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Tajani: meno dazi e un marchio a sostegno del made in Italy nel futuro del gioiello

“Quale Europa per il Gioiello Italiano”, una perplessità che dà il via a Charm 2010. A dare rassicurazioni per il suo futuro è l’onorevole Antonio Tajani, vice-presidente della Commissione Europea per l’Industria e l’Imprenditoria, ma soprattutto il suo impegno a dar vita al tanto atteso marchio “MADE IN”.

Tutto questo è stato oggetto di una conferenza stampa che ha anticipato di poco l’ inaugurazione dell’evento Vicentino. Ricco il parterre dei relatori: l’Assessore al Bilancio della Regione Veneto Maria Luisa Coppola, l’Onorevole del PDL Catia Polidori, il Presidente di Fiera Vicenza Roberto Ditri, il Presidente del Consorzio Vicenzaè Dino Secco e il Presidente della Camera di Commercio di Arezzo Giovanni Tricca.

L’onorevole Antonio Tajani si pone da subito come un interlocutore affidabile per il settore orafo – in questo momento particolare dell’economia mondiale-, ribadendo il suo impegno a dare vita al tanto atteso marchio MADE IN e nello sforzo di spianare la strada ad una giusta RIDUZIONE dei DAZI. Due iniziative che intende adottare e sostenere per tutelare il prodotto europeo, senza però danneggiare il mercato import-export, ovvero, l’interscambio che sta alla base dell’economia, e sempre più in primo piano in periodi di crisi come quello che stiamo attraversando (ma che fortunatamente incomincia a dare lievi ma costanti segnali di ripresa).

Il Made In, che ho posto all’Ordine del Giorno sul desk del prossimo Consiglio dei Ministri europei, -ha dichiarato l’Onorevole Tajani-, chiede innanzitutto maggiori controlli da parte degli Stati membri all’ingresso dei prodotti e durante le fasi di lavorazione. E vuole essere la legittimazione di una produzione di qualità -sia dei prodotti da esportazione sia di importazione- in un mercato dove sempre più prepotentemente emerge una inarginabile concorrenza sleale. L’unica arma che i nostri competitor non possono eguagliarci è la qualità -che nello specifico resta la forza del prodotto orafo italiano rispetto a quello seriale proveniente da Paesi come Cina, India, per citarne alcuni- l’unica garanzia in tutti i settori a tutela del nostro mercato e del consumatore finale”. Perché l’interesse coinvolge, oltre i produttori, anche i consumatori che chiedono chiarezza, che vogliono sapere se un gioiello è artigianale o stampato, se un capo d’abbigliamento è trattato con sostanze tossiche o è 100% naturale.

“Ma creare regole non è di facile attuazione e si evidenzia subito che non c’è omogeneità di idee. – Ha proseguito l’onorevole Tajani -. Prima questione da chiarire è la selezione delle aziende che potranno usufruirne: il Made In deve includere solo le materie prime o anche le successive trasformazioni?” Il dibattito resta ancora aperto, ma l’impegno di Tajani va oltre, cercando di impedire la delocalizzazione, cioè sensibilizzare sulle conseguenze che l’abbandono del mercato italiano a favore di altri più convenienti possono arrecare creando danni irreparabili. La questione della riduzione dei Dazi, per la sua importanza passerà dai microfoni di Vicenzaoro alla scaletta dei principali argomenti da affrontare con i rappresentanti d’oltreoceano. Fondamentale, quindi, divulgare l’idea che solo abbassando i dazi – oggi ancora più insostenibili per l’elevato valore dell’Euro- si potrà liberare i mercati.

Foto in alto a sx
Onorevole Antonio Tajani

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