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Studi di settore, gioiellieri a 17mila euro annui: meno di macellerie e bar

Pubblicati i dati sulle dichiarazioni sull’anno di imposta 2010. La media degli autonomi è 27.300

Si preannunciano giorni ‘caldi’ quelli che seguono la pubblicazione, da parte del Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, degli studi di settore sui redditi dichiarati da autonomi, artigiani, professionisti e commercianti sull’anno d’imposta 2010. Giorni caldi perché, a parte qualche conferma (come i notai al primo posto), ci sono molte categorie che registrano una media al di sotto di quella attesa. Tra queste, i gioiellieri. I fornai dichiarano di più degli addetti al commercio nel settore dell’oro e dell’argento: 27.300 contro 17.000 euro all’anno.

Nella “classifica” stilata dal Ministero più o meno al pari dei gioiellieri figurano bar e gelaterie (16.800), le macellerie (17.300) e i negozi alimentari (17.100); al di sotto, tassisti (14.800), autosaloni (14.800), alberghi (14.700), servizi di ristorazione (14.300) e ancora fiorai, parrucchieri, profumerie, negozi di giocattoli. Fanalino di coda, negozi di vestiti e scarpe (8.600), sarti (8.200) e istituti di bellezza (6.500). Sono oltre quota 20mila euro gli imbianchini e i muratori, i meccanici e i fornai; tra i professionisti, quelli nella parte più alta della lista, architetti (29.600), avvocati (57.600), commercialisti e contabili (61.300), studi medici (69.800) e farmacie (109.700). Superbalzo, rispetto alla media, dei notai, con 318.200 euro l’anno.

La media, dunque, per gli autonomi si attesta sui 27.300 euro per le persone fisiche (+3,1% rispetto al 2009), 37.500 per le società di persone (+4.3 per cento) e 31.600 per le società di capitali ed enti (+19,7%). L’applicazione degli Studi di settore ha riguardato 3,482 milioni di soggetti (per il 63% persone fisiche), con un calo dello 0,42% rispetto all’anno precedente. Il lieve calo è probabilmente dovuto alla mancata presentazione della dichiarazione da parte dei soggetti in “regime dei minimi”, la cui adesione nel 2010 è in crescita del 14,4% rispetto all’anno precedente.

Un anno fa, gli stessi studi di settore mettevano i gioiellieri in una media di reddito di impresa pari a 12.300 euro (sull’anno di imposta 2009), dietro tassisti, gestori di lidi balneari e baristi. Un dato che quest’anno appare in lieve crescita, dunque, anche probabilmente come effetto delle politiche antievasione – e dovuto ad una media che non può per sua natura rappresentare le tante sfaccettature di attività molto diverse tra loro (posizione geografica, tipo di prodotto etc.), ma senza dubbio un dato che, confrontato ad altre categorie, lascia un po’ sorpresi.


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