di


Ue: legittimo il monopolio sui ricambi degli orologi. L’Aol non si arrende

La Categoria Nazionale degli Orologiai costituita in seno alla Associazione Orafa Lombarda si rivolgerà al Parlamento europeo e porterà avanti  la battaglia anche sul fronte nazionale

Corte di Giustizia_orologiai-min

Secondo la Corte di Giustizia europea è legittimo che i grandi produttori svizzeri di orologi di lusso mantengano il monopolio della manutenzione post-vendita e che rifiutino di vendere i pezzi di ricambio ai riparatori indipendenti: di pochi giorni fa la sentenza che respinge il ricorso presentato dalla Confederazione europea delle associazione dei riparatori di orologi, che nel 2004 aveva denunciato produttori di orologi di lusso per una presunta infrazione alle regole dell’Unione sulla concorrenza. Il monopolio di fatto, che ha messo in crisi centinaia di laboratori indipendenti, è stato a lungo contestato da una serie di iniziative portate avanti negli ultimi anni dalla Categoria Nazionale degli Orologiai costituita in seno alla Associazione Orafa Lombarda.

Il gruppo di orologiai ha appreso con rammarico della decisione. “Questa sentenza segna la resa totale e speriamo non definitiva delle istituzioni europee (Commissione Europea e Corte di Giustizia Europea) alla volontà monopolistica dei grandi produttori svizzeri extra-UE di orologi – si legge nella nota dell’Aol – a detrimento di migliaia di artigiani orologiai europei e di milioni di consumatori che per far riparare i loro orologi dovranno assoggettarsi alle imposizioni e ai prezzi delle multinazionali svizzere e delle loro reti di assistenza. L’esito oggi di questa sentenza, che arriva dopo un periodo di ben quindici anni di controversie che ha oggettivamente favorito le multinazionali svizzere che nel corso di questi anni hanno potuto fare quello che hanno voluto, e indebolito il fronte degli orologiai indipendenti, è molto semplice: mentre fino a qualche anno fa in Europa e in Italia c’erano svariate migliaia di artigiani orologiai indipendenti a servizio dei consumatori oggi ne sono rimasti poche centinaia per lo più affiliati ai circuiti selettivi di assistenza che fanno capo alle case madri”.

sentenza_orologi-min

“Ci riserviamo naturalmente di leggere il testo completo della sentenza e le motivazioni, che comunque rispetteremo – spiega Rino de Feo, delegato AOL per la categoria dei riparatori -. Dopo di che, nelle prossime settimane, proveremo a verificare se il Parlamento Europeo, culla della democrazia europea, condivide questo orientamento di Commissione/Corte di Giustizia Europea o ha un punto di vista diverso, più vicino alle aspettative dei cittadini e dei lavoratori comunitari e meno sensibile alle pressioni delle multinazionali del lusso e dell’orologeria extra-UE. Ci muoveremo anche su un altro fronte, quello portato avanti finora anche con il sostegno di Federpreziosi, e porteremo avanti anche il dialogo iniziato con il Ministero dello Sviluppo Economico, al quale rinnoviamo la richiesta di assisterci e accompagnarci in questa difficile trattativa pena la chiusura di tanti laboratori orologieri tuttora operanti in Italia e l’estinzione di una tradizione più che millenaria”.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Orizzontale AMERICA