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“Tesori e gioielli del Petit Palais di Parigi”

La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ed il Petit Palais Museo delle Belle Arti di Parigi si son stretti la mano per mettere in mostra 50 capolavori di alta oreficeria francese realizzati tra il ‘600 e il ‘900. Sede dell’esposizione la neo restaurata Villa Scalcabarozzi, nonché futura sede del Museo del Gioiello di Valenza.

Un evento di respiro internazionale, in concomitanza della fiera Valenza Gioielli, inaugurato il 2 ottobre alla presenza del Ministro per le Attività e i Beni Culturali Sandro Bondi e numerose autorità, e che si protrarrà fino al 28 di novembre.
Un godibilissimo percorso tra le eccellenze d’oltralpe per comprendere gli stili e le evoluzioni di quelle epoche passate che traevano ispirazioni ora dal mondo egiziano, ora dagli etruschi, ora dagli antichi romani.

Disposte su tre piani, queste opere d’arte passano dal neoclassico all’art nouveau, tra i cammei, numerosissimi all’epoca di Napoleone; all’uso copioso delle più accessibili pietre semipreziose, provenienti dal Brasile a seguito della sua indipendenza; alle spettacolari parure di gran moda sotto Carlo X, quando gli abili artigiani orafi sapevano ben mettere insieme oro, argento dorato e ottone per oggetti spettacolari ma low cost.

Per la prima volta in Italia, a Valenza capitale dell’oreficeria italiana, questa esposizione, curata da Martine Chazal, ricercatrice al dipartimento di gioielleria al Museée du Petit Palis, vuole far conoscere l’arte di Frédéric Boucheron, René Lalique, Georges Fouquet, L’Egaré, Pouget, Fontenay, Fouquet, Boucheron, Cartier e Jaqueau, insomma i grandi nomi che hanno fatto la storia del gioiello.

“Con questa mostra – ha spiegato Gilles Chazal, direttore del Petit Palais di Parigi-, desideriamo che ognuno possa apprezzare tutta la finezza con la quale questi artisti hanno suggerito la vita della luce attraverso lo smalto e le gemme, sui metalli rari e sulle pietre dure”.

Spille, parure, orecchini, ciondoli, portarossetti, bracciali, portacipria, diademi e coroncine, tutto quanto incantava le donne, e non solo, di allora, senza dimenticare i disegni preparatori, fondamentali per capire la nascita di queste inimitabili opere d’arte.


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