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Tanto è tutto trattato. Pietre e luoghi comuni

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Conosco un tipo. Si chiama Luogo Comune, uno di quelli che hanno sempre la risposta per tutto. Uno scandalo per le mazzette? “Tanto sono tutti corrotti!” Cibo che non ha il sapore di una volta? “Tanto è tutto manipolato!” Freddo ad aprile? “Non ci sono più le mezze stagioni!” E le pietre preziose? Luogo Comune, sbrigativo, ha idee nette: “Tanto sono tutte trattate!”. Me lo trovo, spavaldo, alle spalle del cliente che cerco di informare sulle proprietà delle pietre con cui tutti noi si sbarca il lunario.

Tentiamo con affanno di spiegare che sottoporre un corindone a riscaldamento è pratica comune. Ed ecco allora che il Luogo Comune si inquieta e scuote la testa: “ve lo dicevo, è tutto trattato”. Allora lo sfido e mi avventuro in una distinzione tra fratture riempite con vetro (talvolta vetro riempito con corindone) e risanamento di fessure con parziale ricristallizzazione nel rubino. “Che?” Un errore inoltrarsi in particolari tecnici.

Con lui avresti dovuto enunciare e non argomentare, si sa che l’attenzione di Luogo Comune dura massimo un minuto. Ora già ti guarda, sorriso obliquo, occhi vispi, voce risoluta. “Vabbè, ho capito, tanto tutti i rubini sono trattati!”. Troppa TV farcita di nozioni banalizzanti, troppe navigazioni pigre, troppi insegnanti sommari per poter accettare le sfumature, cogliere i casi, distinguere, darsi un ordine.

Odio il Luogo Comune? No, anche se può deviare ed approfittare della confusione per propri scopi, lui non è di per sé una cattiva persona. Ma per certo alcune cose su di lui le so. 1. È infastidito dal lavoro di quelli che approfondiscono le cose professionalmente. 2. Non si documenta, si conforma. 3. È uno sfiduciato, non crede nel valore se non lo trova già pronto nel Rapaport. 4. Considera la scienza e la ricerca dei passatempo sofistici per spillare soldi, si vede come pedina di un gioco malvagio orchestrato da agenti invisibili, non ha voglia che di alibi. “Tutto manipolato vuol dire che va bene tutto, indifferentemente”. Oppure: “E alla fin fine non esistono regole o, se ci fossero, un’autorità capace di farle rispettare”.

La fiducia dei consumatori verso la tenuta e la credibilità del valore dei gioielli si sta, con i luoghi comuni, sgretolando a fuoco lento. Va bene così: “tanto è la pubblicità che li spinge a comprare, tanto tutto è trattato!”.


4 commenti

  1. vincenzo says:

    2 puntualizzazioni:
    la prima: ” … un rivenditore di auto con 30 anni di esperienza… dopo quanto tempo riceve la laurea in ingegneria meccanica????…….” risposta … “mai!!!”… lo stesso dicasi per i gioiellieri che fino a quando crederanno di fare “cultura” con le miriadi di fesserie che spacciano per verità pur di vendere, adducendo che ” ..hanno anni di esperienza..” credo che il signor Luogo Comune vivrà allegro e spensierato…..
    la seconda: i trattamenti delle gemme sono e restano delle manipolazioni che, anche se seguono dei fenomeni naturali non sono stati fatti in natura ma in laboratorio. Una cosa è il valore economico di in una pietra ” non trattata dall’uomo” ed altra cosa è il valore economico della stessa pietra ” ripassata in padella”… se si aggiunge a questo discorso che i trattamenti, come i guai, non vengono mai soli ,questi non sono mai unici, ma riprovati e riprovati fino a quando una pietra di scarto diventa del colore voluto.. allora no si può spacciare un trattamento , che, ripeto, può anche essere mutuato da situazioni naturali, come una inerzia perché quel trattamento fatto dall’uomo fa diventare pezzi di scarto materiale vendibile ..e del colore ” migliore”… a prezzo uniformato, creando anche importanti plusvalenza ma che lasciano al cliente più che una pietra preziosa uno scarto di produzione… tornando alla nostra macchina iniziale e come se sotto una affascinante scocca ci sia il classico ” bidone”..

    Ferrara Vincenzo


  2. ho 47 anni faccio ho cominciato come garzone di bottega a 14 anni , in questo tempo ho capito che a noi spetta il compito di vendere emozioni .
    le emozioni si dividono in due
    uno è comprare un gioiello griffato dove l’emozione al consumatore finale è data dal costo del prodotto acquistato
    un altra è data dalla storia che riesce a raccontare un prodotto disegnato e realizzato al fine di creare un emozione univoca nel consumatore che prescinde dal valore stesso dell’oggetto ,
    se si riesce in questo la nostra missione ha perseguito il fine giusto


  3. ME INTERESARIA SABER A QUE FERIAS ASISTEN EN ITALIA YO VOY A LA DE VICENZA Y MILAN .GRACIAS


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