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Swatch Group, l’anno della rinascita

Il report annuale del gruppo fa il punto sui risultati ottenuti nel 2017. Dicembre si attesta come il secondo miglior mese della storia. E intanto tutta l’orologeria svizzera è in ripresa

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Il quartier generale dello Swatch Group in Svizzera

Un anno fortunato, il 2017, quello di Swatch Group. Il report annuale della società fa il punto sull’andamento dell’ultimo anno, pieno di buoni risultati. Nel messaggio iniziale firmato dalla presidente Nayla Hayek emergono i primi dati:  non solo il segmento Watch & Jewelry (esclusa la produzione) ha registrato una crescita del fatturato del 6,9% a tassi di cambio correnti, con il margine operativo cresciuto del 27,4%, ma la crescita ha raggiunto addirittura il 12,2 % nella seconda metà dell’anno e il 14,9% nel quarto trimestre.

L’accelerazione è stata confermata a dicembre, con le seconde vendite mensili più alte della storia del gruppo, che può contare nel mondo su 35 400 dipendenti. Nel 2017 il fatturato netto è stato di 7960 milioni di franchi svizzeri, in aumento del 5,4% rispetto all’anno precedente e nonostante gli effetti negativi dei tassi di cambio correnti. L’utile netto consolidato è aumentato del 27,3% a 755 milioni di franchi svizzeri, con un margine netto del 9,5%, in netto miglioramento rispetto all’anno precedente (7,9%).

Dopo aver analizzato tutte le iniziative legate ad arte e filantropia portate avanti dalla società attraverso i suoi brand, il report focalizza poi la propria attenzione sui singoli marchi del gruppo, come Swatch, che ha visto le aperture strategiche di negozi in Svizzera e a Venezia, così come i lavori di ristrutturazione nel giapponese Nicolas G. Hayek Center Tokyo di Ginza e a Wangfujing in Cina. L’innovazione è proseguita per il marchio con la seconda generazione di SWATCH PAY! e le nuove collezioni, con una forte accelerata delle vendite online.

Omega ha celebrato il 60esimo anniversario dello Speedmaster con George Clooney e Buzz Aldrin in un evento a Londra dove sono state lanciate tre nuove collezioni. La storia del marchio dell’orologeria femminile è stata premiata all’inaugurazione della mostra “Her Time” a Parigi, dove i bambini di Cindy Crawford, Kaia e Presley, sono stati presentati come i nuovi ambasciatori del marchio. La partnership con i Giochi Olimpici è stata estesa fino almeno al 2032, che segnerà i 100 anni come Cronometrista Ufficiale dell’evento. Il marchio ha inoltre aperto una nuova manifattura a Biel / Bienne, creando una solida base per il futuro dell’orologeria.

Anche Breguet ha vissuto un anno particolarmente positivo 2017. La Maison si è avvicinata a Baselworld in uno stato d’animo ottimista con l’uscita del nuovo modello di punta Marine Equation Marchante 5887. Per sostenere questo lancio, Breguet ha sviluppato un sito web dedicato (marine.breguet.com) e un’esposizione itinerante. Il 2017 è stato un anno positivo anche per gli orologi da donna con i nuovi modelli delle linee Reine de Naples e Tradition.

Un altro dei brand del marchio, l’iconico Harry Winston, è cresciuto grazie a una serie di iniziative come l’apertura di un nuovo laboratorio di gioielleria a New York; nuove collezioni di gioielli raffinati che parlano del ricco DNA del Brand e degli orologi che collegano le sue radici newyorkesi con l’esperienza dell’orologeria svizzera; e eventi prestigiosi che riaffermano la sua posizione di gioielliere per eccellenza. Altrettanto successo hanno riscosso gli altri marchi: Blancpain, Glashütte Original, Jaquet Droz, Léon Hatot, Longines, Rado, Union Glashütte, Tissot, Balmain, Certina, Mido, Hamilton, Calvin Klein e Flik Flak.

L’atteggiamento ottimistico di Swatch Group sembra essere confermato dai dati della Fédération de l’industrie horlogère suisse che ha registrato a febbraio una crescita dell’export di orologi dalla Svizzera del 12,6% annuo a 1,69 miliardi di franchi (1,43 miliardi di euro), in marginale accelerazione rispetto al progresso del 12,6% di gennaio e decimo mese consecutivo di espansione. Nel 2017 l’incremento era stato del 2,7% a quota 19,92 miliardi di franchi (16,96 miliardi di euro al cambio attuale), contro il calo del 9,9% registrato nel 2016.


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