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“Valenza Gioielli, un’occasione per far ripartire economia e fiducia”

Gilberto Preda, vicepresidente dell’Associazione orafa valenzana, presenta le novità della 35esima edizione con l’eccellenza tutta Made in Italy

Non solo si presenta con una nuova collocazione temporale, ma Valenza Gioielli 2012 porta con sé molte altre novità, a partire dalle categorie merceologiche che ospiterà dal 27 al 30 ottobre. L’evento, organizzato dall’Associazione Orafa Valenzana, si presenta al pubblico come il luogo prediletto per la difesa del made in Italy che non può prescindere dalla collaborazione con tutti gli attori della filiera di produzione e distribuzione. Ne è convinto Gilberto Preda, vicepresidente dell’Aov, che ci racconta cosa possiamo attenderci dalla 35esima edizione di Valenza Gioielli.

Innanzi tutto qualche curiosità.
“Siamo ottimisti su quelli che saranno i risultati business della fiera e per sottolineare al meglio lo spirito positivo con cui affrontiamo questo momento difficile quest’anno abbiamo scelto come testimonial Fiona May. Un esempio di tenacia, determinazione e discrezione, valori che vanno tenuti saldi nelle situazioni più complesse”.

Che tipo di ragionamento c’è dietro lo spostamento in avanti delle date?
“Rispetto alla vecchia collocazione, che vedeva la rassegna agli inizi del mese di ottobre, abbiamo ritenuto che fosse troppo vicina ad altri eventi importanti, Vicenza prima e Hong Kong poi. Per gli operatori era diventato forse troppo impegnativo: per questo motivo, confrontandoci con i nostri associati, abbiamo spostato di qualche settimana in avanti la fiera. In questo modo, tra l’altro, si trasforma in un evento “delivery”: si velocizzano gli ordini per il Natale, con la consapevolezza che sempre più spesso il consumatore attende gli ultimi giorni utili per gli acquisti. Quando guarderà le vetrine, ci sarà tutto ciò che deve esserci”.

In fiera ci sarà il meglio della produzione valenzana?
“Certamente, anche perché è il core business delle nostre aziende. Le creazioni delle aziende espositrici sono l’ennesima conferma che la produzione del distretto è l’eccellenza della gioielleria. Oggetti di grande valore intrinseco – metalli e pietre preziose – ma anche una grande fattura. La novità è che, ai grandi brand che compongono il comparto che rappresentiamo, si aggiungono quest’anno piccoli artigiani e piccole aziende, con un duplice vantaggio. Per loro, la possibilità di esporre in una fiera dall’alto valore aggiunto ma senza le difficoltà legate agli spostamenti e ai costi di altre rassegne; per i dettaglianti, l’opportunità di entrare in contatto con prodotti che altrimenti avrebbero maggiori difficoltà a conoscere: prodotti che, siamo sicuri, piaceranno molto”.

Qual è lo stato di salute del distretto?
“Chi ha saputo reagire alle difficoltà e si è esposto anche a livello internazionale ha scovato una via d’uscita positiva. Per stare attenti a questa esigenza abbiamo stretto rapporti con delegazioni estere molto qualificate, che faranno visita alla fiera: proprio oggi ci è arrivata conferma dall’Ice di nuove adesioni. Importante è stato il sostegno della Regione Piemonte e del Ceip (Centro estero per l’internazionalizzazione) in questo ambito. Per quanto riguarda il mercato nazionale, chi viene sa che troverà un prodotto di alta qualità”.

E qual è la sfida da vincere?
“Una sfida soprattutto morale. Ci aspettiamo che il momento di crisi sia presto superato, anche per le nostre aziende, e che si superi anche e soprattutto la sfiducia ormai diffusa ad ogni livello. Valenza Gioielli è una piccola bomboniera, massima espressione dell’eccellenza del prezioso made in Italy e ci auguriamo che un rilancio della fiducia e dell’economia parta anche da qui”.


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