di


Aumenta la tassa d’importazione. Quinto giorno di protesta dei gioiellieri indiani

Si apre lo spiraglio di una tregua nello sciopero indetto dai gioiellieri indiani, ormai al quinto giorno consecutivo (anche se da ieri sera sono in corso incontri con il governo e da oggi in molti hanno riaperto in vista della festività locale del Capodanno), e già si valuta l’impatto di questo stop sul prezzo dell’oro. L’India infatti è il primo acquirente di metallo prezioso (secondo il Gold Demand Trends 2011 di World Gold Council, lo scorso anno la domanda indiana è stata di oltre 939 tonnellate, seguita da quella cinese con 769.8 tonnellate): i motivi dello sciopero dei gioiellieri indiani risiede nel secondo incremento, nel giro di pochi mesi, della tassa sulle importazioni annunciata venerdì scorso e nella nuova  imposta dell’1% sui gioielli non brandizzati.

“È stato un duro colpo e anche se abbiamo accettato di riaprire oggi per i festeggiamenti del nostro Capodanno – dichiara Prithviraj Kothari, titolare di un negozio e presidente della Bombay Bullion Associationcontinueremo la nostra protesta con ogni mezzo”. Al momento, non sembrano esserci state ripercussioni gravi. Il prezzo dell’oro, attualmente in lieve rialzo (questa mattina si attestava sui 1.657,1 dollari l’oncia) dopo alcuni giorni in calo, sembra essere dovuto più alle oscillazioni della moneta americana. “Gli affari sono a un punto morto – ha dichiarato Baccharaj Bamalwa, presidente di All India Gems & Jewellery Trade Federation che sta guidando la protesta – e niente si muove”. È già la seconda volta nel 2012 che il governo raddoppia la tassa di importazione sui lingotti d’oro, giunta così al 4%, facendo crescere il costo a oltre 1,000 rupie (circa 20 dollari) ogni 10 grammi. “La produzione annuale di oro in India è di circa due tonnellate, mentre ne vengono importati 900 – ha detto DS Rawat, segretario generale della Camera -. Le importazioni sono aumentate in valore da 4,1 miliardi di dollari nel 2001-02 a 33,8 miliardi dollari nel 2010-11. A questi livelli, costituiscono un pesante fardello e un fattore destabilizzante per la bilancia dei pagamenti”.

Fatto sta che lo sciopero, che ha coinvolto più di 100mila dettaglianti, avrebbe fatto perdere già, secondo una prima stima, 700 milioni di dollari. Si temono le cifre del bilancio del paese (che sarà diffuso il 30 marzo), probabilmente in deficit di 10 miliardi di dollari, il primo dopo il fallimento della Lehman nel 2008.


1 commento

  1. […] oro, con un incremento del 50% rispetto ai dodici mesi precedenti. Il dato spinse il ministero ad aumentare la tassa sulle importazioni al 4%, generando una lunga e forte protesta dei gioiellieri indiani conclusasi soltanto dopo il ritiro […]


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *