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Sulla via dell’oro alla scoperta dei tesori di Vicenza

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da sx: Stefano Soprana, Jacopo Bulgarini d’Elci e Marco Lovato

Una via tutta d’oro per svelare i tesori di Vicenza. È una luce dorata che emerge da uno scrigno a forma di Basilica Palladiana l’immagine scelta da Confcommercio e Comune per invitare turisti ma non solo a scoprire quella parte di storia della città che s’intreccia con quella del gioiello. E a farlo seguendo la mappa di “Vicenza in oro. The golden tour since 1339”. Un anno non casuale, ma quello in cui nello Statuto comunale fu registrata la Fraglia degli orefici, che contava 150 artigiani e che con quel documento fu ammessa all’elezione di un membro nel consiglio degli anziani.

Come non lo è la scelta di indicare il percorso – rigorosamente color oro – e i diversi punti di interesse non su un mappa moderna, ma sulla Pianta Angelica del 1580 e di trarre il logo da quella del Peronio, del 1481.

Anche l’idea, del resto, prende le mosse dal recupero di una tradizione, il pranzo in occasione di S. Eligio, patrono dei gioiellieri, interrotto negli Anni Settanta. «Consci che il nostro lavoro va reinventato abbiamo deciso di andare nei musei di Vicenza a scoprire i suoi tesori e poi abbiamo pensato di trasformare questa esperienza in lavoro – spiega Stefano Soprana, titolare dell’omonima gioielleria e presidente della sezione Centro storico di Confcommercio – I turisti sono abituati a vedere grandi centri commerciali, noi abbiamo una città medievale in cui c’è tutto, ma c’è bisogno di una visione. Abbiamo creato un percorso che definisca chi siamo».

Vicenza in oro-minGIOIELLERIE. Protagonisti, insieme ai gioielli, sono 15 gioiellerie, i luoghi dove la storia viene preservata e perpetuata. Capofila Soprana 1910, bottega storica dal 1770, che ha portato avanti il progetto insieme a sette colleghi. Le altre attività coinvolte sono Aldighieri Gioielli, Laura Balzelli orefice, Lorenzo Bazzo gioielli, Concato Preziosi, Orologeria Dal Ponte, Gioielli Donegà, Gioielleria Gaddi 1969, Il Grifone argenteria, Orologeria Pavan, Re Mida, Salvadori Diamond atelier, Preziosi Salvato, Gioielleria Verdeacqua, e Daniela Vettori.

I MUSEI. Tanti i pezzi di interesse storico contenuti nei musei. Nei dipinti di Palazzo Chiericati, infatti, è possibile ammirare il gusto per i gioielli delle famiglie nobili dei secoli scorsi, mentre il museo archeologico riporta agli antenati dell’oreficeria vicentina, con monili in oro risalenti già alla preistoria:laminette rettangolari, cerchietti e rotelline radiate provenienti da un santuario degli Antichi Veneti (fine V-II secolo a. C.) e gioielli di età longobarda (fine VI-VIII secolo d. C.) Se il Museo del Gioiello parte dal passato e guarda al gioiello del futuro, quello Diocesano è una miniera di lavori di pregio anche antecedenti la fraglia: la corona d’argento risalente al 1260; il reliquiario della Sacra Spina, che dallo stesso anno ha continuato ad arricchirsi fino a metà Ottocento; il Calice serpentino, della metà del Trecento, la Madonna con Bambino del 1300 e la croce processionale della bottega Da Sesto, del 1400, oltre al razionale in oro realizzato dalla manifattura vicentina a inizio Novecento.

Vicenza in oro 2-minLa mappa, realizzata da Marco Lovato dello studio Mama, con i testi di Anna Milan e il coordinamento di Sabina Magro è stata stampata in 20mila copie, 5mila delle quali in inglese, sarà distribuita in negozi, hotel, uffici Iat e musei.


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