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Ue, stralciata la proposta di regolamento sul “Made in”: produzione e commercio protestano

Bloccato il provvedimento che avrebbe obbligato a indicare l’origine dei prodotti: Federpreziosi e Federorafi contro la decisione della Commissione

Il 23 ottobre la Commissione Europea ha deciso di stralciare la proposta di Regolamento per la denominazione di origine dei prodotti extra-UE dall’agenda dei lavori del prossimo anno e le associazioni che a lungo si sono battute per l’affermazione di questi valori storcono il naso. Anche nel comparto orafo si è a lungo discusso della necessità di un provvedimento che tutelasse i consumatori e al contempo le imprese: in prima linea  Federpreziosi Confcommercio e Confindustria Federorafi.

Entrambe le organizzazioni hanno infatti portato avanti per anni la battaglia per i prodotti di qualità e dotati dell’indicazione di origine: nel 2005 fu la Commissione Europea a sottoporre al Consiglio  un progetto di Regolamento che intendeva introdurre l’obbligo di specificare su un prodotto proveniente da paesi fuori dell’UE il luogo di produzione, in modo da fornire al consumatore una chiara indicazione sull’origine del prodotto. La decisione del mese scorso, motivata probabilmente da contrasti tra il Regolamento e le linee guida del WTO (che ha ritenuto alcune misure introdotte dagli USA in materia di etichettatura di origine incompatibili con l’accordo sulle Barriere Tecniche -TBT), vanifica l’impegno di anni a favore del “Made in”.

Nel 2010, con l’entrata in vigore del nuovo Trattato sul Funzionamento dell’UE, il Parlamento Europeo ha rilanciato il progetto (ora sottoposto a procedura di co-decisione Consiglio-Europarlamento) e, come si ricorderà, il PE nell’ottobre 2010 ha approvato la proposta originaria, con numerosi emendamenti, ritenendo il marchio di origine una condizione necessaria per dare maggiore tutela ai consumatori e consentire alle imprese di affrontare ad armi pari i concorrenti.

“Uno schiaffo alle imprese manifatturiere e ai cittadini”, queste le prime parole di Licia Mattioli, presidente Confindustria Federorafi. “Il settore orafo, colonna portante del made in Italy nel mondo con oltre il 70% di prodotto esportato, è da tempo “sotto attacco” da parte dei principali Paesi competitor, in particolare asiatici, che sono sempre più aggressivi anche sul mercato domestico – ha detto –. La decisione del Commissario De Gucht, motivata dal pericolo che la proposta di regolamentazione potesse risultare in contrasto con il quadro giuridico dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, è incomprensibile se teniamo presente che in altre aree del mondo, come gli USA, la Cina e il Giappone, sono da tempo in vigore regole simili che non ci risultano siano state mai messe in discussione dalla WTO!”.

Anche dai principali distretti orafi-gioiellieri-argentieri arrivano commenti ricchi di sconforto per lo stralcio della proposta, come quello di Ivana Ciabatti, Presidente della Sezione Orafi di Confindustria Arezzo, che farà presente il disappunto del comparto incontrando nei prossimi giorni lo staff del Vice Presidente della Commissione UE, Antonio Tajani. Francesco Barberis, Presidente dell’Associazione Orafa Valenzana, ha sottolineato come la decisione della Commissione “sconfessi il Parlamento Europeo che nel dicembre 2010 aveva approvato la proposta a larghissima maggioranza e avvantaggi chiaramente le grandi lobby del trading internazionale da sempre contrarie ad una regolamentazione dell’etichettatura di origine per le merci importate“. Barberis auspica che “la decisione unilaterale della Commissione venga contestata e annullata sollevando il conflitto di attribuzioni con il Parlamento Europeo”.

Giuseppe Corrado, Presidente della Sezione di Confindustria Vicenza, anche in qualità di coordinatore del Tavolo intercategoriale vicentino, ha già stigmatizzato la decisione Europea presso le Autorità locali e regionali del Veneto affinché vengano fatte le necessarie pressioni nelle sedi competenti per “non lanciare una volta di più un segnale di lontananza delle Istituzioni dal mondo delle imprese già in difficoltà per la gravissima crisi economica.”


1 commento

  1. […] in Europa il tema dell’etichettatura obbligatoria ‘Made in’, dopo che la proposta di Regolamento per la denominazione di origine dei prodotti extra-UE era stata stralciat…. Nei giorni scorsi, infatti, la Commissione Europea ha proposto un pacchetto di due regolamenti e […]


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