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Vendita preziosi usati, prosegue l’iter parlamentare

Ora il testo, approvato alla Commissione Finanze della Camera, passa all’esame del governo. Federpreziosi favorevole alla distinzione proposta tra gioiellerie e compro oro

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È stato approvato dalla VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati lo schema di decreto legislativo che disciplinerà l’attività di compravendita di metalli preziosi usati. Ora l’esame del testo passa all’esame del Governo per essere sottoposto successivamente in discussione al Consiglio dei Ministri. Con un suggerimento preciso da parte della Commissione: distinguere efficacemente i soggetti che svolgono prevalentemente attività di compro oro, per i quali sussistono più rilevanti profili di delicatezza ai fini del rischio di riciclaggio provvedendo a definire nel testo dello schema di decreto, quale operatore compro oro, il soggetto, diverso dall’operatore professionale in oro di cui alla legge 17 gennaio 2000, n. 7, che, in possesso del codice ATECO previa iscrizione nel registro degli operatori compro oro.

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Giuseppe Aquilino

“Come evidenziato nel corso delle audizioni delle Commissioni parlamentari cui abbiamo partecipato insieme ai colleghi di Confcommercio Imprese per l’Italia – sottolinea il presidente di Federpreziosi Confcommercio Giuseppe Aquilinoè necessario mettere a fuoco la realtà della compravendita di oggetti preziosi usati in considerazione dell’assenza, da un lato, di un codice ATECO che consenta di distinguere tale attività dalle altre del settore e, dall’altro, del rilascio di autorizzazioni specifiche.”

Sara Moretto, relatrice del provvedimento in Commissione, ha sottolineato come “Le nuove norme, che prevedono la costituzione di un albo istituito presso l’AOM (Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi), la registrazione delle operazioni, l’obbligo di identificazione dei clienti, poteri di controllo e vigilanza da parte di Polizia e Guardia di Finanza e un regime sanzionatorio, intendono tutelare i tanti operatori onesti e garantire legalità evitando infiltrazioni criminali. Si suggerisce al Governo di individuare un meccanismo che consenta di distinguere i compro oro dalle tradizionali gioiellerie che svolgono in maniera solo residuale l’acquisto di preziosi usati e che quindi non dovrebbero essere caricate di eccessivi adempimenti oltre a quelli cui sono già assoggettate”.

“Monitorando l’andamento del mercato di riferimento, il nostro Ufficio Studi – evidenzia il direttore di Federpreziosi Confcommercio Steven Tranquilli – sulla base dei dati elaborati annualmente dall’Osservatorio sulle gioiellerie in collaborazione con la società di ricerca Format Research, accreditata e certificata ISO 9001 – ha rilevato che, su un campione statistico di 426 gioiellerie, il 93,0% vende solo preziosi ed orologi nuovi, mentre solo il 6,1% vende in parte anche preziosi usati, con un 17,4% di incidenza sul fatturato rispetto alla vendita del nuovo (82,6%).”

 


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