%) e dagli orologi (5%). Lo scontrino medio, invece, è stato per il 45,8% dei negozi tra i 50 e i 100 euro, per il 39% tra i 101 e i 200 euro e superiore per il 15,2%.

 

 

ABBIAMO CHIESTO UN COMMENTO A RAPPRESENTANTI DEL SETTORE, CHE HANNO PORTATO LA PROPRIA ESPERIENZA DIRETTA.

«Siamo contenti, ma possiamo dire che dicembre non è più un mese determinante»

Andrea Sangalli

«Per quanto ci riguarda siamo contenti – afferma Andrea Sangalli, presidente dell’Associazione orafa lombarda – e il nostro scontrino medio è stato di 400 euro, non tenendo bijou, anche se per il terzo anno abbiamo registrato una flessione di dicembre, che non è più un mese determinante, mentre gli acquisti si spalmano e si preferisce acquistare il regalo significativo in occasione dell’anniversario o del compleanno».

«Natale è andato meglio rispetto allo scorso anno»

Michele Cicalese

Relativamente al periodo, è diversa la tendenza registrata da Michele Cicalese, presidente di Federpreziosi Salerno. «Per noi Natale è andato meglio rispetto allo scorso anno e lo scontrino medio è stato superiore, grazie ad alcune vendite importanti, ma la quantità è stata inferiore. Noi abbiamo puntato molto sul gioiello, cercando di indirizzare il cliente in questo senso rispetto al bijou, che è calato anche per il fatto che siamo posizionati in un centro storico non più molto frequentato. Non mi sorprende, invece, il dato degli orologi: quelli fashion sono infatti in crisi da anni».

«Il periodo natalizio – continua – resta comunque il più importante dell’anno, seguito da quello di comunioni e battesimi, che restano molto sentiti al sud, anche se non più come una volta. Non c’è dubbio che l’affluenza sia calata, come l’interesse per il nostro settore nel periodo natalizio, ma dobbiamo adattarci e sapere che non sono più i Natali di una volta. Chi si aspetta gli stessi risultati di qualche anno fa, resta certamente deluso».

«Il nostro scontrino medio è di fascia alta, anche se inferiore a dieci anni fa»

Marco Gerbella

Concorde su quest’ultimo punto Marco Gerbella, ex presidente degli orafi di Ravenna, che alla clientela propone solo oro 18 carati. «Il nostro scontrino medio è di fascia alta, anche se inferiore a 10 anni fa – racconta – per il resto siamo in linea con i dati raccolti dal sondaggio. Il Natale si è svelato soprattutto nell’ultima settimana e le vendite sono rientrate nelle aspettative, crescendo un po’, ma senza luci particolari. Vista la tendenza degli ultimi anni è un dato positivo e comunque questo periodo ha sempre un certo peso sul totale dell’anno».

«Non solo per quanto riguarda il periodo natalizio, ma per tutto il 2019 ci siamo mantenuti sui livelli dell’anno scorso»

Giuseppe Aqulino

Non ha registrato particolari variazioni Giuseppe Aquilino, presidente di Federpreziosi che – in attesa di commentare i dati ufficiali della Federazione – racconta il Natale della propria gioielleria a Bari. «Sia come scontrino medio che come vendite ci siamo mantenuti sui livelli dell’anno scorso, non solo per quanto riguarda il periodo natalizio, ma anche il resto dell’anno, sul quale il mese di dicembre pesa ancora per un 30% – spiega – Noi abbiamo veduto pochissimi bijou, mentre ricomincia a funzionare la gioielleria e la più richiesta è quella media, tra i 500 e i 4.000 euro».

Anche per quanto riguarda l’andamento temporale delle vendite, Aquilino conferma la tendenza espressa dal sondaggio. «Si è partiti a inizio dicembre, poi dopo un momento più tranquillo il lavoro si è concentrato nella settimana di Natale. Parlando coi colleghi, comunque, il livello di soddisfazione rispecchia quanto uscito dall’indagine: metà sono contenti, metà invece si aspettava di più. Il mercato in generale è sostanzialmente invariato, poi dipende anche dall’innovazione che uno mette nell’azienda e da quanto è al passo coi tempi».

«Le vendite di sono spalmate su tutto il mese di dicembre. Il gioiello moda è stato quello maggiormente venduto»

Carla Della Corte

Altro scenario quello di Carla Della Corte, di Napoli. «Per noi è andata bene, nonostante una flessione dovuta sia all’online, che ormai non riguarda più solo i giovani ma anche la generazione più adulta, sia al Black Friday e agli sconti precedenti, che hanno anticipato gli acquisti. Le vendite, comunque, si sono spalmate su tutto dicembre, anzi quelli che avrebbero dovuto essere i giorni clou sono stati penalizzati dal maltempo». Anche riguardo a prodotti e scontrini Della Corte si riconosce nel sondaggio. «Il gioiello moda è stato quello maggiormente venduto, con più scontrini ma di valore minore, prevalentemente tra i 50 e i 100 euro».

«Nel mese di dicembre c’è stato un buon afflusso per la gioielleria, un prodotto più curato e personalizzabile»

Vincenzo Giannotti

Vede la situazione dal punto di vista del grossista Vincenzo Giannotti, presidente del Tarì. «Nel mese di dicembre c’è stato un buon afflusso per la gioielleria, il prodotto più curato e che permette una personalizzazione. Chi ha scelto il prodotto su misura si è mosso prima, andando dal gioielliere già a inizio dicembre per predisporlo. Anche chi magari non fa una spesa altissima, vuole però sentirlo suo. Chi invece si rivolge a un brand o all’oreficeria si muove dopo. Per quanto riguarda i negozi, comunque, c’è un ritorno a quelli su strada, dove l’accoglienza e la vendita sono più curate». Questo anche a fronte di un aumento del prezzo dell’oro «che certo qualcosa ha fatto perdere, ma gli italiani apprezzano comunque il materiale prezioso, che nei momenti di difficoltà funge anche da salvadanaio».

Per quanto riguarda il bijou «comprende invece il gioiello quotidiano, quello di piccolo importo, che abbassa lo scontrino medio».

Sulla soddisfazione dei negozi, la tendenza che riscontra è quella di guardare positivamente già a un mantenimento dello status quo. «Si è soddisfatti di aver mantenuto invariato il fatturato, poi chi ha trovato il percorso giusto può aver fatto qualche numero in più, ma vista la situazione va bene già mantenere le posizioni».


2 commenti

  1. Elisabeth says:

    Grazie , ottimo resoconto!


  2. Paolo says:

    Credo che solamente nelle grosse città il gioiello ha avuto successo.
    Comunque mi ritengo fortunato perché ho incrementato le riparazioni di orologi.


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