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Tornano i cercatori d’oro, il nuovo Far West è l’America Latina

Arrivarono a frotte, famiglie intere e singoli avventurieri in cerca di fortuna. Era scoppiata la “febbre dell’oro” e tutti si diedero da fare incantati dal luccichio delle pepite. In men che non si dica il Far West diventò la meta di coloro che sognavano ricchezza, o perlomeno, una vita più dignitosa. Era il 1800 e in migliaia ci lasciarono la pelle.

Oggi, vuoi la crisi, l’assenza di lavoro, il sogno di un guadagno facile o il costo altissimo del metallo giallo, a distanza di due secoli i cercatori d’oro tornano a far parlare di sé, ma questa volta in America Latina, prevalentemente in Perù e in Brasile, dove stanno riaprendo miniere da tempo inattive, a confermalo è la Bbc Brasile. E vanno avanti con leggi improvvisate che poco o niente tengono conto della legalità, della vita umana e del rispetto per l’ambiente. Se nell’800 si moriva di stenti o in duelli, mitizzati in numerose pellicole, ora la strage è più subdola, si chiama mercurio, quello che i cercatori impiegano sconsideratamente per amalgamare l’oro. Ma c’è anche il problema deforestazione, in impressionante aumento nella regione peruviana di Madre de Dios, in alcune aree cresciuta fino a sei volte in più, causata dalla diffusione dell’estrazione illegale.

Il Perù ha iniziato una campagna per debellare gli scavi illegali, ma la via sembra essere lunga e difficile perché dovrà combattere contro l’irrefrenabile determinazione dei cercatori e l’opprimente presenza di organizzazioni malavitose che lucrano sui più deboli.

 

 


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