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Titoli e marchi di identificazione: in arrivo il laser

Arriva la tecnologia laser per l’apposizione del marchio di identificazione e dell’indicazione del titolo dei metalli preziosi.

La novità è contenuta nel Decreto del Presidente della Repubblica 26 settembre 2012, n. 208 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 dicembre 2012, n.283).

Tale novità diventerà effettivamente operativa con l’emanazione dei decreti ministeriali contenenti le norme attuative con le quali saranno individuati:

  • le modalità per l’applicazione dei marchi mediante tecnologia laser;
  • I sistemi di elaborazione  dei file contenenti la  versione informatica  dei punzoni e le modalità di gestione, di protezione, salvataggio ed archiviazione dei dati;
  • le modalità di controllo degli oggetti da parte del personale degli Uffici Metrici.

Quando saranno pubblicati i decreti attuativi del Ministero, chi lo vorrà (l’uso della nuova tecnologia è facoltativo) potrà rinunciare ai tradizionali punzoni ed adottare la marchiatura laser.

È interessante approfondire quali sono le ragioni, di carattere commerciale oltre che tecnologico, alla base di questa novità.

L’utilizzo del laser infatti non risponde solo ad un’esigenza di innovazione tecnologica, ma soprattutto ad una problematica molto sentita dalle aziende orafe esportatrici: l’adesione dell’Italia alla Convenzione di Vienna.

Il nuovo provvedimento consentirà infatti al nostro Paese di aderire alla Convenzione di Vienna, – “Convenzione sul controllo e la marchiatura degli oggetti in metalli preziosi” – la quale prevede, tra l’altro, l’apposizione mediante tecnologia laser del marchio identificativo e l’indicazione del titolo legale del metallo sugli oggetti in metallo prezioso.

Con l’adesione italiana alla Convenzione, le aziende orafe italiane potranno esportare i loro prodotti marchiati con tecnologia laser in tutti i Paesi aderenti alla Convenzione, tra cui molti importanti Paesi europei, senza particolari formalità.

Sino ad ora, per far entrare i propri prodotti in questi Paesi le aziende devono spesso sottoporli ad ulteriori saggi presso i laboratori di Paesi aderenti alla Convenzione, con notevole aggravio di costi, mentre invece i produttori dei Paesi aderenti alla Convenzione possono commercializzare liberamente i loro prodotti in Italia.

Quando l’adesione alla Convenzione sarà perfezionata, saranno ripristinate le condizioni di parità rispetto alla concorrenza dei produttori esteri, dato che i nostri prodotti potranno circolare liberamente nei Paesi aderenti alla Convenzione senza necessità di sottoporsi ad ulteriori esami.


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