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Tracciabilità ed evasione fiscale, Aquilino (Federpreziosi): “Norme internazionali uguali per tutti”

Una maggiore uniformità delle regole auspicata anche dalle istituzioni europee: Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Economia  favorevoli ad una strada congiunta

Fisco ed evasione, c’è uniformità in Italia e in Europa sulla posizione in merito alla necessità di uniformare le norme internazionali. L’affermazione di una maggiore simmetria proviene anche da Federpreziosi, la Federazione Nazionale delle Imprese Orafe Gioielliere Argentiere Orologiaie di Confcommercio, che, a seguito del convegno “La legalità fiscale italiana, asimmetrie e convergenze con l’Europa” tenuto all’Agenzia delle Entrate, ribadisce il proprio impegno a garantire maggiore efficacia alle regole sull’evasione e la tracciabilità.

In particolare, il presidente di Federpreziosi, Giuseppe Aquilino (nella foto a sinistra), si dichiara d’accordo con le posizioni di Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, e del Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, che hanno ribadito la necessità di “risposte coordinate a livello internazionale”. A fine novembre, il  Commissario Europeo per la fiscalità Algirdas Šemeta è intervenuto alla commissione ECON del Parlamento Europeo per presentare le priorità strategiche dell’Unione Europea nella lotta contro l’evasione, focalizzate, tra l’altro, su “tracciabilità” e “scambio di informazioni”.

“A livello UE è ancor più importante che si continui a focalizzare maggiormente  e con rapidità – ha detto Giuseppe Aquilino – l’attenzione sugli interventi che attengono alle disparità di condizioni per quanto concerne i costi delle transazioni, i limiti dell’utilizzo del contante così inspiegabilmente e ingiustamente discriminanti per alcuni Paesi, in testa a tutti il nostro. Vale la pena di ricordare ancora una volta l’enorme discrepanza della nostra soglia dei 1.000 euro nei confronti di altri Paesi come, per citarne solo alcuni, Belgio con 15.000 euro, Danimarca 13.400 euro, Francia  3.000 euro, Romania 2.300 euro, Slovenia 15.000 euro, Spagna  2.500 euro, mentre negli altri Paesi non vi è alcun limite. Solo in Portogallo e in Grecia sono in vigore limiti restrittivi paragonabili ai nostri: 1.000 euro nel primo caso e 1.500 euro nel secondo”.

Vari Commissari europei e varie istituzioni stanno progettando strategie complementari tra le quali, ad esempio, la direttiva sui pagamenti che mira a rendere omogenei i costi delle transazioni di denaro contante e denaro elettronico. Importante e parallelo è anche l’impegno della Banca Centrale Europea – per quanto attiene all’anti-riciclaggio – in tema di sostituzione delle banconote nell’eurozona con quelle di nuova generazione e la ventilata abolizione della banconota da 500 euro.

Lo scarso utilizzo degli strumenti di pagamento elettronico nella vendita al dettaglio non è spiegabile però soltanto con il fenomeno dell’economia sommersa, come spiega il presidente di Federpreziosi richiamando lo studio pubblicato da Bankitalia nel Gennaio 2013. “Hanno rilevanza anche fattori di sviluppo – chiarisce Aquilino –, quali la capacità innovativa e il reddito pro capite. Il nostro Paese si è adeguato con grandi sacrifici di tutti, e di alcune categorie in particolare, a regole imposte e penalizzanti al punto tale che rischiano di compromettere possibilità di ripresa in tempi ragionevolmente brevi per permetterci la pura e semplice sopravvivenza. E qui sta a noi di continuare a mantenere la pressione a livello del nostro sistema politico e finanziario”.

 

 


1 commento

  1. piero says:

    sti nostri capoccioni non anno capito un c……volo
    da che mondo e mondo l’economia funziona se
    girano i soldi, vedi America dopo l’uso massiccio
    delle carte stanno ritornando molto all’uso del
    contante ora molto gradito rispetto al passato.
    Loro anno gia’ battuto la testa ora aspettiamo di
    batterla noi.
    E’ giusto battere l’evasione ma si puo’ fare senza
    tutto lo spettacolo che stiamo dando a noi e a tutta
    L’europa


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