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Thailandia come hub asiatico del gioiello, il sostegno di Cibjo

Il presidente Gaetano Cavalieri in prima fila alla conferenza che ha messo insieme i rappresentanti del governo e delle associazioni di settore del paese

Cibjo a Bangkok

La Thailandia mira a diventare l’hub asiatico del settore del gioiello e delle pietre preziose: alla conferenza in cui si è discusso del futuro del paese come punto di accesso per l’industria ha preso parte, come relatore principale, il presidente della Cibjo Gaetano Cavalieri. Con lui, il ministro thailandese del Commercio, Apiradi Tantraporn, il direttore generale del Dipartimento della promozione del commercio Malee Choklumlerd e Pornsawat Wathanakul, direttore del Gem and Jewelry Institute of Thailand.

Cibjo a Bangkok_Gaetano Cavalieri
Gaetano Cavalieri

Il Department of Trade Promotion, organo del Ministero del Commercio, ha il compito di promuovere le industrie di esportazione del paese e ha recentemente ampliato il suo coinvolgimento nell’industria di pietre preziose e gioielli. Nell’analizzare la posizione della Thailandia nel business del settore, Gaetano Cavalieri ha osservato che, malgrado sia indubbio il suo status di leader mondiale, con esportazioni in crescita, nel corso degli ultimi 10 anni, di quasi il 300 per cento (circa 11 miliardi di dollari), non è sempre percepito così a livello internazionale.

“La percezione è un fattore critico – ha detto il presidente di Cibjo -, che influenza la capacità di vendere i prodotti, e di conseguenza è un fattore principale nel decidere se si sarà in grado di ottimizzare le vendite e le esportazioni. Come si è detto, il successo genera successo, il che significa che, se si è in grado di proiettare un’immagine di leader mondiale, sarà più probabile ottimizzare la capacità di esportazione”. La proposta di Cavalieri è che la Thailandia si posizioni come centro di gioielli dell’area ASEAN, diventando un gateway facilmente accessibile e tramite di una regione enorme, che comprende anche Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore, Myanmar, Cambogia, Laos, Vietnam e Brunei.

“Oltre ad essere una ricca fonte di pietre preziose e perle, e sede di un gruppo di aziende di pietre preziose e gioielli in rapida crescita, si tratta di una regione con una popolazione di oltre 600 milioni di persone, che ha la terza forza lavoro più grande del mondo, dopo la Cina e l’India – ha proseguito Cavalieri -. Secondo uno studio di McKinsey di due anni fa, se il blocco ASEAN fosse un unico paese, sarebbe diventata la settima economia più ampia del mondo già nel 2013, con un PIL combinato di 2,4 miliardi di dollari. Si prevede diventi la quarta economia più ricca entro il 2050″.


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