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Stroili Oro a Valenza Gioielli: “Il distretto può diventare pioniere di una nuova nicchia di mercato”

Il momento storico è quello che conosciamo tutti, ma Valenza Gioielli resiste e lo fa con un prodotto che, a guardar le vetrine, è davvero un’eccellenza. Ieri, domenica, era atteso il maggior numero di visitatori e le aspettative non sono state tradite. Tra i top buyer, una presenza particolarmente rilevante: Paolo Dri, COO di Stroili Oro, la più grande catena di gioiellerie in Italia e tra le principali d’Europa con sede in provincia di Udine. Un brand che, affermatosi in una prima fase come catena di gioielleria, oggi cresce e si impone come marchio di riferimento nel mondo dei gioielli, facendosi interprete della contemporaneità con una premessa importante: “Ogni donna è un gioiello”. Preziosa magazine ha chiesto al suo Chief Operating Officer un punto di vista sulla fiera e sul mercato, punto di vista particolarmente privilegiato vista la capillarità di Stroili Oro e la sua evidente capacità di anticipare le sfide del settore.

Qual è in questo momento lo stato di salute del mercato?
“La difficoltà c’è: il mercato è soggetto anche a tensioni sui prezzi delle materie prime e oggi è contaminato sempre più dalla moda, con l’introduzione nelle gioiellerie di materiali meno preziosi e di bijoux. Questa nuova nicchia soddisfa un desiderio di prodotti voluminosi, che diano alla donna un oggetto vistoso che sia al contempo accessibile”.

E la produzione valenzana come si inserisce in questo contesto?
“La forza del distretto è la capacità di essere visionari, in anticipo sui tempi con un prodotto Gioiello che, credo, entro due tre anni avrà un posto tutto suo nel mercato. Vedo il gioiello valenzano quasi come un pioniere di una fascia di mercato che al momento magari soffre, ma ha grandi potenzialità per il futuro”.

Rispetto al panorama fieristico, ritiene ci sia un “esubero”?
“Per quanto riguarda Stroili Oro, la nostra presenza è motivata soprattutto dalla necessità di individuare dei trend. Ecco perché i buyer sono sempre meno: perché oggi queste manifestazioni servono ad altro, non più soltanto a comprare. Noi, comunque, ne visitiamo più possibile, perché riteniamo che siano vetrine di tendenze”.

La gioielleria è ancora l’unico luogo per la vendita di oggetti preziosi?
“Non ci sono molte altre strade. L’unica alternativa in grado di competere, ma questa è la mia visione personale, è l’on line, il commercio elettronico. La sfida, comunque, sembra essere un’altra. Bisogna specializzarsi e inseguire il desiderio delle donne di un oggetto che sia accessibile ma allo stesso tempo sexy”.


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