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Tommaso Mazza: Il nostro obiettivo è esseredi supporto ai nostri associati

Il presidente di Assocoral, traccia il suo primo anno di attività alla guida dell'organismo

Terza generazione di gioiellieri da un anno alla guida di Assocoral, l’associazione produttori di corallo e cammeo, si racconta a Preziosa Magazine.

“Dobbiamo essere noi gli attori principali della tutela del corallo, noi che viviamo di questa risorsa”. A parlare è Tommaso Mazza, imprenditore di terza generazione dell’azienda torrese Mattia Mazza, e da un anno esatto alla guida di Assocoral, l’Associazione Nazionale Produttori di Corallo, Cammei e Materie Affini. Un primo bilancio può essere tracciato, non solo perché Tommaso Mazza è attivo da 10 anni nell’organismo come consigliere e vicepresidente, ma anche perché, in questi 12 mesi, di iniziative ne sono state realizzate tante. Laureato in Economia e Commercio alla Federico II di Napoli, 45 anni, in sé Mazza racchiude la doppia anima di imprenditore e di guida istituzionale.

Presidente, lei proviene da una famiglia specializzata da quasi un secolo nella produzione di gioielli in corallo, perle e pietre preziose. Il suo percorso era già segnato?
“Quando si cresce in un’azienda che ruota intorno alla famiglia, è difficile resistere al richiamo. Dopo il liceo, mi sono iscritto alla Bocconi di Milano, ma dopo due anni ho fatto ritorno a Napoli, trasferendomi alla Federico II, per iniziare subito a lavorare con i miei familiari: dubbi ne avevo, ma l’attrazione verso il corallo è stata più forte”.

Di cosa si occupa all’interno dell’azienda?
“Nelle aziende familiari come lo è la Mattia Mazza tutti si occupano un po’ di tutto, anche se il mio ruolo è legato soprattutto alle vendite e alla gestione dei clienti. L’azienda esiste da quasi cent’anni, ma abbiamo testimonianza del fatto che i miei antenati erano impegnati nella lavorazione del corallo ancora prima. Oggi siamo in quattro: mio fratello Mattia, i suoi figli Davide e Daniele, che sono la quarta generazione, e io”.

A un anno dalla sua elezione alla presidenza di Assocoral, qual è il suo bilancio parziale?
“Molto positivo. Portando in giro il nome dell’associazione mi sono accorto che gode di un prestigio notevole. Anche grazie alle gestioni precedenti, ovunque andiamo siamo accolti bene, siamo considerati interlocutori autorevoli”.

Qual è il progetto cui è più legato?
“All’inizio del mandato abbiamo organizzato un seminario sul Nichel e sulla nuova normativa, in un momento in cui regnava una grande confusione sul tema. Ancora oggi ci arrivano ringraziamenti per quella iniziativa. Questo mi spinge a continuare nella direzione del supporto alle aziende, anche a quelle non associate: è il nostro obiettivo primario”.

Progetti di Assocoral per il futuro?
“Abbiamo appena lanciato un kit promozionale che indica l’appartenenza all’associazione e al distretto torrese: un punto cruciale nella strategia di internazionalizzazione che stiamo perseguendo. Teniamo molto alla provenienza territoriale: le nostre aziende sono le più accreditate nella produzione e commercializzazione di questi prodotti. Affermare i marchi Assocoral e Gioiello di Torre del Greco nel mondo significa dare garanzia della qualità dei prodotti in corallo e cammeo, un’arte che nella nostra città si protrae da secoli. Ad aprile, a San Fruttuoso in Liguria, è stata inaugurata la mostra “Le pietre raccontano”, organizzata dal Fondo Ambiente Italia e dall’Associazione culturale Echi di Liguria con la nostra collaborazione: l’esposizione nella storica Abbazia è visitabile fino a ottobre e tra i prodotti del mare esposti, ci sono anche gioielli in corallo. Inoltre, stiamo aprendo fronti di collaborazione con organizzazioni fieristiche internazionali, come Ubm Asia e Fiera di Vicenza, per aiutare le aziende a raggiungere i mercati più dinamici”.

Proseguiranno i focus tematici dell’associazione?
“Naturalmente. A fine maggio ci sarà un seminario sulla tracciabilità dei pagamenti in contanti: prenderemo in considerazione l’ipotesi di proporre una deroga al limite dei mille euro come già è previsto per altre categorie, come alberghi e agenzie di viaggio. L’acquisto di un gioiello è ancora un atto impulsivo e spesso, inoltre, per questo tipo di bene si fa fatica ad attendere i tempi di pagamenti, spedizioni, consegne”.

Si discute tanto di uso sostenibile della risorsa. A che punto siamo?
“A maggio ci sarà l’approvazione del Piano regionale del Mediterraneo, proposto da noi e dalla Regione Sardegna: ci crediamo molto e crediamo di dover essere i primi a tutelare la risorsa. Non minando il commercio di chi utilizza la materia prima nel rispetto delle regole, ma salvaguardando il corallo a monte con una gestione intelligente della raccolta”.


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