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Studio di settore: talvolta è amico

Gli Studi di Settore sono utilizzabili anche a supporto delle tesi del contribuente, per contrastare le contestazioni dell’Amministrazione fiscale.
È l’importante principio sancito da una recente sentenza (n. 480/01/10 del 25 ottobre 2010) della Commissione tributaria provinciale di Roma.
Secondo i giudici tributari, la determinazione mediante accertamento di tipo induttivo dei maggiori ricavi di un’impresa non può non tener conto dello studio di settore applicabile all’attività esercitata.

In pratica, non è legittimo applicare alla ricostruzione del reddito dei coefficienti di ricarico che non considerino i risultati dello studio di settore, anche se questi risultano più favorevoli al contribuente.

Il caso nasce da un avviso di accertamento per maggiore Ires, Irap e Iva emesso dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di una società di ristorazione (ma il caso si può tranquillamente applicare ad ogni settore) nonostante non fosse stata riscontrata alcuna irregolarità formale né sostanziale nella contabilità e la società risultasse congrua rispetto agli Studi.

L‘Agenzia, partendo da alcuni dati empirici (quantità di materie prime acquistate) avevano ritenuto di ricostruire il reddito d’impresa secondo parametri differenti da quelli degli Studi, applicando dei coefficienti di ricarico.

La società aveva contestato l’utilizzo di “calcoli diversi dagli studi di settore pur in presenza di uno studio approvato ed applicabile all’attività esercitata“, da cui conseguiva “l’irragionevolezza della ricostruzione e l’illogicità dei risultati raggiunti“.
L‘Agenzia delle Entrate ribadiva il potere di adottare la metodologia più adatta a ricostruire l’effettivo andamento delle attività sottoposte a verifica.

La Commissione tributaria provinciale, pur riconoscendo che la tenuta di una contabilità formalmente corretta e regolare non esclude che si possa condurre un accertamento induttivo sulla base di elementi concreti, ha ritenuto non corretto il comportamento degli uffici, in quanto gli Studi di Settore godono di una affidabilità statistica e di una precisione nella determinazione dei ricavi certamente superiore rispetto ad altre tecniche ricostruttive.

Per questi motivi, le risultanze degli Studi non possono essere semplicemente ignorate (quando non vi siano elementi di prova precisi e concordanti che possono far giungere a conclusioni diverse) quando esse siano a favore del contribuente.

Gli Studi possono quindi costituire un elemento di garanzia e di certezza a vantaggio del contribuente di fronte a pretese dell’Amministrazione finanziaria basate su presunzioni e su calcoli non adeguatamente fondati.


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