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Veloce veloce; tre consigli lenti


Facciamo così, per non farti perdere tempo, ti scrivo subito i miei tre consigli, senza premessa, senza fronzoli, senza niente. Poi se dovessero piacerti, potrai investire un poco del tuo tempo per esplorarli e scoprire perché potrebbero esserti utili.

Eccoli qui, con i loro bei punti esclamativi

Primo consiglio:
non sprecare tempo. Fermati! E concentrati sull’essenziale.

Secondo consiglio:
racconta!

Terzo consiglio:
trovati degli alleati!

Immaginiamo ora che tu non sia già passato oltre e che abbia deciso di approfondire questi temi; come promesso ti spiegherò cosa c’è in questi tre consigli e perché potrebbero esserti utili. Ma prima ti toccherà leggere questa velocissima premessa. Il mio compito è difficile perché il presupposto irrinunciabile per ogni buon consiglio è un ottimo ascolto. Ora probabilmente non ci conosciamo nemmeno, comunque non ho potuto ascoltarti e anche il mio ascolto del contesto è certamente parziale. Per cui ho la certezza di darti dei consigli non personalizzati (solo l’ascolto lo permette) e comunque di semplice “buon senso”. Ma visto che il “buon senso” è merce rara … parto con il primo consiglio.


Primo consiglio.
Non sprecare tempo. Fermati! E concentrati sull’essenziale.

Questo è il consiglio più importante e se mi seguirai vorrei dedicargli un poco di spazio. Stamattina ho letto che in molti si lamentano della difficoltà di trovare lievito per dedicarsi, in questo periodo di tempo sospeso, all’arte culinaria. Spero che siano tutti impiegati con un bel posto fisso. Per quanto ci riguarda, l’impasto che dobbiamo preoccuparci di far crescere è quello delle nostre aziende (uso il “noi” perché riguarda tanto te quanto me) e dobbiamo farlo ora, prima che il tempo riprenda a scorrere troppo veloce.
Possiamo pensare di seguire un’antica norma di saggezza latina: “festina lente”: affrettati con calma. Non perdere tempo a fare torte o a correre dietro a tutto quanto ti impedisca di costruire un futuro; fermati e cerca il lievito giusto. Dov’è?

Prima di tutto in te.

Cerca l’essenziale; magari scrivi su un pezzo di carta le tre cose che sai fare meglio degli altri. Le tre cose che nessun robot può fare a posto tuo, che una grande azienda non sa fare bene come te, che in un altro paese non potrebbero fare meglio di te (copiare la creatività degli altri e venderla ad un prezzo più basso lo possono fare in molti meglio di noi). Poi chiedi ad un Cliente/amico di scrivere anche lui le tre cose che tu sai fare meglio degli altri, poi chiedilo ad un tuo familiare, poi chiedilo ad un tuo collaboratore, poi chiedilo ad un tuo fornitore e poi confronta i fogliettini e rifletti e poi rifletti e poi rifletti ancora un poco.

È possibile che nei fogliettini ci sia qualcosa connesso alla tua realtà locale. In una recentissima ricerca di un grande istituto di ricerca, Bain&Co, tra le leve del lusso post covid-19 sembrerebbe emergere anche il “rafforzamento dell’orgoglio locale”. Il che non vuole ovviamente dire che tu debba rinunciare a proporre i frutti del tuo “orgoglio locale” anche a Clienti geograficamente lontani (magari on line?).  Ma vuole forse dire che a certe condizioni anche gli italiani potrebbero apprezzare i frutti della creatività italiana, fatta di gioielli in armonia con la natura, di amuleti, di monili che celebrano il (ritrovato) tempo del benessere.

È possibile che nei fogliettini sia qualcosa connesso alla tua eredità.

Quando lavoravo per Chantecler, nelle “riunioni prodotto” magari suggerivo di alleggerire un poco una fodera per risparmiare materiale ed avere un prezzo più competitivo. Si discuteva ma se nella discussione arrivava un “però Papà non l’avrebbe fatto” sapevamo che stava emergendo l’essenza stessa dell’Azienda e passavamo ad un altro argomento.

È possibile che nei fogliettini ci sia qualcosa commesso alla tua umanità, per ora le intelligenze artificiali mancano ancora un poco di empatia (fortunatamente), oppure qualcosa che sia connesso all’etica ed alla sostenibilità, sempre la ricerca di Bain&Co ci dice che siamo all’alba di un nuovo lusso che chiederà “maggiore consapevolezza ambientale e sociale” per il quale “l’etica diventerà importante tanto quanto l’estetica”. Io ci credo.

Una volta che avrai la tua lista, fermati di nuovo e chiediti cosa di quello che c’è nella tua lista possa essere un vantaggio per gli altri, per la tua famiglia, per i tuoi collaboratori, per i tuoi fornitori soprattutto per i tuoi Clienti, quelli che avevi e quelli che conquisterai perché hanno i tuoi stessi valori.

Questo mi sembra un buon primo passo, per cercare l’essenziale.

Cosa sia l’essenziale per te, non posso saperlo al tuo posto, però, per esperienza, so cosa non è essenziale, cosa davvero non ti serve. Non ti serve nutrire la paura, quella che blocca e paralizza. Non ti serve pretendere né aspettare soluzioni dagli altri disperdendo l’energia necessaria per trovare le soluzioni in te stesso. Non ti serve esercitarti in uno dei nostri sport nazionali: il lamento, consolatorio forse, improduttivo per certo. Non ti serve assolutamente pensare che tutto tornerà come prima e che basterà fare come hai sempre fatto. Perché non basterà.

Infine perché potrebbe esserti utile questo primo consiglio?

Per non esser spazzato via dai venti del cambiamento. Un filosofo dell’antica Roma, Lucio Anneo Seneca, scriveva che non c’è vento favorevole per il marinaio che non sappia a quale porto arrivare. Comincia a definire chi sei, che vantaggio puoi portare ai tuoi Clienti, passati e futuri, a quale porto vuoi arrivare. Poi troverai i venti che ti ci porteranno.


Secondo consiglio. Racconta!

Da vecchio (…insomma) uomo di marketing ho imparato che i gioielli che vendiamo sono il supporto materiale di storie, storie che hanno come protagonisti i nostri Clienti, storie che noi raccontiamo su di loro. Il fatto è che, da fiero artigiano italiano, è molto probabile che tu sia bravissimo a fare prodotti ma non a raccontarli; purtroppo quello che si vende è prima il racconto poi la materia di cui è fatto il racconto (che deve essere impeccabilmente coerente con il racconto).

Ho ascoltato, rapito, storie bellissime, uniche, affascinanti raccontate da tuoi colleghi, poi le ho cercate nel loro sito, nei loro cataloghi, nel loro packaging… e non ne ho trovato traccia. Dopo aver ascoltato il primo consiglio avrai capito perfettamente che le tue competenze distintive non servono a nulla se non sono un vantaggio per i tuoi Clienti e se non le racconti non possono essere un vantaggio per loroQui forse dovrai accettare di farti aiutare da qualcuno che sappia raccontare la tua storia, che sia in un portale o in una vetrina, anzi, che sia in un portale e in una vetrina, ma che sia comunque la tua storia, che sia semplice e che sia un valore per i tuoi Clienti.

Il presupposto irrinunciabile per ogni buona storia, come per ogni buon consiglio è un ottimo ascolto. Sai cosa potresti fare ? Cominciare da subito ad ascoltare qualche tuo Cliente.

Oggi tutti si incontrano sulle piattaforme digitali, skype, zoom,  meet etc. etc.

Potresti provare ad invitare 10 Clienti che si conoscano tra di loro, ad un “aperitivo virtuale” (se potessi mandargli prima una bottiglia di prosecco a casa sarebbe il massimo) chiedendo loro di indossare il loro gioiello preferito (che sia tuo o di un altro non è importante) e raccontare agli altri cosa racconta proprio quel gioiello di loro stessi, della loro vita, dei loro valori. Potrebbe darti delle idee utili?  E male che vada potrebbe far sentire i tuoi Clienti membri di una comunità che supera lo spazio di un negozio e il tempo di un acquisto?

Infine perché potrebbe esserti utile questo secondo consiglio?

Perché siamo i più bravi del mondo a fare prodotti ma se i Clienti vogliono storie su di loro e noi continuiamo a vendergli prodotti o peggio sconti, continueremo a non capirli e a non essere capiti.


Terzo consiglio.
Trovati degli Alleati !

Ho usato volutamente una forma non proprio corretta, avrei dovuto scrivere “trova degli alleati”, ma quel “ti” ha un doppio valore: un valore riflessivo poiché tu sei il tuo primo alleato ed un valore di vantaggio poiché trovare degli alleati è un vero vantaggio. Se questo periodo ha avuto un valore, questo valore è stato quello di farci sentire più vicini, di farci capire l’importanza dei tanti piccoli alleati della nostra vita quotidiana, dai medici alle cassiere, dalle infermiere agli autisti, in qualche caso persino i vicini da casa. Non dimenticarlo, cerca e crea comunità in cui ci si dia una mano, dalle associazioni alle community on line, portali di dialogo, comunicazione e vendita.

Prendi; senza dimenticare di dare.

E se posso allargare il discorso, trova alleati anche al di fuori del lavoro, crea reti di protezione, coltiva i rapporti in famiglia, con gli amici, tratta bene il tuo fisico. Se fino a ieri non hai avuto tempo (troppo lavoro!) da domani impegnati a trovarlo, perché quel tempo, il tempo del benessere emotivo e il tempo della salute fisica, è utile anche per permetterti di rendere di più al lavoro.

E infine perché quest’ultimo consiglio potrebbe esserti utile. Perché sin ora non abbiamo mai saputo stringere alleanze. Ci siamo nutriti di diffidenza, di gelosie, di piccoli calcoli tattici che ci hanno impedito di costruire strategie di lungo periodo. E ogni volta abbiamo avuto ragione, abbiamo avuto ottime ragioni per non fidarci, per non uscire dal piccolo orticello del nostro immediato guadagno. Oggi probabilmente non è più possibile. Domani, se saremo tornati a crescere, lo avremo fatto perché avremo saputo “fare squadra”.

 


6 commenti

  1. Manuela says:

    Veramente ottimi consigli anche fuori dall’ambito del lavoro.
    Da tenere in considerazione. Bravo Raf.


    • Marida says:

      Bravissimo Raf….ho letto con interesse fino alla fine….consigli che fanno riflettere e stimolano ad andare avanti con intelligenza e concretezza.


  2. Leonardo says:

    Ottimi consigli per vivere la vita in sintonia con se stessi e soprattutto con il resto che ci circonda.
    Vivi e lascia vivere 👍


  3. Margherita Caccavale says:

    “Il futuro non è piu’ quello di una volta” Paul Valery


  4. Carlo Scippacercola says:

    Molto bene. Bravo. Ad un corso di comunicazione e vendita dell’HP (… vari anni or sono) il consulente ci chiese di numerare i nostri clienti. Dopo vari e stressanti nostri tentativi di ricomprenderli tutti, ci fece scoprire, appunto, che i Clienti sono tutti quelli che ci circondano, … familiari compresi. Grazie Raf!


  5. Danilo says:

    Gentile Raffaele, articolo naturalmente accattivante ed elegante ma, sopratutto, interessante e utile. Col favore della notte scriverò i miei tre fogliettini e con quello del giorno incomincerò a tampinare gli amici perchè scrivano i loro tre…! Me lo rileggerò ancora tutto con calma ma so già che ritornerò più volte su quel punto che spinge il mio spirito, ribelle e fuori tempo, affinchè non si rassegni a validare il “bello” col “buono”. Con simpatia.


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