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Torre del Greco, riapre il Museo del Corallo

Dal 26 marzo la struttura ospitata dall’Istituto d’Arte Francesco Degni sarà nuovamente aperto al pubblico dopo due anni di lavori

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Riapre il 26 marzo, giovedì prossimo, il Museo del Corallo di Torre del Greco. La struttura ospitata in alcune sale dell’Istituto Statale d’Arte Francesco Degni, in Piazza Palomba, in un convento barocco dei Carmelitani, è uno dei più antichi d’Italia ed è stato chiuso due anni per effettuare lavori di ristrutturazione.

A fine Ottocento, su proposta del Ministro De Sanctis, nacque nel convento del Carmine di Torre del Greco la Scuola per la lavorazione del Corallo, nella quale si impartivano lezioni di disegno, intaglio ed incisione. Riaperta nel 1886 come “Regia scuola di incisione su corallo e arti decorative e industriali”, dal luglio 1933 ospita il Museo, situato al primo piano del complesso, inaugurato col contributo del Banco di Napoli, dello Stato e delle Pubbliche Amministrazioni.

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Lavori in corallo, madreperla, argento, tartaruga, ardesia, pietra lavica e numerosi cammei: opere realizzate da studenti e docenti, ma anche provenienti da donazioni o acquisti. La collezione esposta nel “Museo del Corallo” è il riflesso dell’attività che si è svolta nel tempo nelle aule e nei laboratori dell’ Istituto, è il racconto di oltre cento anni di storia della lavorazione artistica del cammeo, del corallo e di altri materiali preziosi, quali la tartaruga, l’avorio e la madreperla.

Il salone che accoglie il Museo è completato da mobili caratterizzati dalla contaminazione di tecniche e materiali (ebanisteria, incisione del corallo e dei cammei, intarsio dei metalli, scultura e tecniche di decorazione). Si segnalano in particolare lavori di scuola trapanese in corallo di Sciacca, di fine Settecento; un’Adorazione dei Magi del 1939, realizzata con la tecnica dell’impiallacciatura in madreperla e conchiglia; un gruppo di Cavalieri medioevali in mosaico di “pinna nobilis” (ottenuto da una particolare conchiglia), conchiglie varie e pietra alluvionale su supporto in legno; un cofanetto con Allegorie delle quattro stagioni, in madreperla e corallo, del 1955, e un’edicola sacra in madreperla e corallo con Madonna con Bambino in trono, del 1960.

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Museo del corallo


1 commento

  1. Grazie alla gentilezza ed alla disponibilita’ del personale della scuola ho potuto visitare il museo nell’estate del 2003. Sono rimasta particolarmente colpita dai lavori di un docente della scuola datati 1910-1914 che mostravano una visione decisamente moderna ed antesignana dell’ornamento per il corpo. Mi sono sentita molto orgogliosa delle mie origini campane. La riapertura del museo rappresenta un passo importante verso la valorizzazione e la conoscenza dell’evoluzione del gioiello italiano. Come ama ricordare F. Daverio gli stranieri sono attratti dalla nostra storia e dal nostro passato glorioso che ci distinguono dal resto del mondo. Sono contenta che questo museo, grazie alle opere pregiate e lungimiranti in esso conservate, possa manifestare tutta la nostra eccellenza e ravvivare il nostro splendore. Inoltre offre l’opportunita’ per studi approfonditi e sinceri che spaziano dal corallo fino alla lavorazione dei metalli nobili. Complimenti vivissimi alla Campania! Spero di poterlo rivisitare al piu’ presto.


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