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Un orologio per misurare l’eternità

Un orologio in grado di misurare il tempo per i prossimi diecimila anni: è ciò a cui sta lavorando Danny Hillis, inventore americano e scienziato informatico. La notizia di un segnatempo votato all’eternità è stata diffusa dalla Fondation de la Haute Horlogerie.
Un orologio meccanico, il “10,000 Year Clock”, che ci darà la possibilità di proiettarci in un futuro molto lontano: in questo progetto Hillis ha coinvolto anche altri soggetti, come il musicista Brian Eno e lo scrittore Stewart Brand, con i quali ha fondato la fondazione “Long Now”, che supporta il lavoro del team.

Garanzia di precisione e studio delle conseguenze del riscaldamento globale sono i principali oggetti di questo studio.
Il gigantesco orologio è ancora in via di sviluppo. Ma un prototipo in scala ridotta è già stato esposto al Science Museum di Londra allo scadere del XX secolo. Più recentemente, un altro prototipo è stato messo a punto a San Francisco.Il quadrante mostra pianeti e stelle, le loro posizioni e i rispettivi movimenti.

L’orologio progettato da Danny Hillis richiede l’intervento umano per operare nel lungo termine. «Due fonti di energia sono state prese in considerazione – ha detto Alexander Rose (nella foto in basso), che gestisce il progetto alla Long Now Foundation -. Una è la variazione di temperatura tra giorno e notte: il cambiamento del volume di aria solleva un peso che, a sua volta, consentirà all’orologio di continuare a funzionare».

Per prevenire l’usura, l’orologio farà sentire il suo ticchettio una sola volta al minuto e suonerà una sola volta al giorno. Mai nello stesso modo: i rintocchi, montati su un tubo, circondano una serie di croci di Ginevra, il cui movimento è allineato con un algoritmo specifico. Questo meccanismo consentirà a ogni sequenza di rintocchi – circa 3,5 milioni in totale – a suonare in un ordine diverso, creando melodie differenti.

Per questo esemplare, la Long Now Foundation si è riservata un posto nel deserto, lontano dalle grandi città, sul Monte Washington nello Stato del Nevada. Una volta completato, il gigantesco orologio verrà montato pezzo per pezzo in enclavi sotterranee. La visibilità dell’orologio non è infatti il primo obiettivo dei creatori. Se hanno scelto il deserto, è per il suo isolamento e la siccità, maggiormente in grado di preservare questa macchina. L’assenza di attrattività di quella regione, che ancora oggi può ancora essere raggiunta solo a piedi, proteggerà l’orologio da troppi visitatori.

«L’oggetto fisico serve come punto di partenza per una riflessione più generale – dichiara Danielle Engelman, portavoce della fondazione -. Vogliamo incoraggiare le persone a rendersi conto che le loro decisioni di oggi, anche se apparentemente insignificanti, hanno un ruolo importante nel mondo di domani. Pensare a lungo termine aggiunge una dimensione alla vita quotidiana. Anche se non vedremo questo progetto finito».

Alexander Rose, direttore esecutivo e responsabile del progetto © The Long Now Foundation

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