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Vacheron Costantin: Le maschere

Nel 2007 la manufacture horlogère ha sentito il bisogno di rendere omaggio all’umano che estende i suoi confini fino al sublime. Un lungo cammino che ha condotto ad un viaggio nel tempo e nello spazio, alla ricerca delle radici dell’uomo. Tre anni di lavoro, 12 maschere, 300 esemplari per una collezione unica e magnifica. Métiers d’Art «Les Masques» rappresenta per la Vacheron Constantin un capolavoro senza paragoni nel panorama mondiale dell’orologeria.
Definirli semplicemente orologi è riduttivo.
Sono delle vere e proprie creazioni artistiche, nate dall’estro e dal talento di una manufacture horlogère che nel 2005 ha festeggiato 250 anni di storia. Allo scadere dell’anniversario, l’azienda ginevrina ha puntato ad obiettivi di eccellenza superando nella manifattura orologiaia i limiti del possibile. Il calibro è stato interamente ripensato per accogliere le maschere; l’idea dei designers infatti, è stata quella di far sparire quasi del tutto il movimento lasciando campo assoluto alle riproduzioni di queste meravigliose opere d’arte.

L’ispirazione de «Les Masques» non poteva che nascere a Ginevra, sede di uno dei principali musei di arte primitiva al mondo: le Musée Barbier-Mueller. Dalle sue ricche raccolte si è evoluta l’idea della collezione ginevrina, che ha per tema la riflessione sul passato e sul presente, sul futuro e sull’eterna continuità del tempo, sull’arte e la cultura, sul viaggio e sulla scoperta.

La creazione ha richiesto mesi e mesi di lavoro e studio di tecniche minuziose che alla fine hanno permesso ai Maestri artigiani di riprodurre in oro le miniature con dovizia di particolari. Il prototipo di ogni maschera è stata realizzato manualmente riproducendo finanche le tracce e i segni del tempo, conservando le originali armonie e forme, vincolo fondamentale dettato dagli eredi Barbier-Mueller per l’affidamento delle opere scelte.

Dopo la creazione di quattro maschere nate nel 2007 e quattro nel 2008, le ultime della linea: Asia, America, Oceania e Africa sono state presentate il 2 giugno alla serata di gala organizzata al Metropolitan Museum per l’inaugurazione della mostra “A legacy of Collecting: African and Oceanic Art from the Barbier-Mueller”.

Ogni orologio realizzato in 25 esemplari è dotato del calibro Vacheron Constantin 2460G4 a ricarica automatica (certificato dal prestigioso Punzone di Ginevra) con un movimento che permette di leggere il tempo senza le lancette. Con un gioco di ruote e di ingranaggi, le ore, i minuti, il giorno e la data – incise su quattro dischi – diventano visibili attraverso apposite aperture, lasciando il quadrante libero di ospitare le maschere che fedelmente riproducono gli originali del museo Barbier-Mueller. Ogni miniatura, sospesa su vetro zaffiro abilmente trattato, sorprendentemente vive di vita propria, evocando sguardi silenziosi di segreti ancestrali, gli stessi che hanno ispirato la realizzazione della collezione.

Infine, a rendere ulteriormente uniche e preziose «Les Masques» hanno contribuito i versi del poeta francese Michel Butor, che ha arricchito con piccoli poemetti in prosa scritti a lettere d’oro i singoli quadranti, che recano così una sequenza di frasi che si susseguono in spirali infinite.

Gran Galà per “Les Masques”

Il 2 giugno, in anteprima mondiale, nella suggestiva cornice della Sala del Tempio di Dendur, del Metropolitan Museum of New York, sono state presentate le ultime quattro creazioni della collezione “Les Masques”. Nell’ambito dell’inaugurazione della mostra “A legacy of Collecting: African and Oceanic Art from the Barbier-Mueller”, un’esposizione dedicata ai capolavori del museo Barbier-Mueller di Ginevra, fortemente sostenuta dalla Vacheron Constantin, la collezione di orologi è stata protagonista della cena di gala a cui hanno partecipato oltre 250 invitati (clienti, collezionisti, amanti dell’arte e amici della maison ginevrina). Durante la serata abilmente scenografata, è stato presentato anche uno spettacolo di danza della celebre Juilliard School. Amabili padroni di casa sono stati i vertici della maison, Juan-Carlos Torres, direttore generale, Marc Guten, direttore internazionale, Hugues de Pins, presidente per l’area nord americana, contornati inoltre della presenza di Monique Barbier-Mueller e Laurence Mattet, rispettivamente patron e direttrice del museo ginevrino delle arti primitive.


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