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Tiffany: arriva il sì degli azionisti all’acquisizione da parte di LVHM

Previo l’ottenimento delle autorizzazioni normative e di altre condizioni abituali si concretizzerà la piu' grande acquisizione nella storia del gruppo di Bernard Arnault

La lunga trattativa ha dato i suoi frutti: a seguito di un’ assemblea straordinaria tenutasi il 4 febbraio scorso, gli azionisti di Tiffany (che detiene un network di 320 boutique gestite direttamente senza rivenditori multimarca) hanno dato ad LVMH il via libera per l’acquisizione per la cifra record di 16,2 miliardi di dollari, “previo l’ottenimento delle autorizzazioni normative e di altre condizioni abituali”, come fanno sapere dal colosso francese del lusso che conta già Bulgari e Chaumet.

Questa approvazione costituisce una tappa significativa nel processo di acquisizione di Tiffany”, che “gode di un heritage e di un posizionamento unici al mondo nel mercato dell’alta gioielleria ed è simbolo dell’amore in tutto il mondo”, ha commentato il CEO di LVHM, sottolineando che “Tiffany completerà in modo eccezionale il nostro portfolio di maison” e che l’operazione permetterà al gioielliere di “raggiungere nuovi traguardi”.

Per LVMH, l’acquisizione di Tiffany consente di rafforzare la propria presenza negli Stati Uniti, attualmente il secondo mercato per il colosso del lusso, dove l’anno scorso ha realizzato il 24% delle vendite, dopo l’Asia escluso il Giappone (30%).


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