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America Special: E-commerce: is selling online a viable alternative?

The scenario we have looked at so far involves a series of complex procedures, and often incurs costs that can have a significant impact on a company's budget. An alternative solution might then be offered by online sales, which are by their very nature cross-border.

According to the latest “Fashion and Apparel Industry Report”, the United States now represents the second largest market after China for online sales of luxury products, with 4% growth in 2018 (2.7 billion dollars). The platforms with the largest market share in online sales of jewellery and watches include Amazon.com, Etsy, Signet Jewelers and Blue Nile. However, Italian companies should do plenty of careful research before deciding to go into e-commerce.

Rosa Marzano

As lawyer Rosa Marzano pointed out: “Generally, if you want to use pre-existing sales platforms such as Amazon, with an established customer base, you will still be required to set up an American company and obtain a tax identification number. You will also need to open a current account within the US. However, if you intend to sell through your own portal, there are even more rules to contend with, because in addition to naming the state from which you intend to operate, you also have to comply with the rules in every state from which your customers’ requests for purchase originate. Do you want an example? The State of California has very detailed e-commerce legislation aimed at protecting its citizens, which is automatically applied to any customer making a purchase who is also a Californian citizen.”

Ivana Ciabatti

The president of Federorafi, Ivana Ciabatti, also commented on the situation: “The jewellery market in the United States is showing a decrease in sales through the classic channels and an increase in online sales. The special plan for jewellers, developed by our association with support from ICE, has certainly proved to be one of the main instruments enabling companies that want to sell in the US to test the water without the need for large initial investments. With help from ICE, we have managed to involve almost 500 Italian companies in less than 3 years, and over 180 of these enjoyed the first-time opportunity to set up a business with a US partner using the “no consignment” formula. Clearly, we are no longer the leaders we were 20 years ago. However, compared to 2014 when we had a 7.4% share and were in 5th place behind China (29.6%), India (15.7%), Thailand (12.6%) and France (7.8%), closing estimates for 2018 show us bouncing back with a 9.5% share of total jewellery imports into the US: still behind China (24.6%) and India (17.4%) but ahead of Thailand and France, the only EU country that has ever overtaken us.”


E-COMMERCE: VENDERE ONLINE È UNA ALTERNATIVA VALIDA?

Se lo scenario finora disegnato presenta una serie di procedure complesse e, in molti casi, dei costi che impattano significativamente sul bilancio aziendale, una soluzione alternativa può essere offerta dalla vendita online, per sua natura transfrontaliera.

Secondo l’ultimo “Fashion and Apparel Industry Report” ad oggi gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato mondiale per vendita sul web di prodotti di lusso dopo la Cina, con una crescita, nel 2018, del 4% (2,7 miliardi di dollari). Le piattaforme che detengono la maggiore quota di mercato nel settore delle vendite online di gioielli e orologi comprendono Amazon.com, Etsy, Signet Jewelers e Blue Nile. Per le aziende italiane, però, anche l’ipotesi di operare tramite e-commerce va studiata con attenzione.

“In linea generale – sottolinea l’avvocato Rosa Marzano heads the New York office of Limatola Avvocati – se si intende utilizzare piattaforme di vendita pre-esistenti che offrono già una base di clientela (come Amazon o piattaforme similari) è richiesta comunque l’apertura di una società americana e l’ottenimento di un tax identification number (partita iva). È inoltre richiesta l’apertura di un conto corrente sul territorio americano. Nell’ipotesi in cui si intenda procedere con un proprio portale le regole si moltiplicano ulteriormente, poiché oltre ad identificare lo stato da cui si intende operare in aggiunta è mandatorio osservare le leggi anche degli stati da cui provengono le richieste di acquisto. Un esempio? Lo Stato della California presenta una legislazione e-commerce molto dettagliata tesa a proteggere i propri cittadini che deve essere applicata per la semplice circostanza che il cliente che ha proceduto ad un acquisto on-line sia cittadino californiano”.

“La tendenza della vendita di gioielli negli Stati Uniti va verso una diminuzione delle vendite attraverso il canale classico e un aumento delle vendite online di gioielleria – aggiunge la presidente di Federorafi Ivana Ciabatti -. L’esempio del piano speciale per la gioielleria messo a punto da la nostra associazione, insieme a ICE, ha rappresentato e rappresenta sicuramente uno dei principali strumenti per permettere anche alle imprese che decidono di sbarcare oltreatlantico di testarlo senza investimenti iniziali di particolare entità. Con ICE Agenzia siamo riusciti in meno di 3 anni a coinvolgere quasi 500 aziende italiane e oltre 180 di queste hanno avuto la possibilità di attivare per la prima volta un business con un partner USA oltretutto con la formula del “no consignment”. Oggi non siamo più ovviamente i leader di 20 anni fa ma, ad esempio, rispetto al 2014 quando con una quota del 7,4% eravamo al 5° posto dietro a Cina (29,6%), India (15,7%), Thailandia (12,6%) e Francia (7,8%), le stime a fine 2018 ci riportano sul podio con il 9,5% della quota totale delle importazioni di gioielli in USA dietro sempre a Cina (24,6%) e India (17,4%) ma avendo superato la Thailandia e la Francia, l’unico Paese UE che ci sopravanzava”.


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