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Unione Europea, niente più cadmio da dicembre

Quando dici “made in Italy” non dici solo design, alta manifattura e tradizione orafa. Quando dici “made in Italy” dici soprattutto qualità, a partire da quella dei materiali utilizzati per realizzare gioielli. Nei prodotti nostrani non ce n’è traccia, ma in quelli di importazione, appartenenti al segmento della bijoutteria, a quanto pare ce n’è ancora.

Stiamo parlando del cadmio, un metallo tossico e cancerogeno che in passato veniva usato come colorante o stabilizzante in alcuni articoli di plastica: dal prossimo dicembre sarà completamente vietato. Lo ha stabilito l’Unione Europea attraverso una modifica inserita nel Reach (il regolamento per la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche).

Fino ad oggi, la politica comunitaria sul metallo è stata incentrata sulla sua graduale eliminazione dai prodotti: era infatti vietato dal 1992, ma il suo uso era ancora ammesso in alcune tipologie di Pvc rigido – in assenza di un materiale che lo sostituisse – e nel 2004 fu bandito da batterie ed elettronica. Oggi è ancora utilizzato in alcuni prodotti di bijoutteria d’importazione di bassissima qualità. Restano esclusi dal divieto soltanto i gioielli antichi, che però ne contengono in quantità limitatissime.

“È una buona notizia per i consumatori e per l’industria – ha commentato il vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani – Le alternative a questa sostanza sono già state messe a punto. Ciò dimostra ancora una volta il ruolo essenziale svolto dal Reach nel proteggere la salute”. Soddisfatto anche il Commissario per l’Ambiente, Janez Potocnik: “Il divieto dell’uso del cadmio negli articoli di gioielleria proteggerà in particolare i bambini e recherà benefici all’ambiente”.

La sua presenza in oggetti a contatto con il corpo ne consente l’assorbimento da parte della cute, accumulandosi nell’organismo e provocando danni, soprattutto ai più piccoli. Questo metallo, inoltre, è anche molto dannoso per l’ambiente. Il provvedimento non era più prorogabile, soprattutto dopo aver raccolto l’allarme lanciato da uno studio effettuato da Risk & Policy Analysts Limited per la Commissione Europea sugli effetti del cadmio sulla salute, in particolare su reni e cervello.
Sul suo uso in prodotti destinati all’infanzia aveva parlato anche la caporedattrice di Preziosa magazine Maria Rosaria Petito sul suo blog: la sua giusta indignazione ha finalmente trovato riscontro.


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