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Ultimo giorno di Pitti, è già record

La stima finale è di 24mila compratori (+18%): all’inaugurazione il viceministro Calenda ha annunciato lo stanziamento di 260 milioni per il made in Italy

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Chiude oggi Pitti Immagine Uomo, inaugurata martedì 13 a Firenze, e già si prefigura come un’edizione da record. I dati raccolti al termine del terzo giorno (ieri) fanno stimare una affluenza complessiva di circa 24mila compratori, il 18% in più rispetto alla precedente edizione invernale. E questo a dispetto delle preoccupazioni legate alla crisi russa. Per questa edizione, la numero 87, le previsioni fanno ritenere che i buyer esteri dovrebbero aumentare del 13%, mentre il fronte italiano dovrebbe mettere a segno una performance del +20%.

“Un clima fantastico, e non solo in termini meteorologici – commenta Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine -. Un’edizione incoraggiante, un’ottima partenza di stagione che porta con sé grande fiducia e ottimismo: non possono essere che questi gli aggettivi e i toni con cui impostare un primo bilancio di questa edizione. Una crescita nelle presenze che non riguarda solo il fronte estero, ma anche – e aggiungo con grande vigore – il nostro paese, e questo non può che farci che piacere”.

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Guardando alle previsioni dei mercati esteri, sempre in testa il Giappone (+5%), seguito dalla Germania (quasi +20%), e crescita a doppia cifra per quasi tutti i paesi europei (Gran Bretagna, Olanda, Grecia, Spagna). La Francia, ormai da qualche stagione il primo mercato di riferimento per il menswear italiano, dovrebbe registrare addirittura un +30%. Aumenti del 30-40% da tutti i paesi del Nord Europa (Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia).

Sul versante extra-europeo, la Cina mette a segno un +30%, gli Stati Uniti registrano un +6% (incremento che assume un peso ancora maggiore considerando la qualità dei buyer d’oltreoceano, rappresentati di grandi department store e gruppi del retail di grande portata); ottime performance per tutto il Medio Oriente, per Canada, Messico, India, Sud Africa, Singapore, Taiwan e Tailandia. Gli unici cali, già ampiamente prevedibili ma in misura minore rispetto alle aspettative, per i buyer provenienti da Russia (-25%) e da Ucraina (-20%).

“Quest’anno sarà l’anno più forte da sempre per la moda italiana: il governo ha varato un piano complessivo per il Made in Italy di 260 milioni di euro, che vuol dire sei volte in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni”: alla cerimonia di apertura l’importante annuncio di Carlo Calenda, viceministro per lo Sviluppo economico. “La moda è uno dei settori su cui il governo investe di più – ha spiegato -: rafforzeremo tutti gli eventi, sul modello di quanto abbiamo fatto per Pitti a giugno scorso. L’idea è quella di investire sulle fiere, sulle iniziative che hanno un valore internazionale, mettendole anche al riparo dalla concorrenza. Lo abbiamo fatto con grande successo per Pitti a giugno scorso, lo faremo con Milano e le sue sfilate d’alta moda, ognuno con un suo posizionamento”. Inoltre, ha affermato il viceministro, “per il Sistema Moda investiamo 36 milioni di euro, otto volte la media di quanto investito nei cinque anni precedenti”.

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