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Studiare Design del Gioiello al Politecnico di Milano

Perché lo scelgono gli studenti e quali sono le loro aspettative una volta raggiunto l’ambito traguardo della laurea

Chi ha la fortuna di essere ammesso al corso di Laurea in Design della Moda del Politecnico di Milano (150 posti l’anno a fronte di migliaia di richieste) generalmente si immagina stilista o comunque indirizzato all’abbigliamento. Finisce invece che la maggior parte scopra la propria vocazione negli ambiti del gioiello e dell’accessorio, della maglieria o dello sportwear, eccellenze della scuola di Moda del Politecnico che gli studenti incontrano nel corso di un itinerario didattico appassionato e intenso.
Tutti gli studenti ed ex studenti di design della moda interpellati per questa breve inchiesta, hanno varcato la soglia del Politecnico con l’idea di diventare fashion designer. Il corso di jewellery and accessories design, diretto da Alba Cappellieri, è uno dei laboratori di sintesi finale del terzo anno, durante il quale gli studenti si confrontano con il progetto di gioielli e accessori per la persona e si preparano alla laurea. Per gran parte di loro si tratta del primo approccio con il gioiello, e in moltissimi casi rappresenta anche la nascita di una vera passione.

“Quando ho scelto la facoltà di design non pensavo che il design del gioiello mi potesse interessare, ho avuto il piacere di scoprirlo durante il terzo anno e mi ha affascinato molto per la capacità di tenere insieme mano e mente, creatività e tecnologia in accordo con lo spirito politecnico” (Marianna, laureata in design della moda,  AA 2011).

Il corso è strutturato in lezioni teoriche volte a conoscere il mondo del gioiello nelle sue molteplici sfaccettature, le sue logiche e i protagonisti, e in workshop progettuali svolti assieme a progettisti affermati che guidano gli studenti attraverso le fasi di ideazione e realizzazione del progetto. La presenza di un laboratorio di oreficeria a disposizione degli studenti all’interno della facoltà è una spinta ulteriore ad apprendere l’arte orafa attraverso le sue tecniche e ad entrare in contatto coi materiali e i metodi di lavorazione. Grazie ai numerosi stimoli ricevuti e alla quantità di progetti svolti durante il corso, gli studenti sviluppano spesso un interesse che va ben oltre il superamento di un esame.

“Non conoscevo il mondo del gioiello, mi ci sono avvicinata per la prima volta al terzo anno di università. È stato molto stimolante e molto utile, forse è il campo che ritengo più interessante per la mia prossima carriera. È stata un’affascinante scoperta che mi ha aperto un mondo in campo lavorativo”(Marta, laureata in design della moda,  AA 2011).

Molti studenti vedono infatti nella progettazione del gioiello, più ancora che nella moda, la messa in pratica del metodo imparato nei corsi teorici. La complessità del gioiello impone riflessioni progettuali non solo formali o stilistiche, ma anche tecniche ed ergonomiche. Il gioiello coinvolge diversi ambiti e richiede al progettista la capacità di integrare competenze varie e di interagire con strumenti diversi, ragione per cui quasi tutti gli studenti intervistati concordano sull’importanza di una formazione accademica, “che se è importante per diventare designer in generale, diventa ancor più fondamentale in un ambito così complesso e al contempo rigidamente tradizionale come quello orafo” (Celeste, laureanda in design della moda,  AA 2012).

Quasi tutti i ragazzi interpellati riconoscono dunque il valore di una formazione di tipo politecnico per la possibilità di acquisire una metodologia progettuale trasversale (dall’abbigliamento al prodotto, alla comunicazione all’accessorio) che li metta nelle condizioni di affrontare un progetto in tutte le sue problematiche. Tutti gli intervistati sono inoltre d’accordo nel considerare l’università come il primo momento di formazione, che per un designer non termina alla consegna del diploma ma va al contrario ampliata e aggiornata costantemente attraverso nuove esperienze e sfide progettuali.
Al contempo, lamentano uno scarso interesse da parte delle aziende orafe, che considerano in generale troppo legate alla tradizione e poco disposte ad aprirsi a figure nuove e a riconoscerne le competenze.
Rispetto ai precedenti ordinamenti universitari, la segmentazione dei corsi di laurea ha favorito l’abitudine a completare un ciclo di studi più breve rispetto ai cinque anni canonici per poi cercare la propria via di completamento degli studi: chi mediante corsi all’estero, chi attraverso innumerevoli stages e chi invece con corsi di specializzazione su un argomento specifico.

Tra i numerosissimi corsi dedicati al gioiello l’unico che affronta il gioiello dal punto di vista del design è il DDG – corso di alta formazione in design del gioiello promosso dal Poli.Design www.designdelgioiello.it che è anche l’unico a poter contare sulla collaborazione delle principali aziende orafe per il recruiting dei giovani designer.  “Il mio principale obiettivo formativo – afferma a tal proposito la professoressa Cappellieri – è dare ai miei studenti le competenze e gli strumenti per poter trovare facilmente lavoro. Per questo mi occupo personalmente del placement degli studenti.”
Il corso, di cui sono aperte le selezioni per la settima edizione, partirà il 14 gennaio 2013, è destinato a diplomati e laureati che intendano specializzarsi nella progettazione del gioiello, e viene quindi scelto espressamente da studenti, professionisti del settore o persone che intendono trasformare la propria passione per i gioielli in una professione. Tra i suoi punti di forza c’è lo stretto contatto con le principali aziende del settore e la possibilità di terminare il percorso formativo con uno stage in azienda, opportunità particolarmente ambita tra gli studenti che ormai lo considerano un passo fondamentale del proprio iter di formazione. Lo stage è riconosciuto come momento importante per mettersi alla prova e mettere in pratica le conoscenze teoriche e metodologiche acquisite, oltre ad ampliare il proprio curriculum ed esperienze professionali.
È interessante notare come un numero sempre maggiore di studenti scopra il design del gioiello durante il laboratorio di sintesi, si appassioni al punto da sceglierlo come professione e scelga di perfezionare le proprie conoscenze attraverso il DDG prima di entrare nel mondo del lavoro.
Un dettaglio interessante emerso durante l’inchiesta è che molti ragazzi immaginano un futuro nel settore orafo, non tanto all’interno di grandi brand quanto invece come creatori di una propria linea e imprenditori di se stessi, sfruttando i nuovi canali di vendita online e moderne tecnologie di lavorazione. In un momento che i giornali definiscono quotidianamente senza speranze, è bello pensare che le nuove generazioni vogliano credere in loro stesse e mettersi in gioco in prima persona nel mondo orafo.
Qualsiasi strada professionale vogliano intraprendere, è importante che una facoltà metta a disposizione dei progettisti di domani una preparazione e strutture adeguate ed insegni loro a recepire gli stimoli e trasformarli in gioielli.


4 commenti

  1. Gradirei sapere se esiste un limite di età per potersi iscrivere al corso che avrà inizio il 14 gennaio 2013, sono diplomata, oggi creatrice di bijoux in ceramica ma vorrei cimentarmi in studi inerenti, sono una quarantenne… Attendo risposta se possibile e ringrazio per l’attenzione dedicatami. Saluti.


  2. Maurizio says:

    si il corso non ha limite d eta’ e non c’e’ una vera selezione bo conosciuto una ragazza cinese laureata in economia e commercio, lavora in banca e non ha mai toccato una matita ha fatto il colloquio con la Cappellieri ed e’ stata ammessa al corso. …..l importante pagare 3000 euro e tutti possono entrare. …..dov e’ la selezione……Auguri


  3. alba cappellieri says:

    caro maurizio grazie per aver evidenziato un aspetto che l articolo non trattava: al politecnico la selezione non avviene per competenze pregresse visto che il corso parte da zero, quanto per la passione, ambizione e determinazione verso il mondo del gioiello. Di laureati in economia e commercio ne abbiamo avuti tanti ma anche dentisti e bagnini, manager e avvocati che hanno dimostrato interesse e passione per il mondo del gioiello, raggiungendo spesso ottimi risultati. Contrariamente a lei io credo che imparare sia una via per la liberta e per la felicita’ e che non abbia niente a che fare con i preconcetti o delle pseudo abilita acquisite nel tempo. le consiglio di leggere a tal proposto la storia di simona, che ha cambiato vita grazie al corso http://d.repubblica.it/moda/2014/06/10/news/intervista_simona_nicolosi_bijioux_may_moma-2168798/
    saluti
    ac


  4. Dalila says:

    Salve, volevo sapere se eravate interessati ad un insegnate d incastonatura al microscopio, con esperienza nel campo d incisione.


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