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Svizzera, il franco si sgancia dall’euro. Cosa accadrà al mondo del lusso?

Per Preziosa magazine risponde Francesco Bernardini, Responsabile del comparto oro di Banca Etruria

franco euro

Cambia all’improvviso la politica monetaria della Svizzera e sui mercati, in particolare su quello degli orologi, è subito caos. Il produttore svizzero di orologi Swatch Group, per esempio, ha annunciato l’intenzione di aumentare i prezzi dei suoi orologi di lusso dal 5 al 10% in Europa. A spiegare da dove arriva la decisione elvetica e cosa rappresenta per il comparto è Francesco Bernardini, Responsabile del comparto oro di Banca Etruria.

Banca Etruria_Francesco Bernardini

di Francesco Bernardini*

Il 15 Gennaio scorso, con una mossa abbastanza a sorpresa, la Banca Nazionale Svizzera (BNS) ha deciso di porre fine alla politica di difesa del tasso di cambio di 1,20 franchi per euro che manteneva da tre anni abbassando parallelamente di 0,5 punti il tasso di interesse di riferimento a -0.75%.

In pratica il franco svizzero si è “sganciato” dall’euro creando un vero e proprio “tsunami” per l’economia svizzera le cui aziende export-oriented hanno registrato in un solo giorno un incremento del prezzo dei propri prodotti esportati di oltre il 20%. In particolar modo le aziende che producono orologi e cioccolato e che esportano oltre l’80% dei propri prodotti all’estero registreranno dei cali delle vendite fuori confine con potenziali ricadute negative anche sui livelli occupazionali.

Ma perché la svizzera ha cambiato rotta? La decisone della BNS è dipesa sicuramente dalla recente discesa dell’euro rispetto al dollaro e si ritiene plausibile che tale decisione dia stata presa prima del 22 gennaio quando il Presidente della BCE Mario Draghi ha annunciato l’avvio del programma di acquisto di titoli di Stato (quantitative easing), operazione che farà svalutare ulteriormente la moneta unica.

Dal 2011 ad oggi infatti, per mantenere invariato il cambio tra euro e franco svizzero, la BNS ha dovuto espandere il proprio bilancio diverse volte acquistando ingenti quantità di euro che nel tempo si sono svalutati e che con le decisioni prese dalla BCE avrebbero reso gli sforzi della BNS ancora più importanti. Ecco perché la BNS ha deciso, a torto o a ragione lo dirà il tempo, di interrompere il mantenimento del cambio fisso “preferendo accettare una fine dolorosa piuttosto che un dolore senza fine”.

*Responsabile del comparto oro di Banca Etruria


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