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Un prezioso per Natale: Che dono sarà?

I desideri e le aspettative di chi vive il mondo orafo quotidianamente


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Il Natale è ormai alle porte: il periodo tradizionalmente più favorevole per le vendite di fine anno è cambiato molto quanto a propensione d’acquisto, budget di spesa e tempistiche di vendita, ma rimane pur sempre una nicchia temporale importante per gli affari del comparto orafo. Preziosa Magazine ha chiesto ai rappresentanti di tutta la filiera – dalla produzione al dettaglio, dal design all’artigianato – quali siano gli auspici, le aspettative e quanto, ai loro occhi, è cambiato il consumo dei preziosi in vista dei doni natalizi.

Qual è l’oggetto più venduto? Dove e come si informa il consumatore quando la sua scelta per i regali da mettere sotto l’albero?

A queste domande hanno risposto Eugenia Bruni, direttrice creativa della maison Pasquale Bruni; Andrea Sangalli, responsabile amministrazione, vendita pendoleria e gioielleria dell’Orologeria Sangalli nonché presidente dell’Associazione Orafa Lombarda; Laura Helena Aureli, fondatrice della galleria capitolina myday-byday dedicata al gioiello contemporaneo; Marco Picciali, artigiano orafo indipendente e Ilaria Soggia, studentessa di Design for the fashion system al Politecnico di Milano.


«Il Natale è un sentimento e il gioiello oggi più che mai ha un significato emozionale profondo»

EUGENIA BRUNI -Pasquale Bruni (Valenza)


Quali sono le aspettative della maison per il prossimo Natale? Beh, far sbocciare la donna in un giardino di loto, i Loti di Lakshmi. Nelle nuove collezioni ho creato loti tra rugiada di gemme e comete in fiore che vestono la donna con scie di diamanti bianchi, champagne, oro e noir per creare incontri di luce tra comete che diventano contrarié. eugenia bruni-minNon pensiamo però a collezioni specifiche per questa occasione, il gioiello non deve essere pensato per un momento specifico ma per i momenti della vita. Il “re” degli acquisti, da qualche anno, è il pavé di diamanti. Luce che io immagino sempre non come un classico ma con design e linee che trasmettono serenità, intimità nell’indosso e un cuore di creatività. Allo stesso tempo, si vive già e si respira anche la voglia di colore e calore. Il pavé vive accompagnato all’oro rosé o abbraccia l’intensità delle gemme in una metamorfosi di forme che sono un inno alle femminilità, alla vita e all’amore. L’ultima parte dell’anno è ancora un’opportunità per il comparto orafo: il Natale è sentimento e il gioiello oggi più che mai ha un significato emozionale profondo, per chi lo riceve, chi ne fa dono o per chi se lo regala.


La vetrina rappresenta ancora il biglietto da visita principale quando si parla di gioielleria non brandizzata

ANDREA SANGALLI – Orologeria Gioielleria Sangalli (Milano)


A lungo non abbiamo riposto grandi aspettative sul Natale perché riuscivamo a distribuire le vendite lungo tutto il corso dell’anno. Oggi, invece, guardando ai risultati deludenti del 2018 – un anno davvero faticoso per il comparto italiano della gioielleria e dell’orologeria – ci auguriamo che le vendite di fine anno possano essere determinanti. andrea sangalli-minStiamo già cominciando a lavorare sulle vetrine, che saranno allestite a partire dall’Avvento Ambrosiano, a novembre: l’obiettivo sarà invogliare la clientela italiana ad entrare in negozio, cercando di intercettare una fascia trasversale, senza escludere coloro che hanno una capacità di spesa meno elevata. La vetrina è ancora il biglietto da visita principale quando si parla di gioielleria non brandizzata, mentre chi entra per comprare orologi è guidato maggiormente dalle informazioni disponibili sul web. Come prodotti, avendo abbandonato il bijou già da qualche anno – dopo essere stati tra i primi a introdurlo – partiremo dall’oreficeria, con prezzi medi di 170 euro, per esempio, per gli orecchini, perché trovandoci nei pressi dell’Università Statale abbiamo anche un pubblico giovane: il nostro auspicio è quello di riuscire ad accontentare tutti.


Il pezzo unico ha ancora grande appeal

LAURA HELENA AURELI – Designer, fondatrice della myday-byday gallery (Roma)


A Natale tutti dovrebbero ricevere un regalo che racconti una storia. Per chi realizza gioielli, non ha senso pensare a collezioni mirate perché non funzionano più, non riescono a incuriosire: è chi spende a decidere cosa e quando comprare. Laura helena aureli-minMeglio un oggetto che faccia sognare attraverso la storia di un artista, magari venuto da lontano… Senza dubbio, comunque, il Natale è ancora un momento magico per il gioiello ma la verità è che, quando porta con sé un significato, è un oggetto che “cammina” tutto l’anno. Il pezzo unico ha ancora grande appeal, l’handmade attrae a sé un target trasversale, dalla adolescente che compra per la mamma al marito che vuole stupire la propria donna. Lo scorso anno alla myday-byday gallery abbiamo organizzato un “White Christmas Event” con tante promozioni, ma poi ho realizzato che il nostro prodotto non ha bisogno di un periodo specifico dell’anno: i nostri clienti vengono periodicamente a curiosare per scoprire i tanti artisti italiani e internazionali che ospitiamo. Insomma, da noi è Natale ogni giorno!


Il gioiello, per me come per la mia generazione, è un racconto

ILARIA SOGGIA – Laureanda in Design for the fashion system (Milano)


Il gioiello, per me come per la mia generazione, è un racconto. Di un pezzo di storia, per esempio, o di un momento della nostra vita. Amo i brand giovani che sanno riattualizzare modelli antichi, magari attraverso l’utilizzo di tecnologie nuove come la stampa 3D, ripescando spunti estetici del passato. Insomma, quello che attira la mia attenzione è il lavoro di ricerca, soprattutto quando riguarda gli anelli, i miei oggetti preferiti. ilaria soggia-minDove prendo indicazioni per le mie scelte? Beh, sui social molto più che in negozio: quando entro in un punto vendita, è solo dopo essermi informata sul web. Lavorando nel mondo del design, sono molto attenta agli influencer in grado di svelarmi nomi nuovi con proposte originali. Il Natale è stato più volte l’occasione in cui scegliere accessori per la persona come dono: orecchini, per esempio, ne ho regalati spesso. Mi piace acquistare online, difficilmente mi fermo in gioielleria anche perché il mio budget attuale non mi consente di rivolgere lo sguardo verso oggetti preziosi. Al materiale, comunque, preferisco un bel design.


Dobbiamo dialogare con quella fascia di persone che ha scoperto il gioiello come auto-gratificazione

Marco Picciali  Artigiano Orafo ( Milano)


Prima di aprire il mio laboratorio nella zona di Corso Genova, lavoravo in una fabbrica: a ottobre già eravamo al lavoro sui gioielli per il Natale, soprattutto iniziali e segni zodiacali. Da quando ho optato per una carriera indipendente, ci sono state due fasi: la prima, in cui la fine dell’anno rappresentava il periodo migliore dell’anno; la seconda, in cui il Natale ha perso l’appeal che aveva un tempo. Marco Picciali-minCredo che questo crollo sia iniziato ben prima della crisi economico-finanziaria che ha travolto il mondo a partire dal 2008, e credo sia coinciso con il diffondersi dell’elettronica di consumo. Questo però non vuol dire che il nostro settore non abbia più niente da dire: possiamo fare ancora molto, soprattutto dialogando con quella fascia di persone che ha scoperto il gioiello come auto-gratificazione, coloro che lo comprano per se stessi, così come con coloro che amano i pezzi unici, oggetti nati magari da un proprio spunto e realizzati da un artigiano. A Natale, in fondo, si spende ancora un po’ di più rispetto al resto dell’anno: per trainare la mia attività, una selezione dei miei gioielli sarà alla rassegna Artigiano in fiera, a Milano, aperta al pubblico dal primo al 9 dicembre. Ultimamente è molto richiesto l’argento, non solo per motivi di prezzo ma anche perché grazie alle sue proprietà le sue sfumature si modificano con il tempo adattandosi a chi le indossa. L’auspicio è che il consumatore torni a riconoscere il lavoro lungo e minuzioso che si nasconde dietro un gioiello.


 


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