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Valenza, in mostra bozzetti di gioielli e illustrazioni. Il curatore Massola: “La storia del distretto in 300 disegni”

DA SABATO 10 NOVEMBRE “GIOIELLI DI CARTA” A PALAZZO VALENTINO: GLI ARCHIVI DELLE AZIENDE DEL DISTRETTO, UNA SELEZIONE DEL FONDO ROTA E LE ILLUSTRAZIONI DELLA COLLEZIONE DI WALTER FOCHESATO


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Prima del gioiello, c’è il suo disegno


Ogni anello, collier, spilla, prima di essere realizzato in materiali preziosi nasce come schizzo su un foglio di carta e molte aziende storiche conservano nei propri archivi la storia dei propri bozzetti. Proprio a questo rapporto tra la creatività e la produzione è dedicata la mostra “Gioielli su Carta. Ricchezze dorate fra disegni e cartoline: da Valenza all’Italia”, che sarà inaugurata sabato 10 novembre a Palazzo Valentino – Centro Comunale di Cultura di Valenza (AL).


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Bozzetto dagli archivi aziendali di Vendorafa Lombardi

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Bozzetto dagli archivi aziendali di Raselli Franco

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Bozzetto dagli archivi aziendali di Filostil

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Bozzetto dagli archivi aziendali di Crivelli

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Bozzetto dagli archivi aziendali di Giorgio Visconti

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Bozzetto dagli archivi aziendali di Ceva Gioielli

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Bozzetto dagli archivi aziendali di Barzizza & C.

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Bozzetto dagli archivi aziendali di G. Verdi & C.


In vetrina, disegni e illustrazioni come cartoline, calendari e pubblicità realizzati dalla fine dell’Ottocento a oggi, legati a doppio filo con la storia del gioiello valenzano. Per i bozzetti, le “fonti” della mostra, curata dallo storico dell’illustrazione Walter Fochesato e dal direttore della Biblioteca Civica Riccardo Massola, sono diverse: da un lato, 28 aziende orafe del distretto piemontese aderenti al progetto “Archivi Orafi Valenza” – nato nel 2016 su iniziativa della Regione Piemonte per un censimento degli archivi del Polo alessandrino del gioiello -, e, dall’altro, una selezione del “Fondo Rota”, la collezione di 848 disegni donata da Dario Rota, figlio del celebre orafo valenzano Costantino, all’Associazione Amici del Museo dell’Arte Orafa. Esempi di spille, orecchini, anelli, databili alla prima metà del Novecento attraverso i quali è possibile cogliere le variazioni di stile e gusto dell’oreficeria italiana dell’inizio del secolo scorso.


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Bozzetti provenienti dal Fondo Rota donato all'Associazione Amici del Museo d'arte Orafa

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Bozzetti provenienti dal Fondo Rota donato all'Associazione Amici del Museo d'arte Orafa

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Bozzetti provenienti dal Fondo Rota donato all'Associazione Amici del Museo d'arte Orafa

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Bozzetti provenienti dal Fondo Rota donato all'Associazione Amici del Museo d'arte Orafa


Per le illustrazioni –  immagini di valore storico e artistico raffiguranti gioielli e opere di oreficeria: cartoline, opuscoli pubblicitari, figurine datate fine Ottocento inizio Novecento nel cui soggetto sono presenti monili e gioielli – è stato Walter Fochesato a mettere a disposizione la propria collezione privata.

L’esposizione, che resterà aperta fino al primo dicembre, è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Valenza nell’ambito delle iniziative legate al progetto del portale www.archiviorafivalenza.it, e realizzata grazie al sostegno della Regione Piemonte e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. L’iniziativa si avvale anche della collaborazione del Gruppo Aziende Orafe Valenzane di Confindustria Alessandria.


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Illustrazioni della collezione privata di Walter Fochesato

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Illustrazioni della collezione privata di Walter Fochesato

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Illustrazioni della collezione privata di Walter Fochesato

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Illustrazioni della collezione privata di Walter Fochesato


I “gioielli su carta” della produzione valenzana sono così, per la prima volta, messi insieme anche in un catalogo – edito dalla casa editrice Interlinea di Novara – che racconta per immagini il mondo della moda e del costume e la storia di una città, Valenza, insieme alla sua tradizione orafa. Al primo piano di Palazzo Valentino, inoltre, una particolare sezione, curata dalla Fondazione Mani Intelligenti, è invece dedicata alle modalità con cui oggi vengono disegnati e progettati i gioielli. Un percorso pensato per raccontare i due tempi di una storia preziosa: il passato, rappresentato dagli archivi orafi, e il futuro, incentrato sul connubio tra competenze storiche e innovazione tecnologica: i due aspetti che governano l’attuale processo di design del gioiello.

Interverranno all’inaugurazione il sindaco Gianluca Barbero, Dimitri Brunetti, del Settore Beni Librari e Archivistici della Regione Piemonte, Walter Fochesato, esperto di storia dell’illustrazione – Università di Genova, e Roberto Cicala, direttore editoriale di Interlinea.


Le aziende orafe che hanno aderito al progetto sono: Annaratone Srl, Barberis Carlo Srl, Barzizza & C. Srl, Buzio Luciano Srl, Capra Srl, Cassola Gilberto & C. Snc, Ceva Gioielli Srl, Crivelli Srl, Deambrogio F. lli Srl, Filostil Srl, G. Verdi & C. Srl, Lenti P. Carlo di Alberto e Simona Lenti Snc, Leo Pizzo Spa, Margherita Burgener, Megazzini di Megazzini Massimo & C. Sas, Milano Luciano & Luigi Snc, Molina Davide Srl, Monile Jewels of Italy Srl, Moraglione F. lli Srl, Ofir Srl, Pasquale Bruni Spa, Picchiotti Srl, Raselli Franco Spa, R.C.M. Srl, Recarlo Spa, Staurino F. lli Srl, Vendorafa Lombardi Srl, Visconti Giorgio Spa.



L’arte orafa di Valenza tra passato e futuro nelle parole dei promotori


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Walter Fochesato

“Spille e anelli, diademi e fili di perle, schiave e parure, pendagli e cinture, tiare e cuffiette, braccialetti e orecchini, collane e medaglioni, creole e pendenti: un mondo accattivante e suadente, prezioso e sfavillante – dice il curatore Walter Fochesato -. Una presenza che si afferma nelmondo dell’illustrazione e delle arti applicate, soprattutto a partire dalla fine del XIXsecolo. Con la scoperta della riproduzione fotomeccanica e il superamento della vecchia incisione in bianco e nero il mondo diventa a colori e nasce la moderna comunicazione pubblicitaria. La mostra e il catalogo presentano una importante selezione di materiali che vanno dalle cartoline ai calendarietti, dalle brochure pubblicitarie ai cataloghi, dalle figurine agli spartiti musicali, dai libretti d’opera a periodici di varia natura, dai menù ai libri (per l’infanzia e non). Grandi nomi di artisti (da Marcello Dudovich a Gruau, da Raphael Kirchner a Sergio Tofano, da Umberto Bunelleschi ad Alberto Della Valle) si alternano a presenze magari meno note manon meno significative. Il tutto all’insegna del piacere, dello stupore, del fascino intramontabile delle figure. In una parola della narrazione”.


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Gianluca Barbero

“Il riconoscimento del valore culturale, e non solo civile, del lavoro umano, e soprattutto del contenuto culturale di gran parte del lavoro manuale, è una chiara conquista del pensiero del ‘900 – hanno detto Gianluca Barbero, sindaco di Valenza, e Costanza Zavarone, assessore alla cultura -. Nell’ambito di questo assunto e con il progetto di valorizzarne la connessione con la realtà valenzana, questaAmministrazione ha fin dall’inizio avviato un’intensa attività di costruzione di un percorso a più canali, in collaborazione pubblico/privato, per consolidare definitivamente la consapevolezza del valore culturale del patrimonio cittadino di competenza in campo orafo. Sono nati per questo, in tre anni, il sito Archivi Orafi Valenza, la Fondazione Mani Intelligenti, il Centro di Documentazione legato al progetto museale con gli Amici del Museo, e le varie mostre in programma, di cui questa, bellissima, dei Gioielli Su Carta, apre la serie”.


Fondamentale, nella gestione dei contenuti della mostra, l’apporto dell’Associazione Amici del Museo d’arte orafa nata nei primi anni Novanta, che per questa iniziativa ha messo a disposizione parte del Fondo Rota per raccontare un pezzo di storia del gioiello valenzano. “Per un museo che non è stato ancora allestito – commenta Maria Grazia Molino, presidente dell’Associazione Amici del Museo d’arte orafa – l’associazione ha raccolto, a partire dal 1993, più di 8mila reperti che raccontano sia le tecniche orafe utilizzate a Valenza nel 19esimo e nel 20esimo secolo, sia i gioielli creati dai nostri artisti orafi. Abbiamo aderito al progetto “Gioielli su carta” scegliendo dalla cospicua Donazione Dario Rota alcuni esemplari, privilegiando una sequenza cronologica che vuole documentare la produzione della ditta Costantino Rota e C. dagli anni Venti alla seconda metà del Novecento”.

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Antonella Parigi

Apprezzamento al lavoro fatto è stato espresso anche da Antonella Parigi, assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte che ha dato forte impulso alla realizzazione degli archivi prima e della mostra poi: “Gioielli su carta costituisce un momento significativo di un percorso che la città di Valenza sta portando avanti con convinzione per la valorizzazione della memoria e del patrimonio culturale dell’impresa orafa. La Regione Piemonte sostiene con piacere l’iniziativa della città di Valenza nella convinzione che sia indispensabile lavorare per salvaguardare i saperi e le eccellenze del Piemonte. La mostra si colloca all’interno di un cammino avviato da alcuni anni che prevede il censimento degli archivi della produzione orafa”.


Nel progetto è coinvolta anche la “neonata” Fondazione Mani Intelligenti, istituita su impulso di un gruppo di aziende e dell’amministrazione comunale per colmare un importante gap generazionale di competenze e abilità di chi oggi realizza un gioiello di alta gamma. “Formiamo la passione dei giovani all’eccellenza artigiana del Maestro orafo – ha detto il responsabile Gianluca Cravera -, con la concretezza della tradizione e l’entusiasmo di chi accetta le sfide dell’innovazione guardando al futuro. Aderire e sostenere quindi la mostra “gioielli di carta” rientra a pieno in un disegno complessivo che vuole valorizzare le eccellenze in termini di passioni, di competenze di abilità ed esperienze del passato del presente e ovviamente del futuro”.



Riccardo Massola: “La mostra è il primo passo di un censimento durato anni”


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Riccardo Massola

Riccardo Massola è, insieme a Walter Fochesato, il curatore della mostra “Gioielli di carta”. Direttore della Biblioteca civica di Valenza dal 2002, ma già attivo nella struttura fin dagli anni Ottanta, è anche responsabile del Centro Comunale di Cultura di Valenza. Il suo supporto è stato fondamentale anche per il progetto Archivi Orafi Valenza, che spiega nel dettaglio a Preziosa magazine.

“La genesi di questo progetto risale a tre anni fa circa, quando la Regione Piemonte chiese al Comune di Valenza di censire tutti gli archivi delle aziende orafe del distretto con almeno 30 anni di attività alle spalle, così come era stato già fatto per il polo tessile del Biellese. Naturalmente si tratta di settori diversi con dimensioni differenti, ma anche questo nuovo comparto ha presentato profili interessantissimi. La difficoltà principale ha riguardato la ‘ricostruzione’ degli archivi, anche perché molte aziende fanno pezzi unici mentre altre non sono riuscite a conservare tutto il materiale accumulato negli anni. Il taglio del nostro censimento, comunque, era di stampo storico-artistico e in questo lavoro abbiamo avuto molte belle sorprese”.

Una volta iniziata la raccolta, qual è stata la destinazione naturale di questo materiale?
“È nato così il progetto “Archivi Orafi Valenza”, un portale  nel quale abbiamo riversato il lavoro di questi anni al quale abbiamo aggiunto anche la digitalizzazione di molti documenti. Oggi la piattaforma raccoglie gli archivi di circa 40 aziende del distretto, per un totale di circa 12mila pagine liberamente consultabili a diversi scopi. Di fronte a questo immenso patrimonio, l’idea della mostra è venuta a Roberto Cicala, editore di Interlinea che collabora da tempo con la Biblioteca di Valenza e che ha realizzato anche il catalogo che sarà presentato all’inaugurazione”.

Cosa sarà possibile vedere da sabato 10 novembre?
“In mostra ci saranno circa 30 disegni originali di proprietà delle aziende valenzane relative a gioielli prodotti dagli anni ’50 in poi; poco meno di 200 cartoline e illustrazioni originali che raffigurano la donna ingioiellata in pubblicità, copertine e calendari. Infine, in vetrina ci saranno anche 30 disegni antichi originali – risalenti agli anni 20-30 del Novecento – che fanno parte del Fondo Rota”.

A quale pubblico avete pensato nel preparare la mostra?
“La città di Valenza ha certamente una sensibilità spiccata per il gioiello e naturalmente sappiamo che ci sarà tanto pubblico spinto a entrare da questa passione. Però la poliedricità del progetto ci convince che arriveranno anche tanti curiosi, attenti alle creazioni artigianali e alla maestria dell’uomo che hanno fatto la storia del gioiello valenzano”.

 


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