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Strade commerciali di lusso, Montenapoleone è quarta

Milano risale la classifica con canoni in crescita del 12,5% secondo il rapporto di Cushman & Wakefield. In cima alla lista l’Upper 5th Avenue a New York

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Via Montenapoleone a Milano

Dove si trova la via commerciale più cara del mondo? A New York, neanche a dirlo. Secondo la recente classifica di Cushman & Wakefield – il “Main Streets Across The World report”, pubblicato con cadenza annuale e giunto alla sua 29esima edizione – l’Upper 5th Avenue della Grande Mela canoni medi di 28.262 euro a metro quadrato per anno.  Segue da Causeway Bay a Hong Kong, mentre la britannica New Bond Street supera Avenue des Champs Élysées (che scende al quinto posto) e diventa la terza via commerciale più costosa al mondo grazie a un incremento dei canoni di locazione del 37,5% registrato a Londra.

In questo scenario, l’Italia si posiziona bene: Via Montenapoleone a Milano, infatti, sale al quarto posto con canoni di locazione cresciuti del 12,5% su base annua raggiungendo quota 13.500 euro/mq/anno. “Il posizionamento di Via Montenapoleone nello scenario internazionale globale è la dimostrazione che il mercato delle high street in Italia ha raggiunto un importante livello di maturazione e consolidamento – ha detto Thomas Casolo, Head of Retail di Cushman & Wakefield Italia – confermato dal crescente interesse da parte dei principali brand e investitori internazionali”.

In Italia, i canoni di locazioneprime” sono rimasti generalmente stabili rispetto all’anno precedente, con incrementi significativi solo nelle città principali. Nella classifica europea, ben 4 città italiane sono presenti nelle prime 8 posizioni: oltre a Milano, dove l’andamento del mercato delle high street rappresenta un ulteriore segnale del percorso di crescita e sviluppo intrapreso dalla città, si trovano anche Roma, Venezia e Firenze, dove i canoni di locazione sono principalmente sostenuti dalla domanda legata ai flussi turistici.

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La classifica di Cushman & Wakefield

“Nonostante le molte notizie negative, il mercato retail globale si conferma più dinamico e vivace che mai, in risposta ai cambiamenti tecnologici e demografici in atto in tutto il mondo – ha detto Darren Yates, Head of EMEA Retail Research di Cushman & Wakefield, autore del report –. Gli spazi nelle destinazioni premium, come la Upper 5th Avenue a New York, Causeway Bay a Hong Kong e New Bond Street a Londra, sono molto richiesti dai brand internazionali, sempre desiderosi di creare “customer experience” che offrano qualcosa di nuovo e coinvolgente. I retailer più innovativi combinano le piattaforme online con lo spazio fisico del negozio, per offrire al cliente un’esperienza multicanale a tutto tondo, ma profilo e ubicazione dello spazio fisico giocano un ruolo fondamentale nella “premium retail experience”.

Il report Main Streets Across The World prende in esame 451 tra le principali vie commerciali di tutto il mondo e, utilizzando i dati di Cushman & Wakefield, classifica le più costose ubicate in 68 paesi, sulla base dei canoni di locazione per spazi di primo livello (“prime”). La domanda di posizioni prestigiose a Parigi, come Avenue des Champs Élysées e Avenue Montaigne e Rue Saint Honoré, è rimasta costante nonostante l’incertezza della situazione politica in vista delle elezioni francesi. Le location “prime” per il settore retail a di Parigi hanno beneficiato del forte afflusso di visitatori nazionali e stranieri, generato dalla ripresa sostenuta del turismo internazionale nel corso del 2017.

“Anche se le sfide e le incertezze non sono ancora scomparse dall’orizzonte, continua la ripresa del settore retail in Europa, tanto che nel 2018 si prevede un ulteriore forte miglioramento delle performance – ha aggiunto Justin Taylor, Head of EMEA Retail di Cushman & Wakefield -. Metà delle 10 vie commerciali più costose al mondo si trovano in Europa, a dimostrazione della solidità della domanda in quest’area geografica. Le “prime location” attirano maggiormente i brand premium più innovativi e la crescita dei canoni di locazione in alcune aree è stata sostenuta dal forte afflusso di turisti. Non fa eccezione il Regno Unito, dove il deprezzamento della sterlina ha contribuito a incrementare significativamente i flussi di visitatori e l’offerta londinese nel “premium retail” continua a essere sostenuta, nonostante l’incertezza generata dalla Brexit. Nel frattempo, la crescita registrata in alcune delle principali città italiane sottolinea l’affermarsi dell’Italia come destinazione top per il retail”.


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