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Uso dei contanti, il settore fa fronte comune

Al convegno organizzato da Assocoral con Federpreziosi si fa avanti la proposta di una normativa che applichi le soglie del paese del compratore europeo: annunciato un nuovo incontro nazionale

La sigla del protocollo che sancisce l'ingresso di Assocoral in Federpreziosi. Da sinistra, Giuseppe Aquilino, presidente Federpreziosi, e Tommaso Mazza, presidente Assocoral
La sigla del protocollo che sancisce l’ingresso di Assocoral in Federpreziosi. Da sinistra, Giuseppe Aquilino, presidente Federpreziosi, e Tommaso Mazza, presidente Assocoral

Torre del Greco – Tracciabilità e uso dei contanti nel settore orafo, dettaglianti e produttori fanno il punto e chiedono al governo un intervento che modifichi le attuali soglie anche per i compratori dell’Unione Europea. Questa la proposta emersa dal convegno organizzato da Assocoral, in collaborazione con Federpreziosi Confcommercio e con il patrocinio del Comune di Torre del Greco, del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata e di Fiera di Vicenza e svoltosi ieri pomeriggio al Circolo Nautico della città torrese.

L’incontro, occasione per siglare ufficialmente l’ingresso di Assocoral in Federpreziosi, sancito attraverso la firma di un protocollo, ha coinvolto esperti tecnici ma anche Leonardo Impegno, componente della X commissione alle attività produttive della Camera dei Deputati, che, offrendosi di fare da portavoce del settore nelle istituzioni, propone di applicare il regime di provenienza del paese dei singoli buyer. Il che avrebbe senso, dal momento che, Italia a parte, tutti gli altri membri dell’Ue, attualmente sottoposti al limite dei 1000 euro qualora effettuino acquisti in Italia, nelle loro nazioni sono sottoposti a soglie molto più elevate o, come nel caso della Germania, a nessun limite.

Il tavolo dei relatori. Da sinistra, Andrea Castaldo, docente di Diritto Penale all'Università di Salerno; Giuseppe Aquilino, presidente di Federpreziosi; Tommaso Mazzo, presidente Assocoral; Leonardo Impegno, componente X Commissione Attività produttive della Camera; Corrado Facco, direttore generale di Fiera di Vicenza
Il tavolo dei relatori. Da sinistra, Andrea Castaldo, docente di Diritto Penale all’Università di Salerno; Giuseppe Aquilino, presidente di Federpreziosi; Tommaso Mazzo, presidente Assocoral; Leonardo Impegno, componente X Commissione Attività produttive della Camera; Corrado Facco, direttore generale di Fiera di Vicenza

“Se l’Europa non riesce in tempi brevi a trovare una soluzione univoca per tutti gli stati – propone Impegno – almeno l’Italia può dotarsi di una legislazione che non danneggi il commercio. E una soluzione potrebbe essere quella di applicare il regime del paese di provenienza del compratore. Il ruolo di Federpreziosi in questo contesto sarà fondamentale: con le oltre 70 associazioni territoriali che rappresenta è l’interlocutore adatto: chiedo perciò al presidente Aquilino di organizzare un convegno nazionale”.

Aquilino interventoAquilino, inutile specificarlo, accetta con entusiasmo: “Dobbiamo aprire un fronte di dialogo soprattutto con le banche – dichiara il presidente di Federpreziosi, in foto a sinistra – almeno per equiparare assegni e bonifici alle carte di credito. Con l’intesa siglata con Assocoral rafforziamo ancora di più il dialogo con i produttori per fare fronte comune e presentarci compatti davanti alla classe politica. E organizzeremo senza dubbio un nuovo dibattito per far venire fuori una proposta comune dell’intero settore”.

Illuminanti e concreti gli esempi portati da Tommaso Mazza, presidente di Assocoral e promotore del convegno (nella foto a destra), nonché imprenditore del comparto.

Mazza“Nelle vendite si deve tener conto non soltanto dell’aspetto pratico ma anche di quello culturale – spiega -. Gli arabi, per esempio, amano contrattare e intendono chiudere l’affare allettando il venditore con la consegna immediata di denaro contante, che noi non possiamo accettare quando la cifra supera le soglie consentite. Inotre, trattandosi di beni di piccole dimensioni ma di grande valore, il buyer vuole pagare e portare con sé. Se la contrattazione si prolunga troppo, si rischia di far sfumare l’affare. La circostanza per cui per i grossisti non esista una deroga – precisa – è un danno enorme: noi vogliamo rispettare le regole, e di fatto lo facciamo già attraverso la nostra dichiarazione e le bollette doganali che testimoniano l’uscita dei prodotti dal paese, ma lavorare in questo contesto sta diventando un’arma a doppio taglio. Facciamo girare l’economia anche invogliando gli stranieri a comprare qui, invece di favorire i mercati che non presentano problemi dal punto di vista dello scambio dei contanti”.

All’incontro ha partecipato anche Corrado Facco, direttore generale di Fiera di Vicenza, che spinge sul concetto di Distretto Italia di là dalle singole specificità dei comparti orafi territoriali come Vicenza, Arezzo, Valenza, Napoli. E rilancia: “Portiamo a VicenzaOro il dibattito, perché se è vero quello che i banchieri prevedono, e cioè che l’economia del futuro sarà sorretta da alti manufattori, artisti e rules breaker, il settore orafo italiano sarà sempre più una voce fondamentale dell’economia del paese”. Nel 2013 il fatturato della gioielleria italiana ha superato i 6 miliardi di euro, dei quali il 70% destinato all’estero, ha ricordato Facco. E di questa cifra 1,25 miliardi sono stati acquistati dal Medio Oriente. “Torre del Greco e la sua eccellenza potrebbe essere uno dei volani del futuro – conclude – e la presenza massiccia delle aziende di questa zona a VicenzaOro January, che arrivano a 63, lo dimostra. Proprio a tutela del settore e di grandezze come la lavorazione torrese, le difficoltà di esportare tra dazi, mancati accordi di libero scambio e protezionismi come quello indiano devono finire nell’agenda del governo”.

L’aspetto tecnico legato all’antiriciclaggio è stato affrontato da Andrea R. Castaldo, ordinario di Diritto penale all’Università di Salerno e avvocato penalista. “L’eccesso di burocrazia paradossalmente accresce e favorisce la corruzione – spiega – e i cavilli previsti dall’attuale normativa, come la preventiva comunicazione all’Agenzia delle Entrate, la richiesta del documento del compratore straniero e una sua autocertificazione – in quale lingua poi? – partono dalla premessa che il commerciante abbia qualcosa da nascondere per costituzione. E sappiamo che non è così”.

Giuseppe Aquilino, presidente Federpreziosi, e Tommaso Mazza, presidente Assocoral, siglano il rafforzamento della loro collaborazione
Giuseppe Aquilino, presidente Federpreziosi, e Tommaso Mazza, presidente Assocoral, siglano il rafforzamento della loro collaborazione

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