di


Unoaerre apre le porte del Museo. Squarcialupi: “Simbolo del legame tra famiglia e azienda”

LA STORICA AZIENDA ARETINA PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE OPENFACTORY PROMOSSA DA ITALYPOST. LA VICEPRESIDENTE RACCONTA LA SIMBIOSI TRA GIOIELLO E TERRITORIO


Unoaerre_Museo aperto_Open Factory-min


Nel 1988 viene inaugurato il Museo Unoaerre, il primo esempio italiano dedicato all’arte orafa


Il museo aziendale di Unoaerre è tra i protagonisti di Open Factory, la manifestazione promossa da ItalyPost per andare alla scoperta delle eccellenze Made in Italy. Domenica 25 si apriranno così le porte di un luogo ricco di storia in Località San Zeno ad Arezzo, dove nasce e si rinnova ogni giorno la scommessa del gioiello portata avanti dalla prima azienda orafa del distretto. I due fondatori, Carlo Zucchi e Leopoldo Gori, iniziano l’avventura nel 1926 e nel 1935 ricevono il primo marchio della provincia che, per esteso, coinciderà con il nome della società. L’apertura del museo, invece, risale al 1988 (inizialmente nel vecchio stabilimento di via Fiorentina), primo Museo italiano dedicato all’arte orafa nato per non disperdere la memoria storica dell’azienda e offrire un percorso espositivo dall’archeologia industriale alle ultime creazioni di Giò Pomodoro.


Unoaerre_Giò Pomodoro_Varie dalla collezione Ornamenti-min

Giò Pomodoro: Varie dalla collezione Ornamenti

Unoaerre_Museo_Giò Pomodoro. Bracciale Per l’Arezzo dell’agricoltura, 1995-96 -min

Giò Pomodoro. Bracciale Per l’Arezzo dell’agricoltura, 1995-96 oro giallo e bianco, rubini, zaffiri e tormalina

Unoaerre_Museo_Giò Pomodoro. Collana Arezzo 1995-min

Giò Pomodoro. Collana Arezzo 18/5/1995, oro puro, oro bianco e oro rosso

Unoaerre_Bracciale di Bino Bini, 1967 e Bracciale di Orlando Orlandini, 1964-65-min

A sinistra Bracciale di Bino Bini, 1967. Oro giallo 750, elementi microfusi modulari e smalti champlevèe e turchese. A destra, Bracciale di Orlando Orlandini, 1964-65. Oro giallo 750. 32 rubini sintetici tondi e elementi modulari microfusi con snodi a cerniera e perni di filo saldati


Il Museo aprirà le porte domenica 25 novembre alzando il sipario sulla collezione storica del museo, con oltre 2000 opere tra disegni originali, prototipi e gioielli, alcuni dei quali pezzi unici. Dai gioielli anni ’20 e ’30, che raccolgono gli ultimi bagliori della Belle Epoque, lo stile ghirlanda, gli stilemi geometrici dell’Art Déco e i gioielli autarchici di argento, di rame e vetri colorati, fino ai pezzi più rappresentativi delle collezioni contemporanee.


Unoaerre_Museo aperto_Open Factory_2-min


In occasione di Open Factory, il Museo UNOAERRE – solitamente visitabile su appuntamentoha organizzato 6 turni di visita di circa 45 minuti, a partire dalle ore 14.30, durante i quali verranno illustrate e spiegate le preziose collezioni storiche conservate. Per iscriversi basta collegarsi al link: https://www.open-factory.it/unoaerre-fashion-jewellery/.


Unoaerre_Museo aperto_Open Factory_3-min



Maria Cristina Squarcialupi:
“Il distretto può tornare ottimista per il 2019 se innalza il livello qualitativo e investe in tecnologia”


Unoaerre_Maria Cristina-Squarcialupi-min
Maria Cristina Squarcialupi, vicepresidente di Unoaerre

Un legame forte, quello tra l’azienda e il distretto: in quasi 100 anni di storia, alla Unoaerre generazioni di orafi, tecnici, maestri e artisti hanno costruito e sviluppato una realtà economica nel settore. Oggi l’azienda vanta una distribuzione in oltre 40 paesi nel mondo e filiali dirette in Francia e Giappone. In Italia, dove è punto di riferimento del mercato delle Fedi nuziali (di cui copre oltre il 70%), sono oltre 4.000 i punti vendita serviti anche con il supporto di un network di circa 100 distributori. A raccontare la partecipazione del Museo aziendale alla manifestazione Openfactory – e a offrire un punto di vista privilegiato sull’andamento economico del distretto aretino – è Maria Cristina Squarcialupi, vicepresidente di Unoaerre.

Qual è stata la genesi che ha portato alla partecipazione di Unoaerre a Open Factory?
“Abbiamo pensato che l’iniziativa Open Factory potesse essere la giusta opportunità per aprire le porte della nostra azienda e diffondere la storia di oltre 90 anni di industria orafa”.

Che ruolo ha il Museo nel contesto aziendale e soprattutto nel suo cuore?
“Il Museo, raccontando decenni di vicissitudini e di storia, rappresenta l’evoluzione della produzione di UNOAERRE nel tempo e non posso che esserne profondamente affezionata considerando il legame tra la mia famiglia e l’azienda”.

Unoaerre è sicuramente un’azienda patrimonio della città, oggi qual è il legame con il territorio?
“Unoaerre è sempre stata definita la mamma del distretto orafo di Arezzo, dalla nostra azienda per gemmazione negli anni 60/70 sono nate molte delle più importanti realtà produttive del settore. Ancora oggi cerchiamo di contribuire alla crescita del territorio, innescando dinamiche virtuose per il turismo locale (come l’iniziativa Open Factory) e comunque esportando il nome di Arezzo in tutto il mondo con la nostra capillare distribuzione commerciale”.

In che fase economica si trova, oggi, il distretto aretino del gioiello? Quali sono le aspettative per il 2019?
“L’attuale congiuntura economica non è foriera di buone speranze ma la dinamicità del nostro distretto è sempre riuscita a farci superare anche momenti di forte flessione dal lato della domanda. Comunque innalzando il livello qualitativo delle nostre produzioni ed investendo in tecnologia possiamo affrontare il 2019 e gli anni a venire con il dovuto ottimismo”.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Orizzontale AMERICA