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Usa, Apple batte Tiffany nella classifica dei negozi più redditizi

Informatica batte gioielli. O meglio, Apple batte Tiffany nella classifica dei negozi più redditizi degli Stati Uniti. È quanto emerge da un’indagine condotta annualmente dalla società di ricerca RetailSails, che ha scandagliato 15 settori merceologici per un totale di 200 rivenditori calcolando i profitti in base all’estensione dello store.

Si classifica dunque primo il colosso informatico di Cupertino fondato dal visionario e prematuramente scomparso Steve Jobs.  Le vendite a marchio Apple, infatti, arrivano a 6050 dollari a square foot (piede quadrato, equivalente a circa 0,1 metri quadrati), quasi doppiando i risultati di Tiffany & Co. che negli Usa arrivano a 3017  per square foot. Insieme, tablet e gioielli di due dei brand più famosi al mondo sono gli unici a superare la soglia dei 2mila dollari a piede quadrato, dal momento che il terzo in classifica (lululemon athletica) si ferma a 1936 (Birks & Mayor, gruppo che mette insieme circa 60 gioiellerie negli Stati Uniti, è nona).

La Apple sembra avvantaggiata, in questo calcolo, anche dalla circostanza per cui, rispetto ad altri store, lavora in punti vendita più ristretti dal punto di vista della superficie e contemporanemente con prodotti con voci di prezzo più elevate. Tuttavia, non basta questo a spiegare il successo delle vendite, possibile anche grazie al grande interesse di pubblico e alla serietà intrinseca della società.

La RetailSails ha preso in esame 200 marchi di 15 grandi settori merceologici: Abbigliamento, Auto & Nautica, Grandi magazzini, Discount, Salute & Bellezza, Elettronica, Casa & Arredamento, drogherie, Ferramenta, Hobby & Giochi, Lusso, Gioielli e accessori; Negozi specializzati.

“Tra smartphone e tablet, social media e applicazioni, i consumatori hanno scelte apparentemente illimitate di come e dove spendere –  si legge nel rapporto RetailSails -. Tuttavia, i negozi fatti di malta e mattoni sono ancora responsabili di oltre il 90 per cento delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti. Dunque gli acquirenti danno ancora valore alla capacità di vedere e toccare con mano la merce, e vivere la loro esperienza di shopping”.


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